No Interview – Le Rivoltelle: inediti e grandi classici italiani in “Play & Replay”

Le Rivoltelle, ovvero Elena, Alessandra, Paola ed Angela, sono tornate e lo hanno fatto con Play & Replay, un disco che contiene brani inediti, ma soprattutto rivisitazioni di grandi classici. Si va da De Andrè a Cocciante, con arrangiamenti potenti tipici di queste ragazze del rock. Il progetto celebra i dieci anni di carriera di una band che ha sempre messo la passione per il proprio lavoro al primo posto.

Abbiamo intervistato le artiste calabresi per parlare del nuovo lavoro e del loro impegno sociale.

 Play & Replay” raccoglie brani inediti e brani scritti ed interpretati da altri, canzoni celebri del panorama musicale italiano. In che modo avete scelto la tracklist?

La scelta di reinterpretare brani che appartengono ad un repertorio musicale abbastanza comune è dettata dalla volontà di ricucire addosso a questi brani abiti totalmente nuovi e diversi da quelli originali. È un’operazione, questa, che facciamo da sempre e che rappresenta la voglia che abbiamo di incuriosire e sorprendere. Il filo di Arianna che permette alle canzoni di recuperare la via d’uscita dal labirinto in cui ad ogni vicolo cieco corrisponde una canzone diversa è proprio la nostra cifra stilistica unita al coraggio di sperimentare soluzioni non convenzionali.

“Io non mi inchino” è un brano di denuncia sociale. Un invito a non piegarsi di fronte alle ingiustizie, ispirato alla figura del Procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri…

“Io non mi inchino” è una canzone che racconta il sud con gli occhi disincantati di chi quel sud lo ha visto e subito sulla propria pelle. L’idea nasce da una rilettura dell’esperienza di Nicola Gratteri, procuratore antimafia della provincia di Catanzaro Le immagini evocative suggerite dal brano sono tutte calabresi e rimandano alle processioni religiose ancora in uso nella provincia che hanno come abitudine quella di inchinare la statua portata in processione nei pressi della casa dei mafiosi del luogo. Da questo singolo episodio si sviluppa un testo molto forte che denuncia non solo il fatto in sé piuttosto l’atteggiamento remissivo e indolente di chi non ha il coraggio e la forza di ribellarsi. È un canto di rivoluzione e resurrezione insieme che coinvolge non solo il popolo calabrese ma chiunque senta dentro di sé l’esigenza di non accettare passivamente lo stato di cose presenti.

 

 

In generale, nei vostri testi, affrontate spesso tematiche importanti e, alle volte, scomode. Che potere ha, per voi, la musica rispetto a tutto ciò?

Il rock è da sempre potente veicolo di contenuti oltre che di sensazioni ed emozioni. Crediamo fortemente nel valore educativo della musica e nel grande potere che essa ha di smuovere coscienze e di agire direttamente sulla società. Il mancato o fallito ricambio generazionale avvenuto nella musica cantautorale ci ha resi orfani di quella musica che serviva all’emancipazione da stereotipi, pregiudizi e discriminazioni. Noi cerchiamo di andare in quella direzione “utilizzando” le nostre canzoni per cantare la nostra rabbia.

Com’è avvenuto il vostro incontro?

È stato un piccolo miracolo esserci trovate, quattro donne fortemente motivate a sdoganare ogni preconcetto o pregiudizio di genere in nome di una grande passione. Ci siamo incontrate all’università e provenivamo da esperienze musicali diverse, ma da subito abbiamo trovato una corrispondenza sia umana che artistica. La decisione di suonare insieme è arrivata naturalmente, tutte e quattro volevamo suonare e volevamo farlo insieme. Quattro anime differenti si sono fuse in un’unica anima rock!

Avete alle spalle tanti spettacoli live; cosa vi colpisce ancora nel rapporto con il pubblico?

L’empatia che si crea tra noi e loro. I nostri live sono bombe energetiche che coinvolgono con la stessa intensità noi ed il pubblico. 

Le Rivoltelle di oggi cosa potrebbero insegnare a quelle degli esordi?

Siamo molto contente di quello che siamo diventate a prescindere dai successi e dalle gratificazioni, siamo cresciute umanamente ed artisticamente ed era quello che volevamo. Guardandoci indietro vediamo quattro giovani donne innamorate della musica a cui dobbiamo solo dire grazie per aver creduto nel progetto “Rivoltelle”!

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.