No Interview – Marco Palazzolo ci presenta il One Day Music 2018

Abbiamo incontrato Marco Palazzolo, uno degli organizzatori del One Day Music di Catania, festival dalla natura elettronica, che anno dopo anno è cresciuto fino ad arrivare ad accogliere, nella scorsa edizione, oltre 20 mila spettatori, diventando così il festival più grande del Sud Italia. Anche quest’anno la line up è ricca di grandi nomi italiani ed internazionali e vede la novità di una location più grande e maggiormente attrezzata per fruibilità.

Intervista a cura di Egle Taccia.

Il One Day Music è il festival più grande del Sud Italia, con oltre 20 mila spettatori registrati nell’ultima edizione. Ci racconti la sua storia?

La sua storia nasce nel 2009. C’era l’idea di realizzare una sorta di piccolo evento, perché non sapevamo neanche quale potesse essere la sua portata, in spiaggia, il primo maggio, in un periodo storico in cui le uniche usanze che c’erano erano quelle di organizzare gli autobus per partire in direzione concertone. Volevamo, quindi, iniziare a creare qualcosa che invertisse questa tendenza. Avevamo per lo più artisti locali, i generi principali del tempo erano il rock, il reggae e l’elettronica e ci attestammo, con molta sorpresa, intorno alle 2500 presenze. Da lì in poi il festival ha avuto una crescita costante negli anni, frutto di miglioramenti che non sono mai stati repentini, ma sono avvenuti gradualmente, passo dopo passo, e siamo arrivati appunto quest’anno a una decima edizione ricca di sorprese; di cambiamenti, a partire dal cambio location; di enormi investimenti, perché la line up di quest’anno è di altissimo profilo; e di voglia di dare al festival sempre più una dimensione europea.

Cosa deve aspettarsi chi non è mai stato al Festival?

Deve aspettarsi un’esperienza multi dimensionale perché non è il solito evento, non è la solita serata in discoteca, non è la solita serata in spiaggia. È un evento trasversale che permette a realtà diverse con gusti musicali differenti di trovare la propria dimensione. Una comitiva di amici può venire serenamente al One Day Music, perché permettiamo, all’interno di quello che è il concept underground, un’offerta musicale che accontenta un po’ tutti e questo è uno dei segreti dell’elevatissimo numero di utenti che sopraggiungono. È un’esperienza che è impossibile spiegare, neanche dai video e dalle foto si riesce a capire cos’è il One Day Music se non lo vivi da mattina a sera. Il consiglio che posso dare è di viverlo, non è possibile spiegarlo.

Quanto tempo occorre per mettere in piedi la macchina organizzativa del One Day Music?

Ogni anno ci promettiamo di iniziare a lavorarci da subito, vorremmo lavorarci da luglio, ma per un motivo o per un altro ci lavoriamo per sei mesi. Ne servirebbero molti di più.

In base a quali caratteristiche scegliete gli artisti che andranno a comporre la line up?

In relazione sia a quelli che sono i trend del momento che alla loro valenza artistica. E’ tutto frutto di una serie di valutazioni collegate al periodo storico, al fatto che non siano venuti in Sicilia o a Catania da un po’ di tempo… cerchiamo di scegliere il nome giusto nel momento giusto.

Negli anni i generi sono cambiati?

Sì, i generi sono cambiati perché la musica è un fenomeno prettamente sociale e non è altro che lo specchio dell’evoluzione dei tempi e della società e quindi rimanere sordi e ciechi di fronte ai cambiamenti sarebbe folle. È giusto che i festival si trasformino, cambino mutevolmente anche in relazione alle tendenze del periodo, senza però, cosa importantissima, snaturare quella che è la propria identità. Pensavo anche al Primo Maggio di Roma, sono contento, quest’anno, di aver visto una line up molto specchiata; non è possibile che ancora siamo legati al concetto dei Nomadi nel 2018, è anche giusto capire che i tempi sono cambiati.

Quali sono le novità di quest’anno?

La novità principale di quest’anno è la location, l’area concerti del Lido Azzurro, Viale Kennedy 11, che permetterà un upgrade totale alla manifestazione. Siamo proprio all’imbocco della plaja, quindi alle porte della città, evitando tutto quello che comportavano le precedenti edizioni, ossia imbottigliarsi nel litorale Kennedy che, purtroppo, vista la sua conformazione e il parcheggio abusivo selvaggio, creava una sorta di imbuto che impediva agli utenti di raggiungere la manifestazione in poco tempo. E’ stata sempre una falla del sistema il fatto che migliaia di utenti rimessero in fila con le proprie autovetture per ore, sacrificandole alla fruibilità dell’evento. Adesso abbiamo una spiaggia molto più grande che ci permetterà di garantire agli utenti una manifestazione molto più serena e godibile, tantissime aree parcheggio antistanti all’evento, cosa che prima non c’era e soprattutto una raggiungibilità molto semplificata. Un catanese può anche venire a piedi se vuole, perché comunque siamo vicini, non siamo a km dal centro.

Che tipo di difficoltà incontra chi vuole organizzare concerti al sud?

Delle difficoltà perché siamo scarsamente collegati, in primis dal punto di vista dei voli, cosa che rende tutto più costoso, per ciò che concerne la raggiungibilità da parte degli artisti nazionali ed internazionali. Non abbiamo un sistema di servizi interno adeguato ad accogliere la mole di persone che ogni anno si riversa a Catania, in tal senso abbiamo a breve una riunione con l’amministrazione comunale e con tutti gli organi preposti affinché possa essere, quest’anno, predisposto veramente un piano di viabilità degno di una città come Catania, che si appresta a ricevere più di 30 mila utenti, perché non ci siamo solo noi, ci sono tantissime realtà che aprono, come ogni lido che serenamente organizza la sua giornata in spiaggia, e la città di Catania non è predisposta ad accogliere un flusso così enorme di turisti che sopraggiungono in quel giorno ed è una cosa inaccettabile per una città a vocazione prettamente turistica. Speriamo che quest’anno l’amministrazione non rimanga sorda ai nostri appelli e che ci siano finalmente le condizioni per un piano di viabilità serio.

Qual è il modo migliore per vivere il One Day Music?

Il modo migliore per vivere in One Day è di farlo con spensieratezza e un abbigliamento adeguato alla doppia veste dell’evento, perché di norma abbiamo una sorta di estate anticipata di giorno e quindi la possibilità di farsi il primo bagno, e poi, col calare della sera, la felpina è d’obbligo insieme a un paio di scarpe comode.

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Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!