No Book – “La casa per bambini speciali di Miss Peregrine” by Ransom Riggs

Recensire un libro pubblicato nella prima edizione italiana nel 2012 porta con sé diverse insidie. Qualcuno ne ha già parlato e si rischia di cadere nel banale e nel prolisso; tuttavia l’opera di Ransom Riggs, La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, merita una seconda vita critica. Della serie: “A volte ritornano!”

Il prossimo 15 Dicembre uscirà nelle sale cinematografiche italiane un film diretto dal maestro della dark-fantasy Tim Burton tratto da questo romanzo. Ovviamente la pellicola sta già girando tra le sale inglesi dallo scorso 29 Settembre. Ma concentriamoci ora sul romanzo e lasciamo per il momento inedito il commento sull’opera cinematografica.

Ransom Riggs, scrittore statunitense, ha velocemente scalato le classifiche letterarie grazie alla serie definita “dei peculiars children”. Con tre libri all’attivo editi nella versione italiana da Rizzoli, l’ultimo dei quali uscito nelle librerie il giorno stesso dell’anteprima del film di Burton a Londra, Riggs si impone come uno dei migliori storyteller contemporanei.

Il primo capitolo della saga, La casa per bambini speciali di Miss Peregrine (Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children) appunto, parla di Jacob, un ragazzino americano affascinato sin dall’infanzia dalle storie di mostri e bambini speciali che nonno Abraham, veterano della seconda guerra mondiale, gli raccontava. Alla morte del fantasioso vecchietto accade però qualcosa che turba profondamente il ragazzo. Il corpo coperto di sangue del nonno viene trovato da Jacob stesso nel bosco adiacente alla casa dell’ anziano signore e qualcosa di non ben identificato fugge tra gli alberi. Intenzionato a ripercorrere le storie da cui era affascinato da bambino, con il sospetto che esse celino una punta di verità, il ragazzo convince il padre ad accompagnarlo su un’isola inglese (sfondo della maggior parte dei racconti del nonno). I misteri sono solamente all’inizio.

Il libro porta con sé i tratti del romanzo di avventura e fantasia, stimolando l’immaginazione del lettore di qualsiasi età che viene ora ricondotto in un universo fanciullesco ormai troppo lontano dalla quotidianità contemporanea. Nonostante il protagonista non sia niente più di un teenager il pubblico che si imbatte in questa narrazione viene inevitabilmente accalappiato all’interno del racconto e spinto a proseguire pagina dopo pagina una storia estremamente coinvolgente.

La scrittura del romanzo risulta semplice e scorrevole; Riggs dimostra un’eccezionale abilità nella caratterizzazione dei personaggi e riesce a mantenere il ritmo di suspance per tutta la narrazione, spingendo di conseguenza il lettore alla lettura del secondo capitolo della saga.

Peculiarità del volume (e dei successivi) è l’inserimento tra le pagine di vere fotografie “straordinarie” o in un certo senso “incredibili” che vedono ritratti perlopiù bambini (fluttuanti, invisibili, ecc.) speciali. Questa particolarità è frutto di un minuzioso lavoro di ricerca che lo scrittore compie attraverso collezioni private e mercatini di oggetti vintage sparsi per il mondo.

L’impatto che le fotografie hanno sul pubblico è eccezionale. La straordinaria tecnica narrativa dello storyteller statunitense si adatta di fotografia in fotografia e, partendo da questi piccoli ritagli di cellulosa, le caratteristiche dei personaggi e delle ambientazioni vengono modellate. Abbiamo quindi una narrazione che si adatta all’oggetto iconico e non viceversa.

Chi si trova a scorrere le pagine di questo romanzo ne rimarrà quindi profondamente colpito e una volta immerso nel racconto non riuscirà a riporre il volume prima della fine. Siamo di fronte ad una storia avvincente, innocente e genuina che porta il lettore in un universo fantastico degno della migliore fantasy, toccando la sensibilità bambinesca che molto spesso latita all’interno dei meandri più profondi del nostro essere.

In attesa del film di Tim Burton, siamo colmi di speranze e pronti a farci trasportare all’interno della fantasia come solo questo maestro della settima arte riesce a fare.

 

Autore dell'articolo: Giulio Paghi

Giulio Paghi
Nato a Follonica (GR) il 23 Novembre 1990, nel Febbraio 2014 si laurea presso il Dams di Firenze e ad oggi è laureando in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso l'Università di Bologna. Da sempre legato alla città di Firenze, dove risiede, da anni gira locali di musica dal vivo, cinema e teatri della città. Crede fermamente nella cultura e si impegna come può per promuoverla. Oltre alla musica indie-rock le sue grandi passioni sono il cinema, i grandi classici della letteratura e l'arte pittorica.