No Book – Parole e immagini della presentazione del romanzo “Se non ti vedo non esisti” di Levante

Quasi un caso che la penna di Levante si sia data ad un testo più lungo e impegnativo rispetto a quelli ai quali di solito si dedica. Questa la base di partenza della storia di come è nato “Se non ti vedo non esisti”. La prima presentazione in assoluto, prima come data ma anche come evento in sé per l’autrice, si è svolta il 23 gennaio nell’elegante Circolo dei Lettori a Torino ed è stata accompagnata dalle domande e dalle riflessioni di Giuseppe Culicchia.

Le prime pagine del romanzo sono nate nel novembre 2015, poco dopo il management dell’artista era stato contatto per una proposta di scrittura diversa dal brano musicale. Da quel momento, stretto il patto con la casa editrice, Levante ha viaggiato su e giù per l’Italia con il tour di “Abbi cura di te”. Ma tornata a casa ha scavato dentro e fuori di sé per completare l’abbozzo della storia. È una Levante emozionata come non mai a pronunciare queste parole, che ci apre il cuore e ci racconta tutti i retroscena della scrittura, come la ricerca dei sinonimi o lo studio delle vie delle città in cui la storia si svolge o ancora il cercare una scrittura non banale ma nemmeno troppo ricercata. “Come è passata Levante dallo scrivere testi musicali a scrivere un testo di narrativa?” chiede Culicchia. “Sicuramente avevo tanto da dire, tanto da buttare fuori e quando leggo il libro io sento la musica” risponde Levante.

 

Ma di cosa parla “Se non ti vedo non esisti”? Della vita e delle sue componenti: cioè di amore, di insicurezze, di passato presente e futuro, di uomini, di famiglia, di fragilità, di spaesamento, del rapporto con la tecnologia e dell’essere donna nella società 2.0. Il brano che Claudia ha letto durante la presentazione parla di una delle figure maschili, il padre di Anita. Un padre severo e l’unica figura maschile forte rispetto alle altre presenti nella storia. L’autrice, dopo una domanda di una fan, lo ha definito come una sorta di landa desolata per via del fatto che Anita non lo abbia vissuto e conosciuto a lungo essendo morto quando lei era piccola.

Le domande poste dai fan hanno sviscerato alcuni elementi dell’opera. Ad esempio l’immedesimazione tra la protagonista e l’autrice, in realtà Levante ci dice che trova elementi di sé sparsi in quasi tutti i personaggi. O ancora il perché del titolo, che si rivela alla fine una bugia della quale Anita si nutre per cercare di star bene. Il fan più attento ha invece rintracciato citazioni di brani della cantante all’interno del testo, un esperimento che l’ha divertita commenta lei.

Alla fine della presentazione è molta in me la curiosità di conoscere Anita e la sua storia, dopo i racconti interni ed esterni alla storia venuti fuori dalla chiacchierata tra Levante e Giuseppe Culicchia. Ci risentiremo su queste pagine, magari chissà per parlare a fondo di Anita e del suo mondo in “Se non ti vedo non esisti”.

 

Report di Federica Monello

Illustrazioni di Andrea Spinelli

Autore dell'articolo: Federica Monello

Allegra. Chiacchierona. Amante della musica. Appassionata di scrittura e cultura. Ballerina mancata che si rifà ad ogni party scatenandosi al ritmo di rock, reggae ed elettronica. Laureata in Lettere Moderne a Catania adesso studia Comunicazione e Cultura dei Media a Torino. Osserva, ascolta e rielabora tutto ciò che succede intorno a lei per raccontarlo.