No New – I “Sogni Lucidi” di Mantovani

“I brani di “Sogni Lucidi” sono un viaggio interiore cosciente in una dimensione onirica, riflessioni sociali e spaccati di vita quotidiana (…)”

E’ con queste parole che Mantovani, musicista, autore e interprete, presenta il suo nuovo album uscito nel novembre scorso. Un disco nato anche grazie all’incontro e alla collaborazione con Andrea Viti, ex bassista degli Afterhours.

 

Domanda banale ma obbligatoria. Ti ritieni un sognatore lucido?

No, non proprio. Non mi definisco un “onironauta” e non ho mai fatto esperienze di sogni lucidi, viaggi astrali e cose simili; mi baso solo su cose che ho letto a riguardo, ma trovo molto affascinanti le testimonianze di “sogni coscienti”. Il titolo dell’album mi è venuto perchè mi attraeva l’idea di tradurre in forma canzone alcuni sogni che ho fatto… un album di pezzi “sognati”; penso di esserci in parte riuscito.

 

In “La corsa all’oro” parli di come la società odierna ci stia imprigionando in una gabbia da cui si fa sempre