No Interview – Roberta Giallo: tra amore e musica

L’oscurità di Guillaume è il nuovo lavoro di Roberta Giallo, un disco sincero e personale che racconta la storia di un amore travagliato. E’ interessante ascoltarlo poiché Roberta è in grado, con la sua scrittura e la sua musicalità, di trasformare qualcosa di intimo in qualcosa di universale in cui è facile – e terapeutico – riconoscersi. Per questo abbiamo voluto saperne di più sull’album e, soprattutto, abbiamo voluto conoscere un po’ meglio Roberta. Ne è uscita una bella chiacchierata. Buona lettura!

 

di Eleonora Montesanti

 

Roberta, tu sei cantautrice, autrice, performer teatrale, pittrice e scrittrice. C’è una disciplina tra queste che senti più tua?
Tenterò una risposta. È partito tutto dal suonare il piano e cantarci liberamente sopra, poi ho cominciato a scrivere; prima piccoli brani strumentali, poi canzoni. La prima a 11 anni. Ecco, direi che nasco come “cantautrice” poi mi sono allargata un po’. Ho sempre amato le interconnessioni tra i vari universi creativi verso i quali mi sento attratta, così ho fuso tutto insieme: musica, pittura, teatro… amo le cose almeno “tridimensionali”, diciamo così!
Nel corso della tua carriera artistica ci sono una marea di collaborazioni significative: Lucio Dalla, Samuele Bersani, Gnu Quartet e molti altri. Come se non bastasse, poi, hai interpretato brani (sempre di Lucio Dalla) per la colonna sonora di un film di Pupi Avati, hai scritto colonne sonore per spettacoli teatrali e televisivi. Quali sono le cose più importanti che hai imparato lavorando al fianco di personalità così importanti?
Ho imparato che bisogna “stare tranquilli”, conoscere bene le proprie potenzialità e i propri limiti, studiare sempre, soprattutto la realtà, e avere sempre a portata di mano una buona dose di coraggio e un pizzico di sano menefreghismo. Ecco, Lucio sicuramente è stato il maestro più grande, mi ha insegnato la libertà che bisogna concedersi sul palcoscenico…

 

A gennaio è uscito il tuo nuovo bellissimo disco, un concept album intitolato L’oscurità di Guillaume. Chi sono i protagonisti?
Io e Guillaume. Lui è stato l’ispiratore dell’album, io, invece l’ispirata che l’ha scritto. In questo senso io e Gu'(è il suo soprannome) , anche se l’amore è “finito male”, siamo indissolubilmente legati dentro a questo album-romanzo, che ripercorre tutte le varie fasi, voli e cadute compresi, di questa strana e avvincente storia d’amore che mi ha tenuto a lungo sveglia la notte, facendomi scrivere tante canzoni…
Quali sono state le ispirazioni musicali che ti hanno accompagnata durante la fase creativa de L’oscurità di Guillaume?
Non saprei, tutto ciò che ascoltiamo/guardiamo/tocchiamo ci ispira costantemente, ma se devo trovare una risposta più precisa, ricordo che in quel periodo ho consumato avidamente alcuni pezzi del grande Yann Tiersen.
I brani sono intrisi d’amore e delicatezza. Se avessero un colore, quale sarebbe?
Questo album é un album notturno. Le canzoni sono nate quasi tutte dopo la mezzanotte. II colore dominante è il blu, poi ci vedo anche un po’ di “giallo lunare”…

 

Il mio pezzo preferito de L’oscurità di Guillaume è Non amarmi due secondi. Ti va di raccontarci la sua storia?
È una storia di mancanza, di distacco, di perdita… Quando incontrai Guillaume ebbi una specie di folgorazione. Fu un innamoramento a prima vista, mi fece “sobbalzare”. E temetti da subito di non aver più modo di incontrarlo, di sfiorarlo. Seguì una lunga corrispondenza, fatta di promesse, di confessioni, di desideri…  fu tutto così Bello! Ma “troppa Bellezza” fa male”… Questa canzone è legata al timore che le cose troppo belle non possano essere vere, che dai sogni prima o poi ci si debba svegliare. Purtroppo anche io che tendevo ad essere piuttosto addormentata sono stata costretta ad aprire gli occhi… È per questo che nella canzone chiedo al mio amante di “non amarmi due secondi”… avrei voluto fermare il tempo!

 

Cosa rappresenta per te il palcoscenico?
Il Palcoscenico è il luogo magico in cui tutto è possibile. Lì si smette di essere mortali e si diventa dei… lì sono una regina!

 

Quali sono i tre dischi più importanti della tua vita?
Aiuto! Non saprei! Non mi riescono bene le risposte così “categoriche e assolute”. Cambierei la domanda in questo modo, “chi sono gli artisti più importanti della tua vita?” Così, almeno, posso provare a rispondere: Lucio Dalla, I Beatles, Maria Callas.

 

Cosa c’è nel tuo futuro più immediato?
La cosa più imminente di tutte è il ritorno “in patria”: il 28 sarò in concerto a Senigallia, la città in cui sono nata. Poi, in modo più esaustivo vi dico che mi aspettano ancora tanti concerti per portare la musica di questo album  in giro, in Italia e probabilmente anche all’estero, poi la colonna sonora di un film… e presto il nuovo tour insieme al giornalista e saggista Federico Rampini  e il Maestro Valentino Corvino… chi vivrà vedrà!

 

 

Autore dell'articolo: Eleonora Montesanti

Eleonora Montesanti
Nasce nel 1988 e rinasce il giorno in cui si imbatte, per caso, in un concerto degli Afterhours. Ci mette poco a capire che la musica è la sua vita: dopo la laurea in lingue e letterature straniere, Eleonora inizia a scrivere di musica per gioco e, da allora, sono passati 5 anni. L'altra sua passione, infinita e vitale, sono i cani.