No Interview – “Tutti Su Per Terra” per gli Eugenio In Via Di Gioia

Abbiamo fatto una bella chiacchierata con gli Eugenio in Via di Gioia, che ci presentano il loro ultimo album “Tutti su per terra”, album dal cuore siciliano e dai temi molto attuali, che segna un nuovo percorso per la band. Ovviamente si parla anche di concerti ritardatari con gli esperti del settore.

Cosa significa “Tutti su per terra” per voi?

Tutti su per terra è un piccolo gioco di parole per sintetizzare in modo ironico l’immagine della copertina del nostro album. L’immagine del titano greco che porta sulle sue spalle il peso dell’intero universo viene rivoluzionata e l’uomo è effettivamente “su”, ma comunque “per terra”.

Avete scelto la Sicilia per la produzione artistica dell’album. Com’è nata la collaborazione con Fabio Rizzo?

Per puro caso. Abbiamo ascoltato un po’ di dischi registrati nello studio Indigo e ci sono piaciuti, poi l’idea di prendere e lasciare tutto per un mese e registrare lontano da tutto ci intrigava molto. Devo dire che siamo rimasti decisamente soddisfatti di Palermo e di Fabio!

Che tipo di contributo ha dato ai vostri brani?

Siamo arrivati a Palermo con le idee molto chiare. Il disco era stato già lavorato molto nello studio di Marco Libanore dove abbiamo registrato il primo album (Lorenzo Federici). Fabio ha fatto un grandissimo lavoro sui suoni e sugli ambienti, lavorando come uno stacanovista per finire tutto in tempo prima che tornassimo a Torino.

Dietro i giochi di parole si nasconde una profonda amarezza nei confronti del mondo e della società. Che realtà ci rappresentate in questo album?

Il disco cerca di porre attenzione su temi nei quali l’umanità dovrebbe darsi da fare per migliorare. Abbiamo cercato di mettere a fuoco i punti deboli del nostro tempo nei quali ogni giorno cerchiamo di cambiare anche in noi stessi.

Parlate anche di pace nell’album. Nel nostro periodo storico non è certo una cosa scontata…

No, esatto, la pace mondiale di cui si parla altro non è che la guerra spostata da un’altra parte. Il ruolo degli eroi moderni è quello di riuscire a tenere lontano il conflitto. Sono eroi di cui l’Occidente ha bisogno per continuare a vivere mantenendo lo stile di vita a cui si è abituato.

Voi che siete esperti di concerti ritardatari, cosa ne pensate della scena live in Italia e di come viene trattata la musica nelle radio?

Non ci rassegneremo mai ai concerti che iniziano sempre più tardi, speriamo di poter invertire la tendenza, così come speriamo un giorno che la radio in Italia possa dare sempre più spazio ad artisti indipendenti grazie alle piattaforme di musica in streaming che realmente premiano i progetti che funzionano.

Dove potremo ascoltarvi dal vivo?

Al Quirinetta, domani stesso! Dalle dieci in poi, aprirà le danze Estuario e poi ci saremo noi in concerto, in chiusura il DJ set di Sei tutto l’indie di cui ho bisogno! Non si può mancare. Inoltre il 24 aprile saremo a Milano, il 27 a Bologna e il 5 e 6 maggio a Torino.

Intervista a cura di Egle Taccia

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!