No Interview – Coez: Far casino da indipendenti

Abbiamo incontrato Coez, che in questo periodo sta girando tantissimo con il “Faccio un casino tour”, per parlare del suo album, della voglia di indipendenza, dell’importanza di un grazie e dello spirito giusto per partecipare a un Festival. A tal proposito vi invito ad andare ad ascoltarlo il 3 Agosto al Filagosto Festival!

 

Intervista a cura di Egle Taccia

 

Che tipo di casino vuoi fare con questo nuovo album?

 

Ho dato questo titolo all’album sperando mi portasse fortuna, sono uscito da indipendente, dopo 3 mesi il brano “Faccio un casino” è diventato disco d’oro digitale e ne arriveranno altri. Tutto questo senza il supporto delle radio o della tv. Le date stanno andando tutte molto bene, a Roma in particolare ho fatto numeri da record e con una capienza adatta avrei fatto molto di più.

Questo è il casino che volevo fare.

 

 

Con “Faccio un casino”, come dicevi, hai intrapreso una strada di completa indipendenza. Sentivi la necessità di una maggiore libertà artistica?

 

È difficile essere totalmente liberi quando si lavora con un investitore come una discografica, indipendente o major. Sicuramente questo era il progetto perfetto per iniziare questo nuovo percorso, e sono contento di come sta andando.

 

 

Nella produzione del disco hai scelto di affiancare a te Niccolò Contessa e Sine. Com’è nata questa collaborazione e come ti sei trovato a lavorare con loro?

 

Avevo scritto “Delusa Da Me” con Contessa e come accordi e testo ci piaceva, ma lo avevamo messo da parte. Un giorno Sine mi ha mandato un’idea di sound e di produzione, comincio a cantarci “Delusa da Me” sopra, li ho fatti incontrare per mischiare le carte, ci siamo trovati molto bene ed è stato molto divertente omogeneizzare il disco che avevo praticamente finito di scrivere.

 

 

Ci sono anche tanti ospiti in questo album. Come li hai coinvolti?

 

Ho voluto gli amici di sempre, è un disco che sa di consacrazione, non potevano mancare le persone che hanno sempre fatto parte del mio percorso.

 

 

Una delle tracce dell’album che mi ha colpita di più è “E yo mamma”, dedicata a tua madre, un brano che ci mostra un lato molto più intimo di te e che racconta di come la tua vita di artista si concili con quella famigliare. Cosa ti ha spinto a scrivere questo pezzo?

 

Il brano è molto vecchio, il più vecchio dell’album scritto in un periodo in cui ero tanto in giro e ogni tanto sentivo dei sensi di colpa verso mia madre, quando dico “ti scrivo dopo ti richiamo e dopo c’ho da fare” riassume molto il motivo per cui ho scritto la canzone, e poi penso che per tutti dovrebbe arrivare nella vita quel momento in cui si va dai propri genitori per ringraziarli per tutto quello che hanno fatto. La mia se lo merita, glielo dovevo.

 

 

Il tuo tour passerà anche dal Filagosto Festival. Cosa deve aspettarsi il pubblico da questa data?

 

Stiamo suonando moltissimo e chiaramente con la band si crea un’alchimia maggiore di data in data.Ci sará da divertirsi…

 

 

Visto che questa è la stagione dei festival, con che spirito consigli al tuo pubblico di vivere queste manifestazioni?

 

La cosa bella dei festival spesso per me è proprio quella di trovarmi di fronte gente che non mi conosce, è la promo che si faceva una volta, trovo che la mia immagine dal vivo sia quella più reale, non falsata da un video patinato o dalle belle foto, solo musica e sudore. Spero la gente venga con l’intento di cantare e saltare.

 

 

Ecco le prossime date del tour di Coez:

28/07 Catania | Qubba

 

03/08 Filago (BG) | Filagosto Festival

 

04/08 Treviso | Suoni di Marca

 

09/08 Brescia | Festa di Radio Onda d’Urto

 

15/08 Ferrara I Puedes Summer Night

 

26/08 Sesto San Giovanni (MI) I Carroponte

 

27/08 Fabrica di Roma (VT) | FDB festival

 

08/09 Arezzo I Warehouse Decibel Fest

 

14/09 Reggio Emilia I FestaReggio

 

15/09 Saluzzo (CN) – Aritmia Music Festival

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!