NO MOVIE – Pirati dei Caraibi: La Vendetta Di Salazar

 

SPOILER

Jack Sparrow, dopo aver tentato il colpo del secolo, viene catturato e condannato a morte. Proprio mentre sta per essere decapitato, il figlio di Will Turner fa letteralmente irruzione sulla scena e lo salva, poiché solo Capitan Jack può recuperare il Tridente di Poseidone e spezzare una volta per tutte la Maledizione dell’Olandese Volante…

Diciamolo: chi non sognava di vedere finalmente sul grande schermo questa nuova, esaltante, avventura del Capitano più amato del cinema (scusa Kirk, ma Jack è Jack)? Tutti, me compreso. Ricordo che settimane prima dell’uscita del film ero in trepidazione perché pensavo alle strabilianti avventure di Jack e Angelica, alla vendetta di quest’ultima nei confronti di Jack, a come avrebbe fatto il Capitano a trarsi d’impiccio…
E invece: come successo con il film Alice In Wonderland le attese non sono state ripagate appieno e la storia ha stentato a decollare, quindi il mio sogno è rimasto chiuso nel cassetto. Non lo so con certezza, ma ho la netta sensazione che la Disney da Pirati dei Caraibi – Oltre I Confini Del Mare non sappia più che cosa farsene del mitico capitano Jack e la sua ciurma di smargiassi, ed è un vero peccato perché la storia potrebbe ancora offrire tantissimi spunti, se solo decidessero di seguire un filone unico. Già , perché il punto è proprio questo: a livello di storia, di trama e di continuità la pecca più vistosa è quella di non aver proseguito la trama della storia precedente: dov’è finita Angelica, l’amante di Jack e “figlia” del temibile capitan Barbanera? L’avevamo lasciata su un’isola deserta in compagnia della bambola voodoo di Jack, quindi si erano creati tutti i presupposti per un nuovo Pirati dei Caraibi al cardiopalma; invece la produzione ha deciso di creare dal nulla il personaggio di Salazar (riuscendo, c’è da dirlo, a caratterizzarlo perfettamente) e andando a scavare nel passato di Jack, dando informazioni che allo spettatore interessano poco o nulla, anche perché non sembrano avere nessun contatto con la storia globale della Saga (mi spiego: nel Secondo episodio della Saga – La Maledizione Del Forziere Fantasma – Tia Dalma dice di aver regalato la bussola a Jack, mentre in questo episodio Jack la prende dalle mani del suo Capitano defunto: WTF?!?!? Quale delle due versioni è vera?).

Dunque il nuovo Pirati dei Caraibi è un film da buttare? Assolutamente no poiché ci sono note di merito vistosissime e spettacolari. La prima riguarda i nuovi personaggi che accompagnano Jack: la Disney non è nuova a creare personaggi femminili cazzuti e ben caratterizzati (Elizabeth Swann la sa lunga, benché in questo film abbia una parte di 30 secondi cronometrati a fine film), tuttavia questa è la prima volta, credo, che nella saga Disney una donna riveste i panni della scienziata e che, quindi, tenti di smontare tutta l’aura di magia che avvolge le leggende del mare. Purtroppo, però, la funzione che questo personaggio svolge all’interno del film è deleteria per l’intera Saga perché il suo punto di forza è proprio questa magia. Come se non bastasse il personaggio della scienziata a guastare tutto il film, l’altro personaggio nuovo, con la sua smania di spezzare la maledizione che lega suo padre all’Olandese (uhm… Questa cosa credo di averla già vista da qualche parte…!) dà il colpo di grazia di tutto il film: se il mondo di fantasia dei pirati dei Caraibi si regge sulle maledizioni e sulle stregonerie, infatti, abbatterle ed estirparle rende l’intera saga poco interessante; tanto vale guardarsi un documentario sulle barche a vela!

La seconda nota di merito del film è data dall’aspetto tecnico: gli effetti speciali sono spettacolari e decisamente “realistici” benché in qualche rara occasione mi sia uscito un WTF grosso come una casa (una su tutte il trascinamento di un’intera banca da parte di un gruppo di cavalli). Una cosa analoga va detta anche per la colonna sonora del mitico Hans Zimmer: su di lui non c’è quasi nulla da dire poiché è il miglior compositore di colonne sonore che esista, dato che sa emozionare come pochissimi altri (John Williams e Morricone, tanto per capirci!); tuttavia è il suo modus operandi a lasciarmi un pochino esterrefatto, perché dopo aver sudato sette camicie per regalare una colonna sonora originale nella trilogia di Davy Jones, adesso Zimmer sembra stia riciclando i suoi temi (ideati per personaggi e occasioni precise) in questi altri film che, in teoria, meriterebbero ben altri temi e ben altre musiche. Inutile dire che tutto ciò crea una sorta di profondo straniamento nello spettatore perché sarebbe come sentire il tema di Darth Vader accostato agli Ewoks (il che farebbe uscire tanti WTF quante sono le lettere contenute nella parola “supercalifragilistichespiralidoso”).

Ok, mi starete dicendo voi: che cosa vuoi dirci, che Pirati dei Caraibi 5 ti ha fatto cagare? Ripeto: assolutamente no perché preso come film singolo, cioè staccato dalla saga di cui sembra gli sceneggiatori non avrebbero voluto facesse parte, questo film è di una qualità impareggiabile. La trama del film è coerente in tutte le sue parti, non ci sono buchi di sceneggiatura, la colonna sonora è talmente bella da avermi dato i brividi, i personaggi sono uno più spettacolare dell’altro, gli effetti speciali sono travolgenti e mozzafiato; è solo che questo film fa pur sempre parte di una saga e come tale va considerato. Da qui il mio pessimo giudizio: non si può aspettare 6 anni per fare uscire un altro film di una saga, perché ciò denota una chiara, inequivocabile mancanza di idee (che traspare magistralmente bene in questo film). Basti pensare al fatto che la prima trilogia (anzi, l’unica, vera trilogia dei Pirati dei Caraibi) è stata realizzata in soli 4 anni (dal 2003, anno di uscita del film La Maledizione della Prima Luna al 2007, anno di uscita di Ai Confini Del Mondo).

 

Autore dell'articolo: Nicolo Grascelli

Nicolo Grascelli
Nerd, serializzato, disneyano convinto, a volte cinefilo; adoro tutto ciò che riguarda la Settima Arte e l'Arte in generale. Nel mio tempo libero, mi diletto a suonare la batteria.