No New – “Divorami”, il disco d’esordio dei Manitoba

Li avevamo intervistati la scorsa estate in occasione dell’uscita del loro primo singolo, “Brasilia”, e oggi li ritroviamo per parlare del nuovo disco, Divorami, uscito a marzo per la Sugar. Stiamo parlando dei Manitoba, ovvero Filippo Santini e Giorgia Rossi Monti.  

“Divorami”, la title-track, è ispirata alla poetica di Bukowski, ma ci sono anche altri riferimenti musicali e non. Ce li descrivete?

“Divorami”: alcuni ci sentono il punk, altri ci hanno detto che è stile Baustelle, altri magari possono pensare al “bacio feroce” di Saviano. 

La verità è che è un po’ tutte queste cose e niente di tutto questo. L’abbiamo scritta pensando a quanto ogni tanto fa male vivere e quanto fa male angosciarti per tutte le cose che devi fare, ma quanto, in fondo, sia anche l’unica cosa bella della vita. Quindi diciamo che è un campo di indagine storicamente molto ampio e con mille riferimenti culturali.

È evidente il lavoro minuzioso che c’è dietro ad ogni singolo brano, soprattutto per quanto riguarda le melodie vocali. Quanto vi ritenete perfezionisti?

Tanto, e il nostro produttore Samuele Cangi lo è ancora di più. Le melodie vocali sono importantissime per poi rendere le parole e i testi significativi. Quindi sono la cosa fondamentale di una canzone. Come dice Alberto Ferrari: “Una canzone è una canzone su cui lavorare quando ci trovo una linea melodica importante”

È una “semicit”, ma il concetto è questo. 

“Stai su” è una canzone che parla di fiducia e mi piace molto la scelta di cantare una frase ciascuno, è un modo per dare ancora più vigore al senso del brano…

Sì. Ce la cantiamo a vicenda , e sarebbe bello che si cantassero una frase a testa anche quelli che la ascoltano…

Prima i testi o prima le melodie?

Prima le melodie. Verdena style, Battisti style etc etc. Anche se col tempo abbiamo capito che qualcosa da dire lo abbiamo anche con le parole. E quindi abbiamo deciso di morire di lavoro non solo dietro alle melodie, ma anche ai testi. Ormai lavoriamo più o meno lo stesso tempo su entrambe le cose. 

Parlando di live, com’è stato aprire il concerto dei Franz Ferdinand?

Assurdo, perché il pubblico ci ha acclamato quasi come fossimo headliner. Persone eccezionali, sia i Franz Ferdinand che il loro pubblico.

E del vostro tour di presentazione, invece, cosa ci raccontate? Come sta procedendo?

Bene. Con serate da 10 in pagella e altre da 6. Ma mai insufficienze. Perché ci piace essere costruttivi e perché ci impegniamo molto a suonare bene in ogni situazione. A creare uno show divertente e riflessivo nei diversi momenti della scaletta. Al Glue di Firenze, per la prima volta, abbiamo visto tante persone venire per noi, solo per noi, e cantavano i nostri pezzi. È stato indimenticabile. La prima volta. Il Glue era praticamente pieno. 

Domanda Nonsense: Istinto o razionalità?

Istinto. Che poi altro non è che perdita di razionalità. Quando perdi una cosa in fondo non la perdi mai veramente, no? Quindi direi istinto e razionalità, senza il bilanciamento di queste due cose credo sia impossibile fare musica. 

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.