No Festival – La prima serata di Zanne Festival con gli EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN

Finalmente, dopo due anni, torna Zanne Festival, che con il recente cambio di location, si è ritrovato catapultato in un bellissimo castello a due passi dal mare, il Castello D’Urso Somma, nuova e perfetta location per ospitare il festival più internazionale e alternativo della città, vero fiore all’occhiello di Catania.

La partenza purtroppo non è stata delle più felici, visto che per entrare c’era da attendere almeno un’ora, ritardo che ha penalizzato la band d’apertura, gli H. Grimace, la cui esibizione è avvenuta quasi in solitaria. Il loro live è stato comunque un bel sottofondo musicale per l’attesa.

Dopo questa esitazione iniziale il festival parte alla grande con i Fufanu, band islandese dalla storia insolita. Partiti dalla techno col nome di Captain Fufanu, si sono ritrovati poi a trasformarsi in una band post-punk, che dal vivo lascia trasparire una fortissima vena psichedelica. Sono la vera scoperta di questa serata, con un live molto coinvolgente, attraversato da un ritmo incessante, bassi travolgenti e molti ammiccamenti col pubblico, che hanno fatto poi esplodere la platea quando, dopo vari tentativi, ci hanno urlato un “Amuninni” inaspettato. Il tutto è stato avvolto da palloni giganti che hanno creato un bel gioco tra palco e pubblico. Certamente una band da tenere d’occhio e di cui sentiremo ancora parlare. Voto 9

Discorso a parte invece per gli Of Montreal, non dico deludenti, ma quasi. Il loro pop psichedelico di derivazione seventy, forse troppo eccentrico per la location, non ha convinto i tanti appassionati di industrial accorsi per la performance degli headliner e probabilmente non era l’apertura più azzeccata alla band teutonica, ma comunque ha tinto di colore il palco di Zanne e ha rappresentato un sipario divertente. La cosa che è saltata all’occhio a molti, è che la vera psichedelia c’è stata consegnata dalla band precedente, che tra l’altro si professa di derivazione post-punk. Voto 6

Dopo di loro tutto si trasforma, il palco diventa protagonista musicale di una inquietante e fredda atmosfera, dove appaiono gli oggetti più disparati e che si fa strumento per gli immensi EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN, band dal nome quasi impronunciabile, ma vera dinamite di questa edizione. La formazione tedesca, che ha ormai quasi quarant’anni di storia, è un monumento che viene consegnato alla città di Catania, che li ospita per la prima volta, nonostante le varie capatine di Blixa in città, cosa che anche loro ci faranno notare durante l’esibizione… e che esibizione! Se dovessi usare aggettivi per definire la band sarebbero soltanto dei superlativi, perché tutto quello che hanno portato su quel palco è degno di nota e meriterebbe un discorso approfondito. Certamente faranno sfigurare qualsiasi band che da ora alla fine del festival salirà su quel palco, ma è un rischio che si doveva correre e per cui saremo sempre grati agli organizzatori di Zanne, che solo per questo colpaccio meriterebbero i classici 90 minuti di applausi. Chi era scettico, chi diceva che forse il genere avrebbe fatto storcere il naso a molti, si è dovuto ricredere. Sono stati una calamita per tutti, anche per chi non li conosceva e per chi era arrivato qui quasi per caso. All’improvviso tutta la platea, che era disseminata tra i vari punti di interesse, si è ritrovata catapultata sottopalco ad osservare ed ammirare il vero e proprio spettacolo che si presentava alla vista, spettacolo che ha saputo unire i suoni cupi e metallici dell’industrial a una musicalità tale da farli diventare orecchiabili. Blixa immenso e visibilmente entusiasta della location, ha anche scherzato sul fatto di essere stato a Nicolosi (luogo dove all’inizio doveva svolgersi questa edizione di Zanne) ed essere rimasto sorpreso di non trovare nessuno. Credo che il momento in cui si è raggiunto l’apice dello spettacolo è stato quando un archetipo di ruspa ha scaraventato sul palco un numero indefinito di viti metalliche, che hanno suonato una melodia magica. Il loro è stato uno di quegli spettacoli, così intrisi di teatralità, che non dimentichi più. Voto + ∞

Da segnalare la bravura e la professionalità degli organizzatori, che nel giro di pochissimo, nonostante fossero vittime di un crudele cambio di location, si sono ritrovati ad organizzare un trasferimento perfetto.

Report a cura di Egle Taccia

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!