BehindTheScenes – Giuseppe Barone ci presenta la nuova edizione di Rock Contest

Il Rock Contest è quella manifestazione che permette alle nuove leve della musica italiana di esibirsi davanti ai grandi nomi del rock e ai più importanti addetti ai lavori, mettendo in palio dei fantastici premi per chi della musica vuole farne una professione. Il bando della XXIX edizione è aperto ed è possibile iscriversi fino al 30 settembre su www.rockcontest.it Si moltiplicano i premi per i vincitori, con il Premio Fondo Sociale Europeo e il Premio SIAE.
Il concorso nazionale si svolgerà a Firenze il prossimo novembre, con la finale a dicembre presso l’Auditorium Flog. Tra le novità dell’edizione 2017 la collaborazione con Sugar Music, la più importante realtà discografica ed editoriale indipendente italiana, che ha recentemente firmato proprio uno dei finalisti in gara lo scorso anno: i Manitoba.

Abbiamo incontrato Giuseppe Barone per scoprire tutte le novità di questa edizione.

Intervista a cura di Egle Taccia.

Ci racconti la storia di RockContest?

Il Rock Contest nasce nel 1984 ad opera di Controradio, sulla scia del un nuovo fermento portato dal Punk e dalla New Wave, diventando in breve un importante fenomeno di promozione di gruppi, dando loro una possibilità concreta di visibilità. Dal 2002 il Rock Contest diventa “nazionale” e nel 2009 il libro “I love rock’n’roll: Rock Contest, quindici minuti di gloria e orgoglio sul più importante palcoscenico per emergenti”  edito da Giunti sancisce l’affermarsi della manifestazione. Da allora tutti gli anni i nomi di massimo rilievo della nuova scena italiana partecipano (a titolo gratuito) in veste di giurati alle edizioni della manifestazione,  tra i tanti Alberto Ferrari dei Verdena, Dario Brunori, Manuel Agnelli, Dente, Appino, Cristina Donà, Rachele Bastreghi, Max Collini, Piero Pelù, iosonouncane, Giulio Favero, Mauro Ermanno Giovanardi, etc…), nonchè i rappresentanti delle più importanti testate giornalistiche, i produttori e i discografici. Dal 2011 (anno della prematura scomparsa di Ernesto De Pascale, uno dei nostri principali collaboratori) al premio è abbinato uno speciale riconoscimento, il “Premio Ernesto de Pascale” che segnala la migliore canzone con testo in italiano. Nell’edizione 2015 Luciano Ligabue ha offerto al gruppo vincitore di questa sezione (gli Amarcord) una settimana del suo personale studio di registrazione. Per quanto riguarda la denominazione inoltre, è bene precisare che oggi per “rock” intendiamo solo una attitudine, non un genere musicale. Quello che ci interessa è la propensione al “do it yourself”.

Ci spieghi come verranno strutturate le selezioni e le fasi finali del contest?

Beh, è piuttosto semplice. Ora stiamo raccogliendo le candidature sul sito www.rockcontest.it, da queste saranno selezionati 30 gruppi o solisti che accederanno alle fasi live. In ognuna delle 5 serate di selezione si esibiranno sei gruppi, due dei quali passano in semifinale, più due “ripescati” dalle giurie alla fine delle selezioni. Le due semifinali vedono sei gruppi a sera dai quali vengono scelti i sei finalisti. Questi si esibiranno il 2 dicembre in quel dell’auditorium Flog di Firenze. La serata finale, come ogni anno, vedrà il gotha della scena musicale italiana intenta ad attribuire i riconoscimenti ed uno speciale ospite musicale a chiudere la serata (lo scorso anno era Francesco Motta). L’atmosfera della finale (chi c’è stato lo sa) è davvero fantastica, già da sola basta a ripagare un lavoro abbastanza impegnativo.

Perché è importante partecipare a questa edizione e fino a quando è possibile iscriversi? Quali saranno i premi messi in palio quest’anno?

Il contest è una incredibile occasione di visibilità per chi accede alle fasi live, a prescindere da chi poi sarà decretato vincitore, per tutti si aprono ottime prospettive ed occasioni. Per questa edizione poi le possibilità concrete di portare a  casa un contributo importante al proprio sviluppo professionale sono tantissime; ai premi del Rock Contest, 2.000€ al vincitore, 5 giorni al Sam Studio per il secondo (lo studio di Zen Circus, Teatro degli Orrori, etc.), in questa edizione si aggiunge uno speciale Premio SIAE (2.000€ alla migliore composizione), il Premio Fondo Sociale Europeo (3.000€ offerti da GiovaniSì di Regione Toscana al brano che meglio fotografa le istanze giovanili), gli EPK per i finalisti offerti da Indie-Eye e il “Premio Ernesto de Pascale” al migliore brano in italiano, inoltre da quest’anno è nostra partner Sugar Music (etichetta di Motta, Negramaro, M+A) che guarderà con particolare attenzione ai partecipanti alla manifestazione. Ma il tempo rimasto non è tantissimo, il bando si chiude il 30 settembre!

Ci parli anche della locandina e del suo autore?

Da tre anni il “nostro uomo” è Alessandro Baronciani, uno dei più brillanti illustratori italiani. Pensiamo che il suo tratto sia molto rispondente al nostro pubblico di riferimento. Per noi ha elaborato delle immagini che rispondono a requisiti di “fiorentinità” rivedendo la Venere di Botticelli e il Perseo di Benvenuto Cellini, ma calati su un palco “live” in veste di giovani musicisti.

Chi sono i grandi nomi della musica nati sul vostro palco?

Mah, dagli albori (1984) ne son passati tanti, ricordiamo dei giovanissimi Roy Paci (con i Q-beta), Irene Grandi (in una formazione “alternative”), gli Scisma, Enriquez della Bandabardò… Ma per venire a tempi più recenti non possiamo non citare gli esordienti Offlaga Disco Pax che, da perfetti sconosciuti, nel 2004 vincono il Rock Contest e realizzano con il premio quel nuovo classico della musica italiana che è “Socialismo Tascabile”.

Premiate la musica originale, questa è una gran cosa ai tempi delle cover band…

La mia impressione è che i tempi delle cover band (se non in realtà marginali) siano finiti. L’affermarsi di una nuova leva di musicisti (Motta, Brunori, Zen Circus, Cosmo, I Cani…) ha riportato l’attenzione sulle capacità  autoriali e performative. In qualche modo è la nostra scommessa che ha vinto.

In base alla tua esperienza, quali sono le caratteristiche vincenti per un musicista o una band?

Le idee chiare, la compattezza e coerenza della proposta artistica, e la capacità di portarla su un palco, ma anche la dedizione e la meticolosità, anche in quegli aspetti meno artistici, ma che hanno a che fare con l’autopromozione e la “managerialità”.

Domanda Nonsense: ci racconti la cosa più assurda capitata sul vostro palco?

Haha, sì, di cose ne succedono, ma quella che a me fece ridere di più fu l’esibizione di uno stranissimo solista che si esibiva con un secchio in testa a guisa di casco (una roba alla DEVO) ed uno spintissssssimo vocoder sulla voce. Ebbe un problema tecnico e la sua surreale ed incomprensibile conversazione con il tecnico fu qualcosa di davvero esilarante.

 

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!