BehindTheScenes – Giordano Sangiorgi ci presenta la nuova edizione del MEI

Il Mei di Faenza sta per tornare. Dal 29 settembre al 1° ottobre la cittadina romagnola si animerà di tantissima musica, incontri e live imperdibili.

Abbiamo incontrato Giordano Sangiorgi, il suo fondatore, per conoscere tutte le novità di questa edizione.

Il Mei è giunto alla sua 23ma edizione. Guardandoti indietro, pensi che la manifestazione abbia realizzato le aspettative che hanno portato alla sua creazione, o c’è ancora molto da fare per la musica indipendente?

Il Mei è solo a un punto di partenza. Dopo 23 anni, il fatto che il MEI o manifestazioni simili al MEI non riescano ad accedere alla TV nazionale, nonostante il programma bellissimo e di altissima qualità, mentre vi accedono programmi musicali orribili e praticamente trash, la dice lunga sul fatto che c’è ancora tanto da fare.

Quali saranno le novità di questa edizione?

Intanto una nuova comunicazione ideata da D-One , una dinamica e giovane agenzia di Roma. Poi, sui contenuti, direi l’incontro tra musica e poesia, Brunori re degli indipendenti, i 40 anni di Skiantos con l’omaggio al grande Freak Antoni , solo per citare i temi più significativi, e i contenuti degli incontri, tutti veramente di grande qualità.

Il contest per la Mei Super Band, nato in collaborazione con la community “Sei tutto l’indie di cui ho bisogno”, vi ha fatto ottenere un grandissimo successo social. Com’è nata l’idea di questa “sfida” che vuole unire i migliori musicisti della scena indie in un’ideale super band?

E’ nata un paio d’anni fa da un lavoro comune con Giuseppe Piccoli e Giandomenico Carbone e dalla mia continua “fissazione” di mettere tutti insieme e non “contro”. Già due anni fa facemmo un bel contest doppio (artisti big e giovani indie) con  una bella premiazione a Faenza con la Mei SuperBand giovane; quest’anno, grazie al lavoro di Riccardo De Stefano, Francesco Galassi, Francesca Radicetta e Giuseppe Piccoli, il premio si è consolidato ed ha ancora più appeal con tantissimi voti. Sarebbe bello far suonare insieme i vincitori; vedremo se i tempi di lavoro di ognuno ce lo permetteranno. Speriamo.

Tantissimi sono gli incontri annunciati. Quali sono quelli che ritieni assolutamente imperdibili?

Quello degli operatori della Festa della Musica il venerdì 29 settembre, quello con Win, l’associazione mondiale discografici indipendenti il 30 settembre e quello del 1° Ottobre con la Rete dei Festival e Italian Quality Festival. Tutti e tre da non perdere per un operatore che vuole stare aggiornato e capire cosa succederà nel prossimo futuro.

Ci parli anche degli artisti che si esibiranno a Faenza?

Sono tantissimi.

Oltre 200 artisti saranno presenti nel ricco programma in scena dal 28 settembre al 1 ottobre tra cui: Brunori Sas (miglior artista del PIMI  e PIVI 2017), Ermal Meta, Modena City Ramblers, Zibba, Skiantos, Canova (Miglior Giovane Band con la produzione di Maciste Dischi), Banda Rulli Frulli coi Perturbazione, Gio Evan, Espana Circo Este (Miglior Gruppo Live), Ambrogio Sparagna, Lato B in Omaggio a Battisti con Leo Pari e Gianluca De Rubertis, Giorgio Ciccarelli, Diodato, Il Muro del Canto, Opus Avantra e Claver Gold, Miro Sassolini, Secco, Braschi, Leo Folgori, Omar Pedrini, Enrico Capuano, Roberto Durkovich, il Coro della Pace di Alexian Santino Spinelli, Filippo Dr. Panico e tantissimi altri…

Tra questi, come hai annunciato, ci sono i Lato B, che apriranno la manifestazione. Cosa ti lega a Lucio Battisti e come nasce la scelta di omaggiarlo in questa edizione del Mei?

Lucio Battisti è un grande riferimento, in questa fase, per tutta la nuova scena musicale indipendente italiana. Sono tantissimi quelli che si ispirano a lui. L’anno scorso al MEI abbiamo fatto una serata al Teatro Masini con tanti artisti che fanno capire di aver tratto da lui e da alcuni suoi dischi in particolare una grossa fonte di ispirazione.

Tra l’altro la cosa è ancora più importante perché la sua musica, per volontà espressa della vedova, viene diffusa pochissimo. Quindi ha, certamente, ancora maggiore valore e si tratta in definitiva di uno dei grandi compositori classici del nostro Novecento oramai , direi.  Per questo lo omaggiamo.

È recente la notizia che l’Italia, spinta dall’Europa, sta valutando una nuova gestione del diritto d’autore. Che ricadute pensi potranno esserci per la musica indipendente, nel caso queste voci si concretizzassero in una normativa specifica?

Credo, e l’ho sempre pensato, che la liberalizzazione selvaggia dei diritti porti al rischio che i piccoli artisti non vengano più ripartiti perché poco remunerativi. La musica e i suoi diritti sono un bene del patrimonio culturale del Paese e a mio avviso devono essere sempre tutelati sotto il controllo pubblico, altrimenti si corre il rischio che con la privatizzazione della musica e dei suoi diritti vincano sempre e solo i più forti.

Vuoi aggiungere qualcosa alla nostra chiacchierata?

Grazie di esserci e per lo spazio che ci date.

Intervista a cura di Egle Taccia

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!