No Interview – Immanuel Casto ci insegna l’alfabeto dell’amore col suo nuovo video e ci porta nel Medioevo col gioco “Squillo”

Immanuel Casto in questo periodo è in pieno fermento, sia musicale che artistico.

Le ultime novità riguardano il successo strepitoso dell’anteprima mondiale su Pornhub del video di “Alphabet Of Love”, che ha anticipato l’uscita di “ALPHABET OF LOVE EP”, primo disco di IMMANUEL CASTO pensato per il mercato europeo, che contiene i suoi successi riadattati in lingua inglese e spagnola.

Come se non bastasse al LUCCA COMICS & GAMES 2016 verrà presentato in anteprima il nuovo capitolo del gioco ideato da Immanuel, SQUILLO®, dal titolo “MEGERE E MERETRICI”, secondo capitolo della trilogia “Time Travels” in collaborazione con FEUDALESIMO E LIBERTÀ.

Abbiamo incontrato Immanuel Casto per curiosare un po’ su tutti i suoi progetti.

 

Intervista a cura di Egle Taccia

In “ALPHABET OF LOVE” ci racconti dalla A alla Z tanti modi di amarsi. Per promuoverlo hai scelto la piattaforma Pornhub come luogo ideale per presentare il singolo. Pensi che una buona promozione oggi richieda anche l’utilizzo di canali alternativi per diffondere le proprie opere?

Assolutamente sì. Io sono sempre stato uno strenuo sostenitore della meritocrazia del web dicendo che, con un cambiamento epocale, soprattutto in riferimento alla musica, anche artisti che non avevano alle spalle una major, artisti emergenti, avevano modo di proporre i propri contenuti e di diventare virali grazie a quei contenuti che avevano qualche caratteristica, qualche elemento di particolare interesse. Oggi non è più così, perché adesso anche la visibilità sui vari social è a pagamento, facebook in primis, quindi la situazione è di nuovo in mano a chi fa degli investimenti. Per questo motivo servono vie alternative per fare uscire la propria voce dal coro, perché è un coro abbastanza affollato, quindi ho fatto volentieri questo esperimento, in più è un esperimento esterofilo, è il mio primo pezzo in inglese, al di là della sigla per il Gay Village di Roma, e mi son detto: “la musica forse non la ascoltano tutti, ma il porno lo guardano tutti”. Insomma, è stata una bella sperimentazione.

Perché proprio Pornhub per promuovere il singolo, cosa ti rende affine alla piattaforma?

Il motivo è quello di cui ti ho parlato sopra, poi io stesso mi sono detto: “Cavolo, Alphabet of love sembra proprio il porno dalla a alla z, sembra proprio lo spot di Pornhub!”, glielo abbiamo proposto e loro sono stati contenti. Poi il video è estremamente delicato, ha dei colori “pastellosi” ed è volutamente etereo. Loro, nella comunicazione che esula dai loro contenuti, stanno molto attenti, fanno delle comunicazioni molto soft, quindi il video rientrava perfettamente in questo stile di comunicazione, per questo è stata una bella collaborazione.

Hai tanti ospiti in questo video, come sei riuscito a coinvolgerli?

Diverse persone le conoscevo già. Da Maurizio Merluzzo con cui ci incontriamo abbastanza spesso nelle fiere del fumetto o del gioco, o altri youtuber come Sabrina Bambi del duo Palla e Chiatta, Franco Trentalance che ormai è un amico ed era da tempo che voleva apparire nei nostri video e siamo stati ben lieti di poterlo avere ospite. Poi tra l’altro vi racconto una piccola gag: lo scettro lunare che viene utilizzato nella “D” di dildo mi è stato donato da Marco Albiero, che è un bravissimo illustratore italiano che lavora con il Giappone, è l’illustratore del merchandising ufficiale di Sailor Moon , quindi c’è anche una sua partecipazione morale.

Hai spesso scelto un modo ironico e spiritoso di affrontare argomenti delicati come ad esempio il sesso estremo e l’omosessualità. Ciò non toglie che i tuoi brani scatenino delle riflessioni anche importanti. Pensi che alleggerire la tensione su certi argomenti, permetta di affrontarli con maggiore serenità?

