BehindTheScenes – L’intervista a Giuseppe Carminati del Filagosto Festival

Il Filagosto Festival sta arrivando e abbiamo approfittato dell’occasione per scambiare quattro chiacchiere con uno dei suoi ideatori, Giuseppe Carminati, presidente dell’Ass. FilagoGiovani, per scoprire tutte le novità della prossima edizione e per curiosare sul funzionamento della macchina organizzativa, che ogni anno ci regala questa splendida manifestazione.

Prima di lasciarvi all’intervista, vi diamo appuntamento a Filago (BG) dall’ 1 al 6 Agosto.

Mi racconti la storia del Filagosto? Com’è iniziato tutto?

Per raccontarti la storia del Filagosto devo tornare indietro molti anni, all’estate-autunno del 2002, l’anno prima dell’inizio del festival: 15 anni ormai, ma ricordo benissimo quel momento, come una fotografia stampata nel mio cervello. Ricordo il luogo, le persone, l’atmosfera che circondava quel gruppo di ragazzi appena ventenni che presto avrebbero creato il Filagosto Festival.

Mi chiedi come è iniziato tutto: grazie a quella “fotografia” che racconta una scena normale, ovvero una serata tra amici sul finire di un’estate che se ne sta andando sempre troppo in fretta, sulla sponda del fiume Brembo (più precisamente alla passerella che collega Filago a Osio) dove riecheggia una frase: “Perché non organizziamo anche noi una festa?”.

Ecco, da qui è iniziato tutto! Da questa domanda pronunciata da Matteo Morganti (che poi diventò il primo Presidente dell’Associazione FilagoGiovani) iniziò il nostro cammino; e fu una domanda appropriata, perché fin da subito trovammo un punto in comune: noi che da anni partecipavamo a tutte le feste nell’Isola eravamo pronti ad accogliere tutte le nostre amicizie a Filago, il nostro paese, che seppur piccolo volevamo far conoscere alla gente.

Era il momento d’invitare i nostri amici alla nostra festa, pensata e organizzata da noi traendo tutte le positività che avevamo scoperto in quegli anni da clienti alle altre feste del territorio, su tutte la festa a Brembo, madre di tutte le feste estive.

Quella sera fu l’inizio di tutto: da quel momento in poi anche l’amicizia del gruppo si rafforzò ancor più perché avevamo un traguardo comune da raggiungere e mantenere negli anni.

Quanto tempo è necessario per mettere in piedi un festival come il Filagosto?

Il tempo per creare un Festival come il nostro è molto, sono sincero, occupa almeno 10 dei 12 mesi dell’anno.

Io come Presidente, il Consiglio Direttivo dell’Associazione e il gruppo grafica quasi non abbiamo pause tra un’edizione e l’altra: tra bilanci, previsioni delle spese, comunicazione, scelta gruppi, concorso FilagosT-shirt e altro iniziamo a riunirci un mese, un mese e mezzo dopo la fine del Festival, quindi significa che a fine Settembre di ogni anno ci si rimette in moto fino all’Agosto successivo.

Quali sono le principali difficoltà che incontra chi vuole organizzare live in Italia?

Le principali difficoltà di chi, come noi, organizza live gratuiti sono principalmente burocratiche ed economiche: da un lato produrre tutti i documenti necessari al corretto svolgimento della manifestazione, su tutte la principale e la più onerosa è il progetto dell’area della manifestazione per il sopralluogo della Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di Pubblico Spettacolo, che comprende tutte le dichiarazioni inerenti al piano sicurezza e gestione del pubblico, dichiarazioni corretto montaggio delle strutture fisse che vengono installate e relativi collaudi statici. Tutto questo in aggiunta ai documenti “normali” come l’affitto dell’area comunale, la scia, deroghe orari, la richiesta al Ministero per svolgere la lotteria, l’affitto del parcheggio, l’occupazione suolo pubblico per le bancarelle, ecc. Insomma, un bel po’ di carta da produrre.

L’altro lato è la parte economica che ovviamente non può contare su un’entrata fissa come può essere il costo del biglietto all’entrata, quindi si devono studiare metodi alternativi di finanziamento che spiegherò meglio più avanti.

In base a quali caratteristiche scegliete gli artisti che andranno a comporre la line up?

La scelta degli artisti si differenza di anno in anno in base a fattori non sempre controllabili, quali la disponibilità in quel periodo specifico e il prezzo dei cachet. Certo è che scegliamo in primis il genere delle band da proporre in base anche alle nostre preferenze, stando attenti alle rivelazioni di ogni anno.

Per questo stiamo attenti alle nuove uscite, partecipiamo ai vari live in locali bergamaschi o fuori provincia, seguiamo i social. Poi abbiamo il direttore artistico che tira le somme e si discute insieme su chi puntare per cercare di proporre sul nostro palco il meglio del panorama musicale del momento.

Ovviamente cerchiamo, nel possibile, anche artisti già affermati per dare lustro al calendario musicale.

