No Interview – Il secondo lavoro di Chiara Ragnini è un album che fa “La differenza”

“Quello che è nato è un disco più maturo, con il vestito giusto al momento giusto”, è con queste parole che Chiara Ragnini ci presenta il suo secondo album, La differenza, uscito il 28 aprile.

Dieci tracce in cui si parla di rapporti di coppia, di amore, di amicizia, di dolore, di solitudine, di curiosità e in cui si nota l’evoluzione artistica della cantautrice genovese che non ha più paura di raccontarsi.

 

Questo disco è nato grazie ad una campagna di crowdfunding su Musicraiser che è andata alla grande, con la raccolta del doppio dell’importo rispetto a quello prefissato inizialmente. Come hai vissuto tutto ciò?

Quella con Musicraiser è stata un’esperienza bellissima, soprattutto dal punto di vista umano: per me il rapporto con le persone che mi seguono è fondamentale e l’avventura del crowdfunding mi ha permesso di entrare in contatto diretto con tutti coloro che mi hanno seguita sino ad ora e tanti nuovi ascoltatori che mi hanno scoperta grazie a questa iniziativa. Il crowdfunding è impegnativo, io vi sono stata dietro tutti i giorni per tutti e due i mesi di campagna, ma ne è valsa davvero la pena: l’obiettivo è stato raggiunto e, anzi, superato oltre ogni aspettativa. Sono davvero orgogliosa e felice di aver realizzato l’album insieme a e per le persone che si sono affezionate alla mia musica.

 

 Cosa fa, per te, “la differenza”?

La differenza la facciamo noi, come persone: nel mio caso, ho scelto la strada della sincerità, per mettermi a nudo davvero con la musica lasciando da parte dubbi e paure che forse, sino ad ora, mi avevano impedito di mostrarmi del tutto attraverso le canzoni. Mi sono messa in gioco, sia dal punto di vista delle sonorità che delle liriche, alle quali ho prestato particolare attenzione. Ho scritto tanto e buttato via tanto in questi ultimi anni, facendo un’accurata selezione delle canzoni che avrebbero composto l’album.  La differenza, oggi, è realmente essere se stessi, senza preoccuparsi del giudizio degli altri, nella musica più che mai.

 

 

 Come ti sei avvicinata al mondo dell’electro pop?

Grazie a progetti che mi hanno sempre affascinata e coinvolta fin dall’adolescenza: artisti come i Subsonica, i Massive Attack, i Portishead e, più recentemente, come Selah Sue, cantautrice belga che vi consiglio assolutamente di scoprire, sono stati i miei riferimenti per gli arrangiamenti del disco. In realtà, nonostante l’immagine da cantautrice “pura” chitarra e voce che mi ha rappresentata sino ad ora e che cominciava a starmi particolarmente stretta, ho sempre ricercato nell’ascolto l’attenzione verso il groove, verso il ritmo e l’immediatezza del suono. Rispolverare certi ascolti è stato estremamente utile e stimolante per vestire queste canzoni di sonorità che, ora, mi rappresentano davvero appieno.

 

 “Un colpo di pistola” è il primo singolo estratto da “La differenza”. Un brano di forte impatto in cui si racconta di quegli amori malati che sfociano poi in tragedia, tema molto attuale, purtroppo. Perché hai scelto questo pezzo come anteprima?

Per diversi motivi, primo fra tutti il fatto che “Un colpo di pistola” sia il brano in assoluto più aggressivo del disco: volevo un singolo che fosse davvero di impatto e che rispecchiasse un distacco netto rispetto alla produzione precedente. È importante che si colga l’impegno, la ricerca e la crescita, sia artistica che personale, che ci sono stati in questi anni e questo brano li riassume molto bene in meno di tre minuti.

 

 

Che rapporto hai con la dimensione live e con il tuo pubblico?

L’esperienza in studio è meravigliosa e stimolante ma portare dal vivo le canzoni, soprattutto quelle di questo album, è ciò che più mi gratifica. Come scrivevo qualche riga fa, il rapporto umano, con le persone che mi seguono e mi ascoltano, è il lato più bello di questo mestiere: dal vivo si crea un rapporto quasi simbiotico, è un continuo dare e ricevere emozioni, sensazioni, sguardi e parole. Sarà una bella sfida lavorare agli arrangiamenti con la band per portare sul palco le sonorità del disco, magari in chiave ancora più rock.

 

 A chi dedicheresti questo nuovo lavoro?

A tutte le persone che trovano il coraggio di essere se stesse senza mezzi termini, che si mettono a nudo e che non hanno paura a mostrarsi per quelle che sono.

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.