No New – “Debut”: innovazione ed eleganza nell’esordio di DiMaio

Si intitola Debut il disco d’esordio del controtenore DiMaio. L’album (INRI classic, distribuito da Warner Music Italy), ci propone qualcosa di unico e innovativo: suoni del passato che si fondono con sonorità elettroniche. La tracklist mira ad avvicinare il pubblico mainstream al mondo barocco e a riportare i brani, con eleganza e rispetto per gli originali, a sonorità più attuali.

Dopo i videoclip di “Lascia ch’io pianga” e “Vedrò con mio diletto” che hanno anticipato l’uscita del disco, da metà giugno è disponibile anche quello dell’ “Ave Maria di Caccini”.

 

Il tuo è un progetto ambizioso, anticonvenzionale per certi versi,  musica barocca che si fonde con l’elettronica nordeuropea, accompagnata dagli arrangiamenti curati da Dardust. In che modo ti sei avvicinato a questa scelta assolutamente innovativa? 

Conosco Dario Faini da anni ed ho sempre apprezzato la sua musica, il suo talento e il suo essere fortemente poliedrico.
Quando ho iniziato a riflettere su come poter sfruttare questo mio particolare registro vocale per caso ci trovavamo in Islanda nello studio di registrazione dei 
Sigur Ros, lui suonava il piano. È in questa situazione che l’ispirazione ha incontrato un sogno, che nel mio immaginario ha unito i nostri profili artistici e fuso insieme i nostri due mondi.
Ci tenevo fortemente che il mio progetto rappresentasse qualcosa di innovativo contro le regole e che fondesse insieme due sonorità opposte inesplorate ed attraenti.
Mi piace pensare al mio album come un simbolo di libertà di espressione, un progetto contro ogni logica convenzionale ma che con gusto ed esperienza interpreti capolavori del repertorio barocco con uno stile mai usato prima.

Cosa raffigura per te “Debut”? 

Un bellissimo traguardo ed un impegnativo e affascinante punto di partenza.

C’è un brano presente nella tracklist che, a tuo avviso, rappresenta meglio questo disco?

Sì, il più audace e coraggioso secondo me è la traccia numero 4, “Sposa non mi conosci”, di Giacomelli.
Un susseguirsi di note tenute, trilli, variazioni avvolte da un arrangiamento travolgente e al limite dell’eccesso.

La prima volta che hai ascoltato il disco cos’hai pensato?

Povero me. 😉 Scherzo…
Mi sono commosso tanto.
Era nato il sogno tanto atteso.

A che età e come ti sei avvicinato alla musica classica?

Dopo aver ottenuto un ruolo da controtenore per uno spettacolo teatrale al Sistina di Roma ho deciso di approfondire gli studi e l’incontro con Giuseppe Nicodemo, il mio attuale vocal coach, è stato determinante per intraprendere questo delicato percorso.
Parliamo di circa sei anni fa.

È anche grazie al Premio Oscar Luis Bacalov se hai avuto il coraggio di intraprendere la carriera di controtenore. Com’è avvenuto questo incontro?

Ho avuto la fortuna di lavorare in una sua opera teatrale “Estaba la Madre” per il teatro Nazionale di Roma.
Lui si accorse più di ogni altro di queste mie potenzialità vocali quasi per caso e mi spinse a riflettere su quali possibilità potesse darmi un percorso da controtenore.
All’epoca rimasi un po’ scettico ma questa conversazione con lui è rimasta indelebile nei miei pensieri negli anni fino a maturare la decisione di intraprendere questo impegnativo percorso di studi.
Oggi lo ringrazio infinitamente.

Cosa si prospetta nel futuro imminente di DiMaio?

Stiamo lavorando ai live e alla promozione e per l’inverno ci saranno delle belle sorprese che per ora non vorrei svelare.

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.