No Interview – “La vertigine prima di saltare”, il ritorno senza filtri di Alteria

Si intitola La vertigine prima di saltare il primo disco interamente in italiano di Alteria, cantautrice nota ai più non solo come una delle voci rock più apprezzate nel panorama musicale nazionale, ma anche come conduttrice e speaker radiofonica.

Con questo nuovo lavoro, Stefania Bianchi (vero nome dell’artista) ha fatto un vero salto nel buio esponendosi come forse non aveva mai fatto prima. Un album diretto, sincero, arrabbiato e dolce al tempo stesso.

 

“La vertigine prima di saltare” è il tuo primo disco scritto e cantato in italiano. Com’è andata?

E’ andata bene direi. Dopo la difficoltà iniziale e lo spaesamento ho preso decisamente gusto. Con il senno del poi posso dire che non tornerei indietro: la possibilità di esprimermi senza filtri, nella mia lingua, potendone gestire ogni sfumatura è impareggiabile rispetto allo scrivere e cantare in inglese.

Cantare nella tua lingua madre pensi ti abbia messo, in qualche modo, più a nudo?

Assolutamente si ed in fondo è quello che cercavo. Avevo voglia di raccontarmi al meglio e di mostrarmi senza sovrastrutture e senza filtri. Credo che, se si riesce a trovare il proprio modo di farlo, alla fine si trasmette un qualcosa di sincero, di vero ed in genere questa cosa premia. Lo spero.

 

 

Qual è il primo pezzo che hai scritto per questo disco e con quale spirito lo hai composto?

Il primo brano uscito è stato “Passi Fermi” che inizialmente era scritta in inglese. E’ stato il primo esperimento, il primo brano provinato in italiano, cercando le parole e l’incastro giusto con il sound. Non è stato immediato, il risultato non subito mi ha convinta. Una volta trovata la strada però è come se si fosse sbloccata una porta e tutto è arrivato con più facilità.

 

“In controluce” è il brano che, probabilmente, rappresenta meglio il divario tra “Encore”, il tuo precedente album, e questo. Sei d’accordo?

Assolutamente sì, “In controluce” è la canzone più distante da ENCORE, è il brano più ricco di elettronica e con la mia voce ho usato registri diversi dal solito, più morbidi e dolci. E’ una canzone che amo perché mi descrive bene, descrive la mia complessità.

 

 

 

“Diventare chi sei”, chitarra e voce, è, invece, dedicata a tua figlia e credo sia la cosa più ‘rock’ del mondo!

Lo credo anch’io. Sono molto fiera di questa piccola canzone, semplice. Ma la semplicità era l’unica strada per raccontare l’amore che un genitore prova per un figlio. Non ho voluto usare paroloni così come non ho voluto troppo “muro” sonoro intorno. Una cosa semplice, chiara che non possa lasciare alcun dubbio.

Sei una musicista, ma anche una conduttrice e una speaker radiofonica. C’è un ruolo che senti prevalere sugli altri?

Io sono assolutamente una musicista. Anche quando sono in onda in radio o tv:  parlo e racconto la musica altrui sempre attraverso i miei occhi e le mie orecchie da musicista.

 

 

Come immagini evolveranno le canzoni de “La vertigine prima di saltare” durante i live?

Ho già avuto modo di suonare dal vivo il disco, qualche giorno fa ho fatto la data di presentazione al Serraglio di Milano. Il live è molto fedele al disco anche se di certo suona più “potente” ed energico. L’adrenalina che prende sul palco è diversa da quella dello studio e la differenza di energia si sente. Non credo che ci sia un meglio o peggio, ma di certo io mi sento a casa sul palco, è la mia dimensione preferita.

Domanda Nonsense: Trovi più adrenalinico un lancio col paracadute o un salto con il bungee jumping?

Oddio… entrambe le esperienze non scherzano. Mi fa un pelo più pura il bungee jumping però!

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.