No Art – Paint Report – ROSALYN in scena al Teatro Verdi di Milano

E’ la prima volta che ho il piacere di entrare al Teatro Verdi, patrimonio storico, culturale ed emozionale di Milano. L’atmosfera è raccolta e suggestiva ancor prima che si spengano le luci, complice la scenografia – semplice ma efficace – già pronta sul palco per lo spettacolo con Marina Massironi e Alessandra Faiella, composta da una sorta di pavimento piastrellato rialzato e illuminato.

Il teatro è gremito di persone, come lo è stato tutte le volte che lo spettacolo è andato in scena a partire dall’inizio di aprile: 17 repliche, 17 sold out. La cosa mi sorprende molto e non fa altro che aumentare le aspettative nei confronti di quest’opera teatrale che come titolo ha il nome di una donna: Rosalyn.  Mi fermo un attimo a pensare e anche questo, in effetti, mi stupisce: due attrici, una regista (Serena Sinigaglia), molte donne che lavorano alla produzione… A parte l’autore, l’immenso Edoardo Erba, si tratta di un vero e proprio progetto al femminile.

Appena il sipario si alza e appare Alessandra Faiella nei panni di un’elegante scrittrice di Detroit (Esther), però, non ho più tempo per pensare, poiché seppur non ci siano elementi fisici particolari in scena, la recitazione dell’attrice milanese è da subito coinvolgente e la trama è così efficace da non lasciare nessun vuoto.

La storia, infatti, si svolge in maniera equilibrata tra il presente – in una stanza della polizia durante un interrogatorio – e un passato fatto di flashbacks, in cui anche Marina Massironi, nei panni di una donna delle pulizie canadese (Rosalyn), ha il ruolo di protagonista, tra risate, riflessioni e colpi di scena. Si tratta di un thriller psicologico intricato, dove molto spesso “la pancia” prende il sopravvento sulla testa, soprattutto negli occhi di chi guarda: è facile credere a tutto quello che si vede e lasciarsi trascinare dagli eventi che si susseguono nella vicenda. La cosa più intrigante, però, è specchiarsi nelle protagoniste e riconoscersi, coi propri limiti, desideri ed eccessi.

Insomma, Rosalyn è un rebus che il pubblico in platea è chiamato a risolvere e che, anche per questo, si dimostra piacevole e soddisfacente. L’interpretazione di Alessandra e Marina è magistrale, così tanto che non si capisce dove finisce la finzione e dove cominciano loro. Impossibile non affezionarsi a entrambe.

 

Articolo di Eleonora Montesanti
Ritratto dal vivo di Andrea Spinelli Art

 

Autore dell'articolo: Eleonora Montesanti

Eleonora Montesanti

Nasce nel 1988 e rinasce il giorno in cui si imbatte, per caso, in un concerto degli Afterhours. Ci mette poco a capire che la musica è la sua vita: dopo la laurea in lingue e letterature straniere, Eleonora inizia a scrivere di musica per gioco e, da allora, sono passati 5 anni. L’altra sua passione, infinita e vitale, sono i cani.