No Interview – Chiara Dello Iacovo e la sua “Uscita d’emergenza”.

A un anno dalla partecipazione a Sanremo Giovani 2016 e dall’uscita del disco d’esordio “Appena Sveglia”, Chiara Dello Iacovo torna con “Uscita d’emergenza”, un piccolo tour live su e giù per lo stivale che segna il primo passo verso una nuova Chiara Dello Iacovo, artista completa, complessa e con tante storie da raccontare su se stessa e sul mondo che la circonda. Intanto leggetevi quello che ha raccontato a Nonsense Mag…

 

di Eleonora Montesanti

 

Chiara, il tuo disco d’esordio “Appena sveglia” compirà un anno il 12 febbraio. Ti va di farci un piccolo resoconto di come è stato quest’anno?
Come il 12 Febbraio?! Io ero pienamente convinta fosse uscito il 10. Ho pure pubblicato un post-parodia della copertina sui social network. Ma porca miseria.

 

Sempre a poco meno di un anno fa risale la tua partecipazione a Sanremo Giovani, dove ti sei guadagnata il secondo posto. Quali sono le cose più positive che ti sei portata a casa da quell’esperienza?
Per me ha significato un vero e proprio battesimo, l’ingresso ufficiale nel panorama musicale. Per come sono fatta io non sarebbe potuto essere altrimenti, avevo bisogno di una legittimazione dall’alto a causa del continuo senso di inadempienza con cui convivo e che piano piano sto imparando a sopprimere. Più che l’esperienza lavorativa di per sé, che è stata allucinante nel bene e nel male, non sarò mai grata abbastanza a Sanremo per le persone che mi ha permesso di incontrare e che si sono poi rivelate la mia terapia nei mesi successivi che sono stati tutt’altro che semplici. Non è tanto fare Sanremo: è riuscire a trovare e mantenere il tuo spazio dopo, la cosa difficile. Ci sono ancora tanti troppi pregiudizi e sguardi torvi tra scena pop e indie, per chi si trova a metà strada non è semplice, rischi di essere nella terra di nessuno. In questi due anni ho abitato nei due poli opposti: partecipando a trasmissioni televisive come TheVoice o Sanremo, ma frequentando e suonando nella scena musicale indipendente. Ogni malattia ha in sé la sua cura e viceversa.

 

Sei una persona molto creativa, non solo a livello musicale, infatti nel tuo percorso artistico ci sono anche degli studi teatrali e sei particolarmente portata anche per l’arte visuale. Credi che tra le arti non esistano confini?

Credo che le arti siano sinergiche. Personalmente se mi occupassi esclusivamente di musica appassirei dopo poco tempo, ho bisogno che tutti i miei motori entrino in gioco per poter alimentare il fuoco principale. È solo attraverso le strade secondarie che riesco alla fine a ritrovarmi nel centro del bersaglio, camminando sovrappensiero nel collaterale. Pensare che ci sia un percorso a linea retta per raggiungere il punto prefisso per me è utopia.

 

Parliamo del tour attualmente in corso, “Uscita d’emergenza”. Un titolo evocativo. E’ questo che per te rappresenta il palcoscenico?
L’uscita d’emergenza rappresenta la scelta stessa di essermi concessa di prendere tempo e di aver intrapreso questo nuovo tour in cui mi metto alla prova in trio, con suoni e dinamiche nuove, anziché per esempio cedere alle sirene di un ipotetico Sanremo (che sarebbe stato il percorso più naturale agli occhi di tutti). L’uscita di emergenza è quella che ti riporta all’ossigeno dopo troppo tempo in un luogo chiuso e claustrofobico. Ecco, ho deciso di deragliare di proposito. Avevo bisogno di praterie prima di imboccare nuovamente l’autostrada.

 

Tornando alla tua creatività a 360°… L’illustrazione sul manifesto del tour “Uscita d’emergenza” è opera tua. Qual è il suo significato?
Più che un significato razionale, volevo che fosse evocativa. La testa della tigre, con una coda da scimmia incollate su un corpo nudo di donna che suona il pianoforte scoperchiato da cui escono stelle filanti…a me dà senso di libertà, fierezza e schiettezza. Un corpo nudo che non crea vergogna perché è una nudità agognata…l’assenza di pudore portata con grazia che vorrei riuscire a portare sul mio palcoscenico (sarà un lungo cammino, mica si raggiunge da un giorno all’altro, questo tour è appena la punta dell’iceberg). Il collage per me inoltre è terapeutico: partendo da elementi totalmente casuali e apparentemente non connessi tra loro, mi permette di aprire una finestra sull’inconscio.

 

Quali sono le influenze musicali, letterarie e artistiche che ti accompagnano fin dall’inizio?
Sono state molteplici e come per ognuno, sono in continua evoluzione. Sono passata dal brit-pop, al cantautorato classico, ad ascolti più indie o più elettronici. Quando due anni fa ho cominciato a frequentare più assiduamente le camere d’hotel spesso mi sorprendeva  l’ansia e allora utilizzavo gli Intermezzi di Brahms come palliativo. Ho i periodi in cui ho bisogno di lasciarmi cullare dalle storie e altri dal sound. Per quanto riguarda la lettura, non sono amante dei romanzi fini a se stessi. Prediligo i libri verticali, con un ingente componente psicologico/filosofica. Devono nutrimi, non semplicemente occupare del tempo. Ora sto leggendo “L’amore liquido” di Bauman, perché ho bisogno di esplorare quell’area.

 

Quali sono, invece, i tre dischi che più stai ascoltando in questo periodo?
Esattamente mentre ti sto scrivendo sto ascoltando Bonobo (che tra l’altro spero di andare a vedere a Marzo nella sua unica data italiana). Ultimamente giro abbastanza intorno a Chelou, La Rappresentante di Lista e Grimes.

 

C’è un artista o un gruppo con cui ti piacerebbe un giorno collaborare? (Puoi sognare in grande!)
Mmmm così su due piedi non saprei, le persone che stimo sono molte ma il featuring è un atto delicato, entrano in gioco tanti fattori oltre alla pura affinità elettiva. Mi vedreste, per esempio, duettare con Caparezza?!

 

Cosa succederà alla fine di questo tour? C’è un nuovo disco tra i tuoi progetti?
Siamo al lavoro sul nuovo disco già da un paio di mesi, e finalmente sembriamo aver trovato il sound che cercavamo: le mie canzoni hanno testi molto ingombranti e non è facile trovare un suono che abbia personalità, ma che al contempo non distragga dalle parole.

 

ECCO LE PROSSIME DATE DEL TOUR “USCITA D’EMERGENZA”: 

18 febbraio – Roma – Sparwasser 
19 febbraio – Chiaravalle – Piccadilly 
23 febbraio – Milano – Arci Ohibò
25 febbraio – Mantova – Arci Tom

 

Autore dell'articolo: Eleonora Montesanti

Eleonora Montesanti

Nasce nel 1988 e rinasce il giorno in cui si imbatte, per caso, in un concerto degli Afterhours. Ci mette poco a capire che la musica è la sua vita: dopo la laurea in lingue e letterature straniere, Eleonora inizia a scrivere di musica per gioco e, da allora, sono passati 5 anni. L’altra sua passione, infinita e vitale, sono i cani.