No Press – Il valore delle etichette indipendenti nel mercato musicale globale

Si è tenuto il 15 Giugno, al Santeria Social Club di Milano, un meeting organizzato da PMI (Produttori Musicali Indipendenti) e IMPALA (Independent Music Company Association) dal titolo “La discografia indipendente tra diritti, innovazione e rivoluzione digitale”, finalizzato a far riflettere sull’importanza della discografia indipendente all’interno del mercato discografico.

I temi trattati sono stati integrati da approfondimenti sull’utilizzo della tecnologia comunemente definita Blockchain (alla base della moneta elettronica Bitcoin), con ampio riferimento a come essa viene impiegata nel mercato musicale.

Elemento principale del programma è stata la presentazione dei dati contenuti all’interno del rapporto WIN (Worldwide Independent Network), curato dal dottor Chris Bilton, direttore del Centre for Cultural Policy Studies dell’università di Warwick, e dall’analista dell’industria musicale Mark Mulligan, fondatore della compagnia musicale MIDiA research. I dati che arrivano da questo rapporto, raccontati da Helen Smith (Executive Chair di IMPALA) e da Mark Kitcatt (nel direttivo di IMPALA e proprietario di Everlasting Records) sono rassicuranti per chi ha sempre pensato che le entrate virtuali fossero molto relative, per chi le ha sempre considerate “centesimi” e per coloro che hanno sempre sostenuto pienamente che “ormai nel mondo della musica si guadagna in altro modo”. Si scopre da questi dati che in Italia le etichette indipendenti rappresentino il 26% della discografia generale, questo perché al momento esse non dispongono delle infrastrutture internazionali necessarie a competere a livello globale. Nel mondo, il 52% del mercato è costituito dalle grandi case discografiche o dai loro distributori, mentre le etichette indipendenti si attestano al 37,6%.

Un’altra delle tematiche della conferenza, già accennata, è stata: “Non solo Bitcoin: come la tecnologia Blockchain impatterà la distribuzione dei diritti digitali”, guidata dal professore Marcus O’Dair della Middlesex University di Londra. Si è fatto luce su quanto appaia nebulosa la ripartizione degli incassi del digitale, soffermandosi sulla necessità di far fronte a nuove esigenze con vecchi strumenti e logiche superate. La tecnologia del Blockchain è alla base della moneta elettronica, detta Bitcoin, e rappresenta anche la base di innovazioni nel sistema agrario, nel campo della medicina, nell’agricoltura. Molte persone sostengono che il Blockchain possa offrire una soluzione tecnologica ai problemi che vessano il sistema di ripartizione dei diritti degli artisti e degli autori, problemi quali la mancanza di trasparenza e la dispersione del valore.

A chiudere la mattinata è stata la conferenza a cura di Matthieu Philibert, segretario di IMPALA, intitolata “Il diritto di Copyright e il value gap tra incassi e valore sul digitale”. L’esigenza di chiarezza sui limiti che il copyright impone a chi opera nell’economia digitale è alla base della direttiva sul copyright, essa è la risposta alle richieste di limitazioni dell’efficacia del copyright che arrivano da player significativi quali Google e Amazon, che vedono di buon occhio la possibiltà di pubblicare estratti di prodotti multimediali senza attribuire i diritti agli autori. Le associazioni di riferimento si sono dunque attrezzate per evidenziare il ruolo del copyright nel mantenere la diversità artistica nella musica, che è prerogativa del mercato europeo, al fine di mantenerlo equilibrato ed equo.

“La giornata odierna ha una grande importanza, perché sentiamo la necessità di rendere noto il valore dell’industria musicale italiana e del resto del mondo”, sono state le parole del Presidente di PMI Mario Limongelli.

Gli argomenti della giornata sono la testimonianza di come l’evoluzione tecnologica alla quale stiamo assistendo rappresenti una buon punto di rilancio per l’imprenditoria musicale italiana, pur tenendo viva la necessità di promuovere e sostenere a livello istituzionale l’utilizzo e lo sviluppo dei contenuti culturali, sia sul formato fisico che su quello digitale, senza dimenticare la necessità di tutelare gli autori in ogni situazione.

 

Nicola Lombardo

  

Autore dell'articolo: Nicola Lombardo