No Interview – “I Pugilatori” sul ring della vita, il nuovo album di Stefano Dentone & Antonio Ghezzani

Un album che parla di resistenza, quella che ci porta a rimanere in piedi nonostante tutte le avversità. Si sale sul ring della vita e si combatte contro se stessi, contro altri, contro il destino… I Pugilatori è il nuovo lavoro dei livornesi Stefano Dentone & Antonio Ghezzani. 

Il progetto di questo duo, nato nel 2014, è quasi interamente self-made. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per approfondire meglio questo argomento e scoprire qualcosa di più riguardo al disco.

 

In “Pugile”, singolo che anticipa il disco, “I Pugilatori”, il combattimento sul ring è una metafora per raccontare una lotta contro se stessi e non solo.

ANTONIO

E’ un po’ la lotta che si combatte ogni giorno per restare in piedi , per noi è più importante sapere quanti colpi possiamo incassare senza cadere, piuttosto che sapere quanti colpi siamo in grado di portare.

STEFANO

Il mondo che ci circonda è il nostro ring e l’avversario è la vita. Tutti noi quotidianamente lottiamo per rendere migliore il nostro posto al mondo. A volte lottiamo contro altre persone, a volte contro noi stessi, altre volte contro il destino o le circostanze… siamo come pugili che combattono contro la vita che continuamente ci mette alla prova. La vita è in grado di colpire veramente duro ed allora diventa fondamentale saper incassare i colpi per poter continuare… fino all’ultimo “gong”.

 

 

Qual è, se c’è, il fil rouge del nuovo album?

STEFANO

Il filo conduttore dell’album è proprio il concetto espresso nella canzone “Pugile”… da qui il titolo “I Pugilatori”: nessuno colpisce più duro della vita, per cui dobbiamo imparare a faticare e sudare, per resistere alle prove che ci si presenteranno. Questo concetto è quello che unisce un po’ tutti i testi delle canzoni presenti nell’album.

ANTONIO

Aggiungerei anche che si può trovare un denominatore comune anche nel modo in cui lavoriamo, nel suono e nella schiettezza usata per musiche e testi.

 

Per il precedente lavoro, “Teatro Staller”, avete pensato a tutto voi: musiche, testi, registrazioni, booking…Stessa scelta anche per “I Pugilatori”?

Rispetto a Teatro Staller abbiamo deciso di registrare le batterie allo studio “Lupo Recording Studio” di Lucca, perché abbiamo trovato in questo ambiente una qualità altissima e persone che condividono la nostra mentalità. Gli altri strumenti li abbiamo di nuovo registrati da noi nello studio della nostra etichetta, la ROOTS REBELS RECORDS. Anche il mixaggio e il mastering del disco è stato fatto da noi, così come continuiamo a gestire direttamente il booking dei live. Riteniamo molto importante che ci sia una condivisione di intenti e un’empatia artistica con tutte le persone con cui lavoriamo e, oltre alla collaborazione con il sopra citato “Lupo Recording Studio”, abbiamo instaurato rapporti con l’ ufficio stampa “Lunatik”, il fotografo Giacomo D’Amicis, il video-maker Lorenzo Aiello e un uomo immagine: l’attore dei nostri video Davide Baldi detto “Jhonny Paranza”. Diciamo che il nostro gruppo si è allargato diventando quasi un mini collettivo, il tutto nella massima indipendenza e filtrato tramite Roots Rebels Records.

 

C’è un luogo che vi ha ispirato maggiormente durante la composizione dei brani inediti?

No, nessun luogo in particolare.

 

Nel 2016 è iniziata anche la collaborazione con la Compagnia Teatrale Dimitri/Canessa nello spettacolo “…di Giulietta e del suo Romeo”. Cosa vi va di raccontarci di questa esperienza?

ANTONIO

Tra di noi c’è un rapporto che, in realtà, esiste da anni . Dimitri/Canessa, sono artisti con cui ci interfacciamo da molto tempo, sia come confronto e consiglio, sia come collaborazione e, per la prima volta, abbiamo fatto uno spettacolo dove Stefano era protagonista e io musicista. E’ stato molto naturale e formativo e sicuramente faremo altre cose insieme.

 

Che rapporto avete con il vostro pubblico?

In realtà, a dispetto della nostra età (siamo entrambi sui 40) e delle esperienze fatte nel corso della carriera, il nostro progetto è molto giovane. Non si può parlare di “pubblico” vero e proprio. A Livorno (la nostra città) abbiamo un seguito di persone con cui ci relazioniamo esattamente come faremmo con chiunque altro… il “rapporto con il pubblico” è roba da altra dimensione, alla quale si può arrivare solo con il tempo, il lavoro e un po’ di buona sorte. Ci arriveremo mai? Chissà… ma anche se non dovessimo riuscirci, andrà bene ugualmente: siamo musicisti “underground” e vorremmo continuare ad esserlo… magari con qualche soldo in più! Comunque, per completare la risposta, comunichiamo molto anche tramite social network, specialmente con il pubblico che non è della nostra città… ma preferiamo il contatto diretto, siamo persone semplici… per cui invitiamo tutti a partecipare ai nostri concerti, così ci si beve una birretta insieme e si fanno due chiacchiere.

 

Intervista a cura di Cinzia Canali.

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.