No Interview – “Mangaboo”, il nuovo progetto di Francesco Pisti e Giulietta Passera

È uscito il 24 novembre, per Elastica Records, Mangaboo, l’album omonimo del nuovo progetto di Giulietta Passera (The Sweet Life Society) e Francesco Pisti (Motel Connection). Un disco d’esordio elegante e versatile.

 

Mangaboo come il luogo immaginario de Il Mago di Oz, cosa vi accomuna a quella terra fatata?

Nel caso di Mangaboo, il suono arriva prima dell’immagine, ci piaceva dirlo ad alta voce, lo pronunciavamo con piacere! Il libro di Baum è un campionario di luoghi immaginifici e una molteplicità di personaggi che si incontrano scambiandosi storie, e Mangaboo è un luogo piccolo, un guscio, è li che si nasce.

Il brano “Giant Steps” è accompagnato da un video meraviglioso, un omaggio non solo alla musica, ma anche all’arte. Raccontateci la genesi di questo pezzo.

Francesco: “Giant Steps” è nato ascoltando il requiem di Mozart, appena ascoltato ci è venuto in mente di campionare i violini e farne un brano con la base Hip Hop. Come spesso accade ai pittori quando si mischia il colore blu con il verde si iniziano a vedere diverse sfumature e immediatamente si aprono scenari nuovi, noi abbiamo assecondato il nostro istinto e gusto e siamo arrivati a farne una versione che non corrisponde più né a Mozart né all’Hip Hop. Abbiamo invece usato l’idea del funerale nel video ricostruendo un quadro di fine Ottocento di Giacomo Grosso in cui il pittore immortalava sulla tela il funerale di un Don Giovanni, la regia di Giulia Achenza ha fatto nascere il nostro nuovo immaginario del quadro.

Giulietta: Grazie, anche a noi piace molto il nostro ultimo video! Il testo racconta dei passi da gigante e dei cambiamenti repentini e fortuiti che possono avvenire nella vita di chi è curioso ed appassionato. L’idea del video è stata far rivivere due dipinti di Giacomo Grosso, la regista Giulia Achenza e il suo staff sono stati meravigliosi nella realizzazione. Il video è stato girato al Castello di Rivara, anche la location è stata di grande aiuto.

 

 

È evidente come il vostro immaginario visivo sia molto legato all’arte ed anche alla moda. Qual è il vostro concetto di bellezza?

È utile capire che non esiste un’unica definizione di bello, il concetto di bello dipende dalle varie civiltà, non è un caso che la bellezza si definisca in relazione alle diversità e proprio le diversità sono per noi la bellezza, non ci si annoia mai.

Il nuovo disco vede fondersi insieme techno, soul, jazz e non solo; siamo di fronte ad un sound che pare non conosca confini e lo testimonia una vostra affermazione che mi ha colpita molto: “l’album è un nomadismo continuo in una grande libreria di dischi”

Francesco: Non pensiamo alla musica sotto forma di “genere”, il genere è una strategia usata per vendere e per creare scaffali, è vecchio ormai come il concetto di nazione, per noi la musica è un popolo che vive in diversi territori e ci interessa vedere e conoscere. Siamo curiosi dell’altro.

Giulietta: Per noi la composizione ha origine nell’ascolto, il campionamento è alla base e poi vengono le drum machines, le voci, i testi, i synth; abbiamo parlato proprio di questo in una Clinic che abbiamo tenuto il 28 dicembre a Fermo, nelle Marche, in collaborazione con NuFabric Studio. Siamo due ascoltatori curiosi e voraci [Francesco è un Dj e io giro i festival di tutta Europa]. Il nostro sound è l’incontro del nostro gusto e della nostra esperienza.

Quali sono i prossimi progetti che vi attendono?

Il tour italiano è già partito, il 13 gennaio saremo all’Antica Farmacia di Parma. Ci saranno poi alcune date all’estero verso l’estate.

A breve uscirà il nostro disco in vinile, seguito da un’uscita digitale di una serie di bellissimi remix e abbiamo già iniziato a scrivere il nostro prossimo disco che vedrà featuring molto interessanti.

Domanda Nonsense: se doveste immaginarvi un paesaggio da ammirare mentre si ascolta l’album, quale sarebbe?

Giulietta: Un paesaggio innevato, un bosco al tramonto, un fondale sottomarino o anche un club affollato dove si balla musica bellissima.

Francesco: Il paesaggio migliore per ascoltare un disco è il pensiero.

 

 


Intervista a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.