No New – I Figé de Mar: il mare, la musica e Guccini

Negli ultimi scampoli di Agosto vi immaginiamo in spiaggia, a godere degli ultimi giorni di ferie; e allora vi presentiamo una band che il mare ce l’ha nel nome e nell’animo: i Figé de Mar, quattro spezzini uniti dal mare, dalla musica e da Guccini.

 

Ci spiegate il vostro nome?

 “Figé de mar” significa “ragazzi del mare” in dialetto ligure; è un’espressione non filologicamente impeccabile, presenta un paio di forzature linguistiche in favore di una pronuncia fluida, un nome che evochi e che abbia un bel suono. Un po’ come ha fatto De André con la lingua delle canzoni di “Crêuza de mä”, al quale il nostro nome si ispira: le parole sono state scelte più per la capacità evocativa contenuta nel suono che per il significato.

 

Dai vostri testi, dalle atmosfere dei brani, dal titolo dell’Ep sembra che il mare sia un elemento fondamentale per i Figè de Mar; quanto ha influenzato la vostra musica e le vostre vite?

Diciamo che se nasci e cresci in una realtà come la nostra (quella spezzina) il mare non può non influenzarti, anche solo a livello inconscio. È un elemento che fa parte della città stessa, si può dire. Per quanto riguarda il gruppo nello specifico, due di noi lavorano sulle navi: quindi nel mare ci stanno “immersi” per un certo periodo dell’anno. Del resto, nelle nostre canzoni riferimenti al mare ci sono quasi sempre, come fosse un punto di riferimento rispetto al quale capire come muoversi: il molo, il faro, il porto, il lungomare…

 

Di voi si dice che vi ispirate a tutto quel cantautorato italiano di fine ‘60-’70 racchiudibile nel trittico De André-Guccini-De Gregori ma anche Modena City Ramblers, Dylan nella poetica e, mi permetti di aggiungere, Bruce Springsteen… C’è stato un autore che, tra tutti, ha più influenzato la vostra formazione?

 (Lorenzo ti ringrazia per aver colto le influenze springsteeniane). Possiamo aggiungere anche i Nomadi alla cerchia delle influenze principali; per quanto riguarda l’autore che ci ha influenzato di più, è difficile indicare un nome solo. Possiamo mettere Guccini e Faber allo stesso livello, anche se Guccini, come figura e come artista, ha avuto il merito di farci conoscere e suonare insieme.

 

Avete pubblicato il primo singolo “La città” nel 2016 e nel 2017 è uscito il vostro primo EP Come un navigante, qual è stato il percorso che vi ha portati a pubblicare l’EP?

Il progetto dell’EP c’era già fin dall’inizio, ma con il primo singolo abbiamo voluto “mettere fuori la testa”, affacciarci un attimo per vedere che aria tirava, come rispondeva la gente. L’EP è poi arrivato in un secondo momento, anche sulla scia delle risposte positive ottenute col singolo. L’avremmo pubblicato in ogni caso, perché rappresenta il risultato di questi nostri primi anni insieme, però così è stato più facile, eravamo più incoraggiati a farlo.

 

Con quale autore vi piacerebbe collaborare?

Beh, una collaborazione con Guccini sarebbe un po’ il sogno di tutti noi, ma è un’utopia, dal momento che lui ha deciso di smettere con la musica già cinque anni fa. Sarebbe per noi fantastico collaborare coi suoi “musici” o coi Modena City Ramblers, ma abbiamo come l’impressione che anche queste siano utopie…

 

Dove potremo ascoltarvi live?

Il 2 settembre a Spezia, ad un evento benefico.

 

Autore dell'articolo: Giorgia Molinari

Giorgia Molinari
Nasce nello stesso paese di Martufello, dove cresce mangiando crostatine alle visciole. Scegliendo di seguire i sogni, si iscrive ad Archeologia innamorandosi della preistoria anatolica. La vita da pendolare non fa per lei: impacchetta la sua roba e approda a Rebibbia insieme al pappagallo Rio; a casa giù torna spesso, ché 90km son troppo pochi per fuggire davvero. Vorrebbe essere una bolla di sapone, crede di essere una volpe selvatica, in realtà cerca di fare tutto incastrando vita e accolli.