Assolutamente sì. Io sostengo il detto che finchè non puoi ridere di un problema non puoi riuscire a risolverlo. Siam d’accordo, è una provocazione, ci sono argomenti molto seri su cui c’è poco da ridere, tuttavia sono convinto che l’ironia e l’autoironia salveranno il mondo. Il porsi al mondo senza prendersi troppo sul serio risolve veramente tantissimi problemi, e in più io penso che fare passare un messaggio importante facendo ridere sia veramente il goal, perché la gente lo condivide più volentieri, rimane più impresso e in più ci si diverte anche. Quindi penso che sia una buona strada di comunicazione.

Quando potremo dire che l’omosessualità sia veramente accettata dalla nostra società?

Manca poco, io sono sempre stato un ottimista, anche quando tutti dicevano guarda qua, guarda là. Invece i cambiamenti stanno avvenendo, passo dopo passo stanno avvenendo.  Dipende molto dall’ambiente culturale, perché l’Italia in realtà non è un Paese così omogeneo a livello geografico, a livello culturale; c’è una disomogeneità fortissima. Io magari vivo in una torre d’avorio, sia perché vivo in una città come Bologna che è abbastanza aperta da questo punto di vista, sia perché nel mio ambito lavorativo di certo non frequento ignoranti e omofobi; l’ambiente artistico in questo è un ambiente piuttosto felice. Però sta succedendo. La gente ormai si chiede perché no, perché gay, lesbiche, trans e bisessuali non debbano avere gli stessi diritti. Perché? Ormai sta succedendo. È un cambiamento culturale che richiede un respiro generazionale, ci vorranno un paio di generazioni perché ci si sorprenda che i gay e gli etero non abbiano gli stessi diritti, come oggi ci sorprendiamo del fatto che le donne una volta non avevano diritto di voto. Sembra una cosa antichissima, lo daremo per scontato. Allo stesso modo che gli omosessuali debbano avere gli stessi diritti degli eterosessuali sembrerà assolutamente scontato. Ci vorrà una generazione, un po’ di tempo, però il cambiamento è già in atto e io sono felice di averlo visto con i miei occhi.

“Squillo” il gioco di ruolo basato sullo sfruttamento della prostituzione, sta avendo sempre più successo. Adesso con l’ultimo capitolo “Megere e Meretrici” ci porti nel Medioevo, tra Santa Inquisizione, Peste Nera e Crociate. Cosa dobbiamo aspettarci da questo secondo mazzo di carte della trilogia Time Travels?

Allora a livello artistico è molto bello, i disegni sono fatti da Jacopo Dronio, un disegnatore Marvel, le illustrazioni sono splendide e poi è molto suggestivo. C’è il solito carico di scorrettezza politica, parodia, satira, ambientato nel Medioevo, ma con parallelismi ai giorni nostri. Poi le meccaniche di gioco sono molto divertenti , si può invocare il maligno, lanciare fatture, perciò è molto divertente ed è una presa in giro di tutto ciò che è superstizione, delle superstizioni che ancora oggi vivono.

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Le donne italiane cosa dovrebbero imparare da queste megere e meretrici del medioevo?

Allora vediamo… non sono certo esempi positivi, ma detto questo…cosa potrebbero imparare?

A fare ciò che vogliono senza temere il giudizio delle persone, ma è una cosa che dovremmo imparare tutti.

Dove ci porterai nella prossima puntata?

Vi porterò nel futuro con “Dick Space 69” e lì ci sarà di tutto: alieni, cyborg, viaggi interplanetari, il tutto ovviamente a sfondo sessuale.

Com’è nata l’idea di questo viaggio nel tempo?

Così, come tutte le idee che mi vengono. Dal cuore. Abbiamo concluso la prima trilogia e mi son detto: “sarebbe bello fare qualcosa ambientato in varie epoche della storia” e l’abbiamo fatto. Proprio così! Squillo Time Travels! È nata l’idea e abbiamo iniziato a lavorarci.

Verrà presentato al Lucca Comics and Games. Riserverai qualche sorpresa al pubblico della manifestazione?

Assolutamente sì, c’è un gioco che  lancerò al Lucca Comics, ma non sarà disponibile lì, dove ne lancerò solo il titolo. È una mia nuova idea e quindi sì, la sorpresa non mancherà.

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!