No Interview – Tranquilli, “Niente di strano”! Il nuovo singolo di Gionathan


Gionathan è tornato e l’ha fatto in grande stile: si intitola Niente di Strano il nuovo singolo. Una ballad dal sapore soul che parla del coraggio di sapersi mostrare per quello che si è.

In attesa del nuovo album abbiamo fatto qualche domanda al cantautore torinese.

Ci racconti com’è nato “Niente di strano”?

“Niente di strano” nasce dalla voglia, che avevo da tempo, di scrivere una ballad con quelle sonorità, un 6/8 che ti cullasse ma con carattere. Sono partito buttando giù 4 accordi e una base molto semplice con batteria, basso e un rhodes; avevo in mente delle parole e un abbozzo di melodia, che ho tirato giù, ma era tutto ancora molto sfocato, come se la canzone fosse nell’aria ma non riuscissi ancora a tradurla. L’ispirazione vera è venuta una notte, qualche mese dopo, guidando per il centro di Torino, senza una meta precisa… è una cosa che mi rilassa e che ogni tanto faccio con la mia famiglia, così, per il semplice gusto di farlo. Quella notte la città era viva, ma si respirava una pace irreale, mi ricordo che guardai nello specchietto e vidi mio figlio dormire nel suo seggiolino, il faccino illuminato dalle luci dei portici. Tornati a casa, mentre tutto intorno a me dormiva, nacque il pezzo veramente, con una nota vocale sussurrata al cellulare.

Un paio di giorni dopo la feci sentire ad Antonio Pirrò, caro amico e bassista dei Gionathan & the Groovers, che suona con me da ormai tre anni; se ne innamorò subito e mise giù un arrangiamento stupendo. A settembre il pezzo era pronto, fummo presentati da un’etichetta a SanRemo Giovani 2018, ma non andò come speravamo.

Il brano parla anche della forza necessaria per ammettere le proprie debolezze, quanta consapevolezza e coraggio occorrono per eliminare le armature che spesso si indossano?

Accettare di non poter bastare a se stessi, di aver bisogno che qualcuno stia al nostro fianco e ci dia una mano, è una delle cose più difficili che esistano. Parlo per me ovviamente che sono una persona piuttosto orgogliosa, abituata a fare da me un po’ in tutti i campi. Spesso sono le delusioni della vita a portarti a certe scelte apparentemente egoistiche o egocentriche, è l’unico modo che ti sembra di avere per restare in piedi in certi periodi, ma poi arrivi ad un punto in cui capisci due cose: uno, il fatto che tu abbia incontrato persone inaffidabili o non all’altezza della situazione che ti hanno deluso o ferito, non implica che tutti siano così o che la cosa si debba ripetere; due, la maggior parte delle volte la colpa è condivisa. Dire e dirsi “ho sbagliato, scusa”, perdonare se stessi e gli altri è il primo passo. A me è servito, ma è una regola universale. E’ lì che cadono le maschere e si trova la forza di essere se stessi… “sono forte quando sono debole” scriveva un uomo saggio secoli fa. Ci vuole coraggio, ma ne vale la pena.

Questo singolo è l’anticipazione di un disco?

Non è nato per esserlo ma invece lo sarà, eheheh. Il disco uscirà entro fine anno. L’idea iniziale era quella di fare uscire in questo 2018 una serie di singoli, senza pensare ad un album, ma “Niente di strano” è piaciuto così tanto che pare si stiano creando le condizioni per pubblicare un disco completo verso questo autunno. Ci stiamo lavorando.

Cantautore, producer e videomaker, com’è cominciato il tuo percorso artistico?

A casa. Ascoltando la musica che mio padre metteva su (blues americano e cantautorato italiano), vedendolo suonare la chitarra nello studiolo casalingo e seguendolo alle prove dei suoi gruppi. A 12 anni poi arriva la folgorazione per il cinema grazie a Spielberg, in pieno stile Dowson… Le due cose sono andate di pari passo, ho cominciato a smanettare con synth, registratori, telecamere e programmi di montaggio, fino a quando lo studiolo di papà è diventato uno studio vero e proprio.

I primi progetti musicali veri e propri nascono negli anni delle superiori, suonando cover con le rock band della scuola e cominciando a scrivere e produrre le prime canzoni, che avevano un sound decisamente più hip hop.

Durante l’università le cose sono poi diventate più serie, studiavo cinema la mattina in aula e canto il pomeriggio, quest’ultimo pagato anche grazie ad un lavoro part-time in un call center; in tutto questo riuscivo anche a trovare il tempo per produrre canzoni, infatti le prime uscite risalgono a quel periodo. Da allora ho sempre seguito personalmente tutta la parte produttiva dei pezzi e dei video, fino a “Niente di strano”.

E il tour come sta procedendo?

Credo che il tour vero e proprio partirà da dopo l’estate, con un paio di eventi piuttosto importanti sul nord italia. Stiamo però organizzando un mini tour al sud per l’estate. Non dico niente ma le premesse sono buone. Anche in questo caso il lavoro è home made, senza agenzie di booking.

Quello che posso dirti è che il nuovo show live piace un sacco, il pubblico canta, balla, si emoziona ed ogni volta è un’esperienza impagabile.

Domanda Nonsense: la prima volta che hai cantato in pubblico?

Credo risalga all’asilo, recita di fine anno, teatro parrocchiale del paesello, sold out.

Buio, io solo sul palco, occhio di bue.

Ho ricordi molto offuscati al riguardo, ma dai racconti dei miei fu un vero successo… di coraggio, un disastro artistico. Non presi una nota.

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.