No Book – Giovanni Caccamo ci presenta il suo “Dialogo con mia madre”

Qualche giorno fa Giovanni Caccamo ha presentato alla Feltrinelli di Catania il suo libro “Dialogo con mia madre”, edito da Rizzoli, nel quale ci trasporta in uno scambio epistolare, fatto di mail e sms, in cui viene affrontato il rapporto madre-figlio. I protagonisti sono lui e la madre, in un mondo colmo di tecnologia. Tutto è partito da un messaggio inviato alla madre lontana mentre l’artista si trovava in Sri Lanka; ne è nata la scoperta di una donna che, pur avendo avuto sempre al suo fianco, non conosceva nel profondo.

L’artista ci presenta il libro con queste parole:

Quanto realmente conosciamo le persone che amiamo? Mi sono reso conto, ultimamente, che una delle persone più importanti della mia vita custodiva pensieri, parole, vissuti, storie a me inedite. Dopo diversi tentativi mancati, sono riuscito a convincere mia madre che, a cinquantacinque anni, fosse arrivato il momento di imparare a scrivere e leggere gli sms e le mail; tuttavia più le parlo e più la osservo interagire con questi strumenti virtuali, più, forse, mi rendo conto che alla base di questo suo sforzo ci siano solo un grande desiderio di dialogo e un’’ulteriore dimostrazione d’’amore che una madre compie per adattarsi ed entrare in contatto con i propri figli. Questo scambio di messaggi, questo nostro tenderci la mano ci ha consentito di raccontarci e ricostruire la trama delle nostre storie, tra gioie e dolori. Ho ripercorso insieme a lei la perdita di mio padre, sofferenza che oggi mi aiuta a vivere da protagonista la mia vita, con un sorriso autentico e un’’estrema gratitudine verso il cielo.

Intervista a cura di Egle Taccia:

“Dialogo con mia madre” è un libro che parla di come la tecnologia possa aiutare le persone distanti ad avvicinarsi. Tutto inizia con un messaggio che invii a tua madre dallo Sri Lanka, dopo che succede?

Poi ho capito che in realtà ciò che conoscevo di mia madre era molto relativo, quindi ho deciso di continuare questo scambio epistolare per cercare di captare quanto più possibile della sua personalità, della donna che c’è dietro, al di là del suo ruolo di madre.  Quindi siamo partiti per questo viaggio magnifico.

Quali aspetti di tua madre hai scoperto grazie a questi vostri scambi epistolari?

Ho imparato che l’importanza che hanno i figli per i propri genitori è molto più grande di quella che noi in realtà immaginiamo. Ho imparato che dietro c’è una donna forte, sensibile e autentica; tante di queste caratteristiche le ritrovo in me e ne ho riconosciuto la provenienza.

Siete più vicini adesso, immagino…

Sicuramente.

La tecnologia non è sempre un male, quindi…

Sicuramente va gestita in modo intelligente, nel senso che ci vuole un equilibrio nell’utilizzo della tecnologia, a volte può sterilizzare i rapporti, altre può accorciare le distanze. Dobbiamo avere un giusto balance, forse siamo un po’ troppo alienati dalla tecnologia o forse la utilizziamo in modo sbagliato.

I tempi della scrittura sono molto diversi da quelli di un dialogo tradizionale. Forse è questo che rende la comunicazione più intima?

La scrittura aiuta anche a razionalizzare dentro ognuno di noi i nostri vissuti, i nostri pensieri, quindi è sicuramente più semplice scrivere che parlare.

Cosa ci dici dello zecchino d’oro?

Al momento mi sta regalando tanta gioia, tanta felicità e un pizzico di ansia, perché ovviamente essendo quello del conduttore un ruolo che non ho mai ricoperto, c’è un mega punto interrogativo sulla mia testa, però sono sicuro che il contesto mi aiuterà a buttarmi.

Musicalmente cosa dobbiamo aspettarci da te?

Una pausa di silenzio per un po’ di mesi perché ho bisogno di ricaricarmi, di leggere e di ricaricare tutti i database di nuovi contenuti per poi ritornare a parlare.

 

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!