No Interview – La Rappresentante di Lista celebra il rito del palco con Bu Bu Sad Live

La Rappresentante di Lista ha da poco pubblicato una versione live del fortunato “Bu Bu Sad”, in cui sono raccolte numerose registrazioni dei vari concerti dell’ultimo tour, quasi come se fossero una fotografia delle varie serate.

Abbiamo incontrato Dario Mangiaracina a Catania, poco prima che salissero sul palco per la data di debutto del tour.

Intervista a cura di Egle Taccia

Cosa vi ha spinti a registrare questo album live?

Sicuramente l’idea di voler fermare un momento che era diverso da quello in cui è uscito il disco registrato in studio. Questo nuovo momento, che è venuto dopo un tour di un anno, era caratterizzato dal fatto che le canzoni avevano preso sicuramente un’altra piega, perché, dopo un anno che le suoni, sicuramente le capisci di più e qualcosa, qualche arrangiamento che non eravamo riusciti ad imbroccare in studio, l’ abbiamo risolta. Avevamo voglia di fissare quel momento e in realtà, se avrai modo di ascoltare il disco live, scoprirai che il concerto di stasera sarà ancora diverso. Ci piace essere una band in evoluzione e per questo abbiamo deciso di fissare un periodo della nostra vita da band.

Mi è sembrato che abbiate voluto fotografare alcuni posti dove siete stati…

Sicuramente, perché intanto c’è stato un lavoro enorme nel riascoltare tutte le tracce, dato che abbiamo registrato ogni traccia di ogni concerto e abbiamo scelto quelle che ci convincevano di più. Mentre registravamo le tracce avevamo un quadro di quanto il pubblico fosse rumoroso, di quanto applaudisse dopo le canzoni e, soprattutto, abbiamo in qualche modo immortalato per noi dei concerti che sono stati molto potenti, non per quello che facevamo noi sul palco, ma per il tipo di dialogo che si instaurava con la gente.

Una curiosità sulla voce di Veronica. Ho sempre notato che il suo modo di cantare ha una potenza che si discosta moltissimo rispetto al cantato femminile indie. È una scelta voluta?

Credo che lei abbia degli ascolti precisi, che la portano a citare sempre artiste internazionali, come Etta James o Nina Simone, e poi è più che convinta del fatto che non le piaccia la piega che ha preso negli ultimi anni il cantato al femminile nella musica indipendente, che è un po’ dimesso, se vuoi. Invece Veronica, per quella che è la mia percezione, tende sempre ad avere un’aggressività nel cantato. Quella potenza di cui parli tu, in realtà è una potenza grazie alla quale lei usa lo strumento della voce come un cuore, come una potenza di spirito che lei carca di far passare attraverso la sua voce.

Siete stati da poco annunciati come la prima band italiana che andrà allo Sziget Fest di Budapest. Cosa avete provato quando avete appreso la notizia?

Eravamo molto entusiasti, da un lato per il risultato, perchè comunque è uno di quei festival che ti fa provare davvero cosa voglia dire stare su un palco grosso, penso che quando ci andremo capiremo cosa significhi, e perchè è uno di quei festival che hanno una storia in Europa. Poi sicuramente subito dopo ci siamo spaventati, perchè il cantato in Italiano può essere in qualche modo una distanza tra noi e il pubblico dello Sziget. D’altra parte ci siamo subito entusiasmati cercando di capire cosa fare, ci siamo fatti venire in mente come vestirci, come affrontare quel palco e poi abbiamo un grandissimo punto di domanda sopra la testa, che risolveremo soltanto dopo essere tornati da Budapest.

Vi aspettate di trovare qualcuno dei vostri idoli allo Sziget?

Sicuramente! Ancora la line up dei big non è stata del tutto annunciata, ma ci sono The Kills, il cui ultimo disco è veramente bello; Mac De Marco, che Marta ama; PJ Harvey; Major Lazer; gli alt-J, il cui ultimo disco ci ha ispirato tantissimo e poi, visto che sono in tour in Europa in quel periodo, non ci dispiacerebbe se annunciassero gli Arcade Fire, però sarebbe veramente troppo.

Ho letto che per voi salire sul palco è un rito, cosa celebrate quando incontrate il pubblico?

Sicuramente ogni volta, prima di cominciare un concerto, cerchiamo di farci benvolere dal dio della musica, che per noi è un po’ quell’insieme di speranza e di fortuna che uno cerca quando sale su un palco. Adesso siamo in cinque, più Ario, più tutta la gente che c’è davanti, e c’è tanta casualità quando tutte queste energie si incontrano; perchè riesca qualcosa c’è davvero bisogno di fortuna. Anche il dare è una cosa sacra, ma soprattutto andare a “raccogliere”, dopo le prove, dopo aver sognato tanto quel momento. Per esempio stasera faremo per la prima volta un’intro davanti a un pubblico… Stare sul palco è cercare in quella collettività l’avverarsi di alcuni desideri, di alcune immaginazioni che ci siamo fatti. Immagino sia questo quello che celebriamo.

Qual è il concerto, tra quelli che avete inserito in Bu Bu Sad live, che vi ha emozionati di più?

Ce ne sono stati due e sicuramente a Palermo sono successe delle cose che hanno fatto sì che quel concerto fosse unico. Per un problema tecnico, da un certo punto in poi del concerto, i Candelai è rimasto al buio e noi abbiamo suonato coi neon di emergenza. Tutto questo ha fatto sì che, al di là del fatto che fossimo a Palermo, cioè la città in cui sono nato, fosse un concerto unico. Tra l’altro quel giorno era morto Leonard Cohen, che è un artista che amiamo, e quindi tutto questo ha fatto sì che fosse una delle cose più belle, al di là della risposta del pubblico a Palermo. Poi ci sono stati altri momenti emozionanti, come quando Giorgio Canali ci ha dimostrato il suo affetto dopo il concerto che abbiamo fatto insieme, anche se non è tra quelli che abbiamo registrato per il disco, perchè era un concerto della scorsa estate. Ogni concerto ha la sua perla. Quello che mi chiedo è quale sarà l’emozione più forte che proverò stasera, poi diciamo che forse è come se si tendesse a ridimensionare quello che è successo nelle date passate, per poter affrontare in maniera serena quello che succederà stasera.

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!