No New – “Bushi” è un guerriero, un disco, un trio

È uscito a settembre il disco omonimo di Bushi, progetto nato da un’idea di Alessandro Vagnoni, responsabile anche delle musiche dei testi e del concept di questo lavoro. Ad accompagnare Alessandro (Bologna Violenta, Ex Infernal Poetry, Ex Dark Lunacy) Davide Scode (Ex Kingfisher) e Fabrizio Baioni (Drunken Butterfly, Spirale, Cirro).

 

“Bushi” è il termine con cui, in giapponese, si indica un Samurai. È corretto? Perché la decisione di dare questo titolo al disco?

[Alessandro]: Col termine “samurai” viene designato il guerriero al servizio della nobiltà, mentre “bushi” è il guerriero in senso lato. Nell’evo moderno i significati dei due termini hanno finito per coincidere. Perché Bushi? Perchè il Samurai? Una volta scritti i primi tre o quattro brani dell’album (ben sei anni fa), sono andato alla ricerca di un soggetto grafico e, trovata per caso su Google, ecco apparire una maschera del teatro giapponese. Mi sembrava perfetta. Da lì il nome Bushi e la decisione di scrivere testi che fossero haiku (brevissimo metro tipico della poesia giapponese). Credo che questo immaginario grafico/lirico traduca benissimo quello che avevo in testa: una dicotomia, uno scontro di sensazioni tra delle chitarre basse e distorte contro voci pulite e molto armonizzate (le due anime in contrapposizione del Samurai/Ronin).

Qual è la genesi dell’album?

[Alessandro]: E’ nato tutto da un esperimento fatto sulla chitarra: una particolare accordatura che mi sono inventato (tutte le corde in Sol). In pratica mi sono imposto una “regola” e ho lasciato che lo strumento mostrasse la via. Come dicevo, i brani risalgono a sei anni fa, composti e arrangiati in solitaria, non prevedendo che tutto questo si sarebbe tradotto in un disco pubblicato ufficialmente; non prevedevo neanche di avere ora una band con la quale portare in giro la mia musica.

L’immagine di copertina, invece, com’è stata scelta?

[Alessandro]: Come dicevo, ho trovato l’immagine di una maschera (quella che vedete in copertina) su Google. Rubata, quindi…

 

 

Bushi è anche il nome del trio. Come ha preso forma questo progetto?

[Alessandro]: Questo progetto è rimasto per anni chiuso nel cassetto (o meglio in un hard-disk). Non avevo proprio idea di cosa farne e, francamente, a quel tempo non avrei avuto le possibilità di poterlo pubblicare con un’etichetta seria, con un ufficio stampa con gli attributi, etc. Quindi l’ho messo in stand-by per un bel po’, non volendo buttarlo via per la smania di vomitare musica (malattia da cui sono comunque affetto). Aver iniziato a collaborare con Nicola Manzan (Bologna Violenta) e con Nunzia Tamburrano di Dischi Bervisti è stata la svolta. E poi sono arrivati gli eccellenti musicisti che rispondono al nome di Davide Scode e Fabrizio Baioni.

[Davide]: Alessandro aveva in cantiere questo progetto da tempo ed era arrivato il momento di portarlo alla luce, trovando i musicisti per portarlo dal vivo. L’ho conosciuto aprendo alcuni concerti per Bologna Violenta con la band che avevo al tempo (Kingfisher) e siamo diventati amici. Sono stato quindi assoldato.

[Fabrizio]: Io sono entrato nella line up successivamente alla prima parte del tour, dove dietro alle pelli e anche alla voce c’era Matteo Tegu Sideri. Dopo aver ascoltato i pezzi ed averli suonati x qualche ora mi sono entrati subito in testa e non ho faticato affatto a farli miei. Quindi ho accettato subito l’invito di Alessandro e dopo pochi giorni ci siamo sparati un bel po’ di date per la promozione dell’album, uscito il 9 settembre scorso.

Avete già portato live i brani di questo lavoro, come sono stati accolti dal pubblico?

[Alessandro]: Abbiamo già collezionato una ventina di date (da maggio ad ottobre di quest’anno) e la cosa, già di per sé, è ragguardevole. Noto con piacere (e anche sorpresa) che questo tipo di musica, che si discosta molto da tanto sludge / noise / post-hardcore che va per la maggiore ora, sembra piacere. Di questo sono contento.

[Davide]: Direi piuttosto bene, soprattutto recentemente; alcuni cambiamenti hanno favorito la coesione fra di noi e quando ti diverti sul palco si vede. Abitiamo molto distanti fra di noi e ci vediamo solo per suonare dal vivo e questa è stata una caratteristica che abbiamo dovuto imparare a gestire inizialmente.

[Fabrizio]: I brani nel formato live hanno un tiro da paura perché sono immediati e travolgenti, nonostante la presenza di arrangiamenti non sempre facili che però allo spettatore arrivano diretti in faccia in maniera quasi pop. E questa secondo me è una gran cosa….

Domanda Nonsense: Se ognuno di voi dovesse scegliere il nome di un guerriero che lo rappresenti, quale sarebbe?

[Alessandro]: Risposta nonsense: https://www.youtube.com/watch?v=fK8LrzzC4-8.

[Davide]: Torakiki.

[Fabrizio]: Per quanto riguarda il nome del guerriero che potrei essere… facciamo Modulator! ma questo forse lo capiranno solamente Davide ed Ale.

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.