No Interview – Serena Abrami: L’imperfezione che diventa ricchezza.

Di Imperfezione è il secondo album di inediti di Serena Abrami. Un lavoro poliedrico e dinamico, uscito per l’etichetta Nufabric. Un disco nato dopo anni passati in sala prove insieme a tre musicisti, collaboratori fidati della cantante, Enrico Vitali, Mauro Rosati Marcello Piccinini.

Ho fatto qualche domanda a Serena per conoscere meglio questo “Di Imperfezione”.

 

“Di imperfezione” è il nome del nuovo album. Perché questo titolo?

“Di imperfezione” è il titolo della canzone di apertura del disco. Sia per testo che per musica è quella che mi rappresenta maggiormente, così ho deciso di estendere quel titolo all’intero lavoro. L’album contiene tante anime e questo potrebbe essere visto come una mancanza;  tuttavia, quello che per alcuni potrebbe apparire imperfetto, è stato per me una ricchezza. In fondo viviamo di contraddizioni ed è proprio questa vastità e capacità di contenere “molte cose” a renderci umani.

 

Trovo che alla base dei brani di questo disco ci sia una dolce malinconia di fondo. Riesci a comporre meglio con determinati stati d’animo?

I brani, seppure di matrice “pop – cantautorale”, hanno tutti un sapore crepuscolare. Sono stati composti durante un arco di tempo molto lungo, hanno registrato una sofferenza nell’essere portati a termine e risentono anche degli ascolti miei e dei musicisti che suonano con me, tutt’altro che solari. La musica dentro l’album registra un periodo di passaggio che come la maggior parte dei periodi di passaggio, non è mai semplice.

 

I testi sono stati scritti per lo più con lo scrittore Luca Ragagnin. Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti a Torino, durante la registrazione del singolo Ottobre, prodotto da Luca Vicini dei Subsonica. Luca è uno scrittore ricercato e visionario, che sa trovare le giuste parole per gli stati emotivi, che emana una melodia. E’ un onore avere la sua collaborazione nell’album, la sua anima ha arricchito parecchio le composizioni .

 

Un lavoro che arriva dopo cinque anni dal primo. Immagino che in questo lungo periodo tu ti sia dedicata anche ad altri progetti.

C’è stato il teatro, in particolare il Recital “Una passione slava” in cui io, il pianista Fabio Capponi e la scrittrice Lucia Tancredi abbiamo reso omaggio a Giulia Schuscht, moglie di Antonio Gramsci, figura dimenticata dalla storia, ma di grande importanza culturale e lo spettacolo “La notte di San Giovanni” (compagnia “Gli smisurati”) in cui abbiamo raccontato e cantato storie di Resistenza della mia regione, Le Marche. Durante questo lungo periodo è nato soprattutto un nuovo progetto di inediti che attinge musicalmente dalla new wave e dal dream pop, passando per il blues: una band di matrice anglosassone, “Bankey Moon”, nata dal connubio con il chitarrista Enrico Vitali e il batterista Cristiano Gradozzi. Le idee sono tante e ad indirizzarle in un unico progetto non fa parte del mio carattere.

 

Hai condiviso il palco con tanti artisti sia della scena italiana che internazionale. Hai imparato qualcosa di prezioso da loro? E con chi altro ti piacerebbe duettare?

La capacità di ascolto senza giudizio e l’importanza delle parole mi sono arrivate da un artista in particolare: Ivano Fossati. Non ho pensato alle voci con cui mi piacerebbe duettare, ci sono tanti artisti in Italia che stimo. A livello vocale, Ginevra di Marco, Nada e Cristina Donà rimangono tra le mie preferite. Collaborare con una di loro sarebbe bellissimo!

 

Quando partirai con il tour?

Abbiamo iniziato a suonare il disco a partire dal maggio 2016, in modo da testare le reazioni del pubblico prima della chiusura del master. All’anteprima del video “Di imperfezione” è seguita la sua presentazione alla Galleria D’arte Centofiorini nella mia città, essendo il video stesso una sorta di performance visiva. Le prossime date sono pubblicate nel mio profilo fb e sul sito; toccheremo Pescara, San Benedetto del Tronto, Rieti, Ancona, Pordenone, Torino, Roma e tante altre città. Con me, ci sono Enrico Vitali alla chitarra, Marcello Piccinini/ Luca Orselli alla batteria, Mauro Rosati al piano e synth, Sandro Sabbatini al basso. Senza di loro tutto questo non sarebbe possibile!

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.