No Art – Paratissima 2016 inonda Torino di arte

A Torino Esposizioni si è svolta la dodicesima edizione di Paratissima, mostra d’arte contemporanea che accoglie creazioni di artisti emergenti. Nata nel 2005 come manifestazione off di Artissima, ha acquisito sempre maggiore rilevanza estendendosi a livello nazionale. Oggi è in continua espansione, infatti, dal 2014 ha un evento identico a Skopje e da quest’anno sarà anche a Lisbona, Cagliari e Napoli.

La mostra è un tripudio di colori, emozioni e sensazioni che trasudano da ogni singola opera: quadri, sculture, fotografie e vere e proprie creazioni artistiche alcune delle quali del tutto singolari ed originali.

Numerosi sono gli artisti che si sono confrontati e che hanno dato vita a lavori spettacolari, infatti come può leggersi nel sito dell’evento: Gli artisti di paratissima sono “i creativi”!!!

Girando per gli stand è possibile notare come tutti gli artisti abbiano voluto lasciare un messaggio ai visitatori, poche le opere banali (naturalmente agli occhi di un profano), molte quelle che ci hanno incuriosito a tal punto da leggere la targhetta posta al fianco per coglierne il significato più profondo.

L’immigrazione, l’inquinamento nelle sue varie forme, i terremoti, la discriminazione femminile, la politica sono solo alcuni dei temi di maggiore impatto sociale trattati dagli artisti di paratissima 2016, ma i sentimenti, le emozioni, la passione e la libertà rappresentano il comune denominatore di tutte.

Numerosi i riferimenti alle moderne tecnologie e ai social network, quali strumenti condizionanti la vita contemporanea, a mio parere visti più nella loro accezione negativa, oggetto di distrazioni a volte fatali!

Opere d’arte realizzate con vecchi libri, belle a vedersi sicuramente, ma che dire di quei poveri libri? Magari gli amanti della lettura non avranno gradito molto!!

Altre che definirei un po’ forti, ma dal significato profondo come “Vivo tra la gente” realizzata da “Pensiero Libero” :  quattro teste sanguinanti di bambini colpiti da un proiettile. L’autore ha voluto comunicare l’esistenza di “…individui che viaggiano in mezzo a noi senza essere considerati, a volte urlano ma non sono ascoltati né visti…” I fanciulli rappresentano l’innocenza che abbiamo dimenticato.

Poi c’è chi si diverte con le proprie caricature proiettandole nel quotidiano e chi, invece, si diverte a realizzare quelle di personaggi noti al grande pubblico.

Non manca neanche la satira politica: come non notare l’opera di Silvano Mercuri “L’Isis siamo noi” raffigurante Renzi, Monti e la Merkel, i primi due armati di pistola mentre l’ultima regge la bandiera con su scritta la frase che ha dato il titolo all’opera, raffigurante al centro la faccia di Obama.

Rossana Debernardis ha realizzato un’opera apparentemente frivola “il Genocidio di ombrelli”, costituita da diverse foto raffiguranti una scena del crimine: la brutale distruzione di ombrelli che avviene giornalmente in ogni parte del mondo. In realtà l’opera, tutt’altro che frivola, rappresenta “…la superficialità con la quale l’odierna società usa, sfrutta e abbandona.”.

Unica nota negativa che ha reso un po’ meno splendenti i colori e i giochi di luce che ci hanno tanto colpito, è stata lo sfregio di una tela raffigurante il Papa, da parte di chi è stato definito, e come dargli torto, un vigliacco. E’ un evento spiacevole sia per chi guarda che, soprattutto, per l’autore, senza dubbio, ferito nella propria anima.

Autore dell'articolo: Daniela La Micela