No Review – CARLA DAL FORNO – YOU KNOW WHAT IT’S LIKE

Carla Dal Forno è molto più di una cantautrice: con questo suo lavoro da solista dimostra di essere una designer, una regista della musica. L’australiana crea atmosfere e per ogni traccia del disco c’è un setting, proprio come in un film o in una performance artistica.

Solo in un brano del disco la sua voce vince sul resto, accade in You Know What It’s Like, dove la vocalità emerge e riempie un ritmo a metà tra il tribale e lo spaziale.

C’è una grande contrapposizione presente nell’album, sembra di trovarsi nello stesso tempo sia nel cielo di Urano, ma anche nelle giungle feroci, infestate dagli animali feroci.

La tradizione che la Dal Forno è andata a ricalcare è a metà tra Brian Eno e i Dream Syndacate, le tracce in alcuni punti si muovono su una circolarità appartenente allo spazio e alla natura.

È un disco che continuamente si apre e si chiude, è un’opera dinamica e l’ultimo pezzo The Same Reply lo testimonia con precisione. La sua voce nell’ultima canzone è un richiamo, una promessa.

Ascoltando Carla Dal Forno ci si sente in un vortice, come in un sogno quando il sonno viene e va, si viene presi da flussi e riflussi, arpeggi e sinth.

Il disco va interpretato come un film, ci sono delle scene, campi e controcampi: e allora non rimane che perdersi in questa esperienza. Sinceramente non vedo l’ora che questa ragazza approdi in Italia per entrare nel suo mondo, anche se forse la bellezza di questo disco sta proprio nell’imperscrutabilità dell’artista tanto misteriosa, quanto affascinante.

Autore dell'articolo: Gianluigi Marsibilio