No Art – Alla scoperta del Castello di Rivoli e delle sue mostre

Domenica 1 aprile. E’ una splendida giornata di primavera dove il tepore e il vento frizzante risvegliano natura, mente e corpo. Decido così di passare il pomeriggio circondata dalla cultura alla volta del Castello di Rivoli (TO). Seguendo una strada collinare con vista mozzafiato sulle Alpi ancora innevate – e che regala una splendida visuale su una parte della città di Torino- si arriva a destinazione, rivelando al  visitatore un fascino da primo sguardo. Il castello possiede una storia profondamente legata alla stirpe dei Savoia, ma che trova le sue origini durante l’epoca  romana e che ne conferma l’esistenza solamente  nel 1159  attraverso un documento redatto da Federico Barbarossa nel quale si appresta a cedere i territori rivolesi ai Vescovi di Torino. Nel corso  dei secoli il Castello di Rivoli ha goduto di attimi gloriosi, attimi che vengono letteralmente distrutti durante  la seconda guerra mondiale con l’abbattimento di buona parte degli edifici; solo più avanti, nel 1979,  si presenta l’occasione giusta per  aprire il cantiere e restaurare la struttura donando nuova vita al castello.  Dal 1984 è divenuto museo d’arte contemporanea della città di Rivoli e dal  1997 è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Il tour degli edifici inizia con la prima mostra in corso dal nome “Metamorfosi – Lascia che tutto ti accada” a cura di Chus Martinez. Immergendosi tra opere d’arte contemporanee si annovera l’intento dell’esibizione, ovvero quello di scardinare l’esperienza della metamorfosi attraverso l’arte nelle sue più svariate forme e nature adottando la massima libertà d’espressione. Tra i vari artisti contemporanei Alexa Karolinski, Eduardo Navarro e Ingo Niermann.

 

Ingela Ihrman “The Passion Flower (la passiflora)”, 2017

Proseguendo la visita ci si imbatte nella seconda mostra temporanea dedicata a Giorgio De Chirico, pittore e maggiore esponente della corrente artistica della Metafisica. I lavori esposti appartengono alla collezione privata di Francesco Federico Cerruti e, tra queste, è possibile osservare “Interno Metafisico (con faro)” nel quale emerge la sua innata capacità di ingenerare suggestione e malinconia attraverso la staticità dei suoi soggetti che prendono le distanze dal mondo reale e ci accompagnano in una visione  enigmatica e magica dei soggetti rappresentati.

Giorgio De Chirico “Interno Metafisico (con faro)”, 1918

Una delle molteplici stanze dell’edificio  è invece dedicata a Novecento, opera dal forte impatto visivo-emotivo ideata dall’artista padovano Maurizio Cattelan. L’esposizione consiste in un cavallo imbalsamato appeso al soffitto con il corpo dell’animale piegato verso terra. Attraverso il procedimento tassidermico le zampe sono state allungate e sono tese verso il suolo. Realizzazione decisamente maliosa in grado di trasmettere un enorme senso di impotenza e di sconfitta.

Maurizio Cattelan “Novecento”, 1997

La visita prosegue nella Sala di Bacco e Arianna, la quale conserva intatto il pavimento realizzato nel 1725 da Carlo Berardo. Affascinante, quasi ipnotico alla vista, in quanto si crea un effetto tridimensionale che adorna l’intera sala. Al centro di essa è presente un pianoforte Steinway & Sons, il quale perde la sua funzione di strumento musicale diventando un’opera pittorica grazie a Bertrand Lavier. Questa è una delle opere facenti parte della collezione permanente del castello.

 

Sala 12 – Atrio o Sala di Bacco e Arianna

Rimango altrettanto affascinata dalle decorazioni orientali presenti nel Salotto Cinese, progettato nel 1793 da Carlo Randoni, locale che fungeva da connessione tra l’appartamento della Duchessa d’Aosta e quello del Principe di Piemonte.

Sala 27 – Sala Cinese

A fine visita è possibile fare una passeggiata nel parco del castello, dal quale si può godere di una vista meravigliosa sulla città e grazie alle giornate di cielo terso è possibile scorgere corso Francia e la Basilica di Superga illuminata dal sole.

Corso Francia e la Basilica di Superga

Mostre in corso:

Giorgio De Chirico, Capolavori della collezione di Francesco Federico Cerruti – dal 5 marzo al 27 maggio 2018

Metamorfosi, lascia che tutto ti accada – dal 05 marzo al 24 giugno 2018

Sito Web

www.castellodirivoli.org

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Cavalletto

Cinzia Cavalletto