No New – Essere “Fuorimoda” è la carta vincente di Elisa Genghini

Ad aprile è uscito il suo secondo disco, Fuorimoda e a giugno il nuovo libro, Sposerò Manuel Agnelli. Lei è Elisa Genghini, cantautrice e scrittrice riminese e soprattutto un vero tornado di ottimismo. Un’artista che mette ancora in primo piano le parole, quelle nelle quali non è difficile immedesimarsi, che si tratti di leggerle o di ascoltarle.

Fatevi trasportare da un genuino entusiasmo!

 

Cosa mettiamo prima in ordine d’importanza, scrittrice o cantautrice?

Come dico spesso, mi sento scrittrice per caso, cantautrice per masochismo.

La mia prima canzone l’ho scritta quando il mio primo fidanzato mi ha lasciato e poi ho capito che dopo che ti lasciano è molto più utile scriverci su che lanciarsi dalla tromba delle scale, per esempio.

E quindi con il tempo ho accumulato canzoni di auto-conforto.

Poi un giorno qualcuno mi ha detto che ero brava a scrivere, che avrei potuto scrivere anche in prosa.  Io ci ho provato per gioco e un po’ ha funzionato. Ma se dovessi scegliere, io da grande vorrei fare la cantautrice.

Come procede la conquista? Riuscirai mai a far capire a Manuel Agnelli che la donna della sua vita sei tu?

Mi piace più l’idea di provarci sempre senza riuscire mai. Un po’ come J. la protagonista del mio romanzo. Se Manuel Agnelli mi venisse a cercare per dirmi qualcosa credo che scapperei a gambe levate farfugliando parole prive di senso.

Mi piace l’idea che il mito che accompagna la mia via da tanti anni, alla fine rimanga un mito.

Già non ho il cuore di vederlo in televisione con Levante, mi fa stare male tipo vedere l’ex fidanzato di cui sei ancora innamorata insieme ad un’altra (che naturalmente è più giovane, più bella e più brava di te).

Tutta la storia immagino sia nata una decina d’anni fa quando scrivesti “Volevo sposare Kurt Cobain o fidanzarmi per sempre con Manuel Agnelli”…che poi cosa c’entrava Cobain?

Nulla, infatti, era l’editore, ai tempi, che quando avevo proposto il titolo del mio librino (che volevo già fosse “Sposerò Manuel Agnelli”) mi aveva detto: “Manuel chi?, facciamo così, mettiamoci il nome di uno più famoso, nel titolo”, e così ci avevamo messo Kurt Cobain.

 

 

Quanto c’è di te in J., la protagonista del romanzo?

Un po’ come quando scrivevo canzoni dopo i vari fallimenti sentimentali per cercare conforto, J. mi è sempre venuta in aiuto quando musicalmente le cose non sono andate come volevo.
Ai concorsi dove non ho mai vinto, a concerti disastrosi ed imbarazzanti, ai momenti dove mi sono sentita con un camion parcheggiato sulla schiena,  ci ha sempre pensato J. che mi ha fatto scrivere e mi ha consolato e fatto ridere delle mie piccole sfighe.

J. è una parte di me, quella che ha bisogno di sfogarsi e di criticare un certo tipo di mondo interpretandolo in chiave cinica e pessimista, ma tutto sommato divertente. J. è una perdente in partenza, non avendo nulla da perdere in quanto ha già  perso, può dire cose che forse io non ho il coraggio di dire. Evita di farmi prendere alcune responsabilità per certi versi.

Parliamo, però, anche di “Fuorimoda”, il disco uscito nella primavera scorsa. Tante piccole storie raccontate come solo tu sai fare…

Racconto storie che mi riguardano. Sempre con la speranza che possano riguardare anche altre o altri, che qualcuno possa immedesimarsi nelle cose che dico.

Ci sono nomi di donna nel mio disco, di uomo, altre donne, ci sono relazioni e rapporti, non per forza sentimentali, anzi forse a differenza del primo album mancano vere e proprie canzoni d’amore, oppure l’amore c’è ma in un senso più generale. Ci sono anche canzoni ironiche, che è un po’ la direzione che vorrei prendere in futuro. E’ un disco fuori moda perché ce lo siamo fatti da soli, senza dovere aderire per forza agli stilemi della musica di oggi. Io mi sento una vera indipendente in questo senso. Le sonorità sono quelle che piacciono a me. Ci sono per lo più chitarre basso batteria che rispetto alla musica attuale, sono purtroppo totalmente fuori moda.

Il brano che apre l’album  si intitola “Ilaria”, un pezzo rivolto, appunto, a tutte le donne fuori moda, ‘una e trina, forse troppo umana, forse divina’…

Volevo aprire con un pezzo dedicato ad una donna. Una donna d’altri tempi, nella mia testa quasi mitologica e archetipica (che paroloni!)

Quasi un elemento della natura. Qualcosa di libero e ingovernabile, questa è l’idea di una donna fuori moda. Anche perché questo concetto dell’essere donna non è mai andato troppo di moda, purtroppo.

A primo impatto sembri essere quel tipo di artista che non ha paura di buttarsi e, soprattutto, lo fa con un entusiasmo contagioso. Sbaglio?

I miei miti sono Fantozzi e Willy il Coyote: buttarsi sempre e rovinosamente in tutte le imprese fallimentari con immotivato ottimismo è il mio pane quotidiano.

La vita in fondo è fatta per provarci, se vinci al primo colpo ti annoi per il resto della vita, se perdi, imparerai che da qualche parte c’è sempre un’occasione che non puoi perdere e che sarà bella da raccontare magari con una canzone o un romanzo.

Domanda Nonsense: Ma se Agnelli dovesse mai tagliarsi la folta chioma, come la mettiamo?

Risposta Nonsense “manontroppo”: ho passato molti concerti a periziare ossessivamente la sua chioma confrontandola con quella di vent’anni fa. Non ce la raccontiamo. Quei capelli per me sono finti!!!

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.