No Interview – Soviet Soviet: quando la musica è istinto

I Soviet Soviet sono uno gruppo cold-wave / post-punk nato nella provincia di Pesaro nel 2008. In meno di un decennio sono diventati una delle band più importanti di quello stile musicale, sia in Italia, sia in Europa. Endless è il loro secondo LP, uscito lo scorso novembre e accolto positivamente sia dalla critica, sia dai fan. Abbiamo intervistato Alessandro Ferri (batterista) su presente, passato, istintività e aspirazioni. Buona lettura!

 

di Eleonora Montesanti

Sono passati un paio di mesi dall’uscita del vostro secondo LP, Endless. Come sta andando? E’ stato accolto come vi aspettavate?
Sta andando molto bene. Lalbum ha ricevuto ottime recensioni. Dal punto di vista dei live non possiamo lamentarci, c’è molta gente e penso che le nuove canzoni piacciano. Quindi direi tutto estremamente positivo.

Siete una band che fa moltissimi concerti e che associa molto la dimensione del live anche alla creazione di nuovi brani. Cosa rappresenta per voi il palcoscenico?
E’ il motivo per il quale facciamo la nostra musica. La dimensione live è il collegamento tra la sala di registrazione e le persone. Non potremmo mai farne a meno.

Vi va di raccontarci il processo creativo di Endless e le influenze artistiche, musicali, sociali, … che vi hanno accompagnato durante la sua nascita?
Endless ha avuto un processo creativo molto più lungo rispetto a Fate. Ci siamo presi il nostro tempo, abbiamo lavorato su tutti gli aspetti, dai suoni allarrangiamento, per poi passare ai testi. Ci sono moltissime influenze al suo interno. Sono passati 3 anni dallultimo album e in questo periodo abbiamo fatto molti tour, abbiamo incontrato molte persone, abbiamo avuto lonore di suonare con band davvero importanti per noi e abbiamo arricchito il nostro bagaglio di esperienze. Sono tutti fattori che hanno contribuito alla nascita di Endless.

Dunque per voi cosa rappresenta l’uscita di un disco?
E’ la presentazione di quello che siamo, espresso in musica. In maniera molto sintetica è questo il concetto. Lavorare per tanto tempo su un progetto, investirci tempo, denaro e risorse ne aumenta il valore emotivo. Nel momento in cui esce il disco si spera sempre che vada bene, che sia apprezzato dalla critica e dai fan.

Com’è essere una band post-punk / cold wave nella provincia di Pesaro?
Siamo contenti di avere la possibilità di suonare e di farci conoscere in Italia e fuori. Il fatto che veniamo da Pesaro e che suoniamo questo genere di musica sicuramente può essere un ostacolosoprattutto allinizio.

A febbraio farete un tour europeo. Quali sono le differenze sostanziali rispetto ai vostri concerti in Italia?
Penso lorario di inizio dei live! 🙂 C’è un modo differente di viverela musica.

Se aveste la possibilità di collaborare con un artista – del presente o del passato – chi sarebbe? (Potete sognare in grande!)
Del presente ti direi i Mass Gothic.

Quali sono i tre dischi più importanti della vostra vita?
Parlo per me (Alessandro Ferri – batterista)
Silent Alarm – Bloc Party
What is it to burn – Finch
Funeral – Arcade Fire
ma ce ne sarebbero altri mille da inserire.

Prendendo alla lettera il titolo del nuovo disco, Endless, cos’è che per voi è infinito?
Molto semplicemente ti direi che è la capacità di vivere a pieno ogni cosa, momento e situazione.

Come vi vedete da qui a dieci anni?
Con i capelli più grigi e forse più grassi. 🙂

 

Qui sotto potete leggere le date dell’ENDLESS TOUR:

 

 

Autore dell'articolo: Eleonora Montesanti

Eleonora Montesanti
Nasce nel 1988 e rinasce il giorno in cui si imbatte, per caso, in un concerto degli Afterhours. Ci mette poco a capire che la musica è la sua vita: dopo la laurea in lingue e letterature straniere, Eleonora inizia a scrivere di musica per gioco e, da allora, sono passati 5 anni. L'altra sua passione, infinita e vitale, sono i cani.