L’angolo di Anacleto – Elodie, la morte dei Talent e i gufi indie

Diciamolo: Facebook e il web, ormai, sono la piazza migliore che possa esistere per far arrivare un messaggio, di qualunque tipo. E non da oggi, s’intende, ma da tanti anni.
Solo che il sistema si va sempre più a raffinare, perché una volta si andava a caccia di copie di giornali da vendere, adesso la ricerca è mirata verso click e Mi Piace senza fine, condivisioni e commenti a go go.
Ecco servita la polemica 2.0., O 3.0., O 4.0, fate voi. Quel che conta è che adesso tutto finisce sui social e tutto fa polemica e la polemica muove le masse (?)
La buona polemica della settimana scorsa si chiama Elodie, o meglio, quello che è successo in seguito ad un annuncio un po’ inaspettato da parte della cantante tirata su da Amici di Maria De Filippi.
Infatti, il concerto di Elodie previsto per il 26 aprile all’Alcatraz di Milano è stato cancellato per motivi tecnici e organizzativi. A dichiararlo il sito di Friends and Partners, che aveva il compito di organizzare lo show.
In realtà, tutto sembrerebbe normale o comunque ordinario, visto che da sempre sono molti gli artisti che cancellano date dei propri concerti, se non fosse che la dicitura “problemi tecnici” altro non sembrerebbe che: “pochi biglietti venduti”.
A questa fuga di notizie (non so al momento se siano state confermate), ecco che spunta il dibattito dei dibattiti. La madre di tutte le polemiche. E una sentenza: I Talent show sono morti!
Noi ci chiediamo: davvero? Da un momento all’altro, senza sintomi premonitori? No, dice il guru della gurologia in musica, Michele Monina, uno dei primi ad esprimersi sull’accaduto.

Subito dopo c’è stato un botta e risposta al vetriolo fra Red Ronnie ed Emma Marrone, con il primo che attacca il sistema talent e la seconda, produttrice dei due album di Elodie, che gli esprime al telefono tutto il suo risentimento.

Tutto quello che ho scritto finora però non mi interessa.
O meglio, mi interessa capire davvero il fenomeno Talent, se sia davvero deceduto, se ancora deve morire o se si sta evolvendo verso qualche altra forma misteriosa.

Affermare che i Talent siano già morti, però, non credo sia vero, dato che i palinsesti televisivi ancora prevedono questi show.
Da cantautore ancora nascosto nell’ombra, mi sento di dire che è inutile gufare sulla morte dei Talent, perché tanto noi che non abbiamo visibilità continueremo a non averne.
Mi rivolgo principalmente ai puristi dell’indie, agli “integralisti della creatività”, ai (tantissimi) adoratori di Manuel Agnelli che quando ha annunciato la sua partecipazione a XFactor hanno gridato allo scandalo, al “venduto”, al “sei passato al nemico”.
Ebbene, non capisco esattamente cosa ci sia da esultare, perché se dovessero morire i talent, potrebbe chiudersi quella remota possibilità di trasformarsi in qualcos’altro, qualcosa che possa seriamente aiutare gli artisti emergenti ad avere visibilità. E con l’inserimento di Agnelli in una trasmissione del genere, si potevano (si potranno?) creare questi presupposti.
Chiariamoci: i talent show in questo momento sono quanto di più inutile musicalmente possa esistere, servono solo a creare personaggi televisivi da prestare al mondo della musica, disinteressandosi quasi totalmente delle loro potenzialità artistiche. Questo non significa che è tutta spazzatura, ma che a prevalere è il senso dello spettacolo piuttosto che quello artistico, per cui i concorrenti si presentano con delle straordinarie ed insignificanti capacità canore, che sono tutte uguali a se stesse e che, nel caso gli capitasse di vincere, riuscirebbero a stare nel mercato discografico per 1-2 anni, con l’etichetta di vincitore del Talent X a vita e quindi impossibilitato a crescere artisticamente e provare a fare altro.

Ora, non sarebbe bello se il talent potesse essere ripensato per dare visibilità agli artisti, un po’ come ancora fa Red Ronnie sul web (che non fa talent), magari con un format studiato ad hoc, eliminando fronzoli e criteri commerciali, ma giudicando soltanto in base al se si tratti di una bella canzone o meno?

Scusate se la conclusione a cui sono arrivato è banale e sterile, probabilmente non si farà mai un talent show con questi criteri, nemmeno io che l’ho scritto ci credo, ma accanirsi contro qualcosa o qualcuno senza dare una chance è qualcosa che mi irrita.
Che poi ho conosciuto Elodie solamente grazie a questa polemica, e mi chiedo: “se venisse dal circuito indipendente, avrebbe lo stesso trattamento”? Abbiamo mai pensato che alcuni, non tutti per carità, potrebbero volere un’altra occasione, ma con l’etichetta che si porteranno dietro non ci riusciranno mai? In fondo sono molto giovani queste “stelle” o meglio meteore, e se venissero indirizzate meglio verso il loro potenziale, piuttosto che sul potenziale di vendita, il talent diverrebbe una semplice vetrina, una rampa di lancio, per poi scoprire a poco a poco di che pasta si è fatti.

Anacleto

 

Autore dell'articolo: Anacleto

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