Quest’anno avete inserito un festival nel festival, con la rassegna “Metal For Emergency”. Com’è nata l’idea e qual è lo scopo della manifestazione?

Vero, quest’anno ospiteremo il “Metal For Emergency” e per noi è motivo d’orgoglio. Tutto è nato grazie all’amicizia con Jack (Moris Merli) già organizzatore del festival a Cenate Sotto: a fine anno scorso, parlando con lui, sono uscite le problematiche che avrebbe incontrato ad organizzare questa rassegna nel 2017 e ci siamo sentiti di proporci come location alternativa per dare modo a questo evento metal gratuito (tra i pochi in Italia) di avere un futuro.

Lo scopo è collaborare anche con altre realtà del territorio perché riteniamo fondamentale essere aperti a nuovi orizzonti per far sì che il Filagosto Festival sia ancor più interattivo e motore costante di idee e proposte culturali più variegate possibili.

Il Filagosto è a ingresso gratuito anche per questa edizione. Come riuscite a sostenere le spese?

Sì, anche quest’anno (ed è la 15°edizione) proponiamo concerti ad ingresso gratuito e lavoriamo anche per mantenerlo in futuro. Per sostenere questo aspetto è necessario un lavoro durante tutto l’anno per la ricerca sponsor e l’organizzazione dei premi della lotteria, per far in modo di vendere più biglietti possibile. Questi sono due aspetti molto importanti, tanto da avere due persone di fiducia che sono responsabili di queste attività durante l’anno.

La novità per questa edizione è che potenzieremo la vendita dei biglietti della lotteria anche al parcheggio principale della manifestazione: per una realtà come la nostra l’acquisto anche di un solo biglietto a 1 euro per ogni auto che parcheggia è fondamentale per avere un futuro e aiutare così anche progetti benefici sul territorio e nel mondo. Non dimentichiamoci che si può vincere uno dei tanti premi in palio!

Poi ovviamente la parte rilevante è quando il pubblico ci aiuta mangiando e bevendo nei sei giorni di festival.

Qual è il live che vi ha emozionati di più nella storia del Filagosto?

Domanda difficile questa! È sempre un’emozione ripensare a tutti i live che abbiamo proposto in questi anni su quel palco, è un sogno che diventa realtà.

Alborosie nel 2008 è stato il primo grande artista al Filagosto; gli Easy Star All Star nel 2009 la conferma del nostro salto; Morgan Heritage e Ky-Mani Marley i nomi impensabili di poter ospitare fino a pochi anni prima; i Ministri, quando erano agli inizi, l’orgoglio di oggi che sono capaci di fare sold out nei grandi palazzetti d’Italia, così come Le luci della centrale elettrica o i Fask, senza dimenticare Brunori Sas, Tre allegri ragazzi morti, gli Israel Vibration, Luciano, O’Zulù, Bandabardò, Modena City Ramblers, I Cani, The Zen Circus, Il Teatro degli Orrori, Punkreas….

Se proprio devo fare un nome scelgo i Verdena, perché molti di noi li amano e ci ha fatto emozionare poterli ospitare qui a Filago; devo dire che ha generato un interesse mediatico esagerato nelle settimane prima del concerto, favoloso.

Un festival è anche un’occasione per conoscere nuovi luoghi. Cosa ci dite dei dintorni di Filago?

Filago è un piccolo paese dove negli anni ‘50/’60 si sono sviluppate parecchie industrie, vista anche la vicinanza con il casello autostradale A4 di Capriate. Ma comunque qualcosa di buono è rimasto, posso citare la frazione Marne con il suo borgo medievale dove si può ammirare il castello, alcune torri, una basilica romana risalente all’anno mille circa e i resti del ponte Corvo anch’esso di epoca romana che sovrastava il fiume Brembo che, a est, è il confine naturale del nostro comune. Lungo il fiume ci sono sentieri ciclo-pedonali che conducono al parco Brembo di Bonate e grazie ad una passerella si può comodamente raggiungere i comuni di Osio e Dalmine. A pochi chilometri, nel comune di Capriate, potete trovare Leolandia, un parco divertimento tra più importanti d’Italia e dove nel 2016 abbiamo organizzato il concerto di Giuliano Palma per il 70° anniversario di una nota azienda, Hidrogest. In quella zona c’è anche il villaggio industriale di Crespi d’Adda patrimonio Unesco. Accanto c’è Trezzo sull’Adda con il castello, la centrale idroelettrica Taccani e un bellissimo sentiero che costeggia l’Adda sino a Paderno e sul percorso si trova il museo dedicato a Leonardo da Vinci che proprio in questa zona ha operato.

Dammi tre buone ragioni per non mancare!

Mi viene facile dire di non mancare per il buon cibo a km. 0, ottime birre artigianali bergamasche e concerti gratuiti che difficilmente si trovano nella provincia. Aggiungo anche atmosfera positiva e tanta bella gente. Vi aspetto!

Intervista a cura di Egle Taccia

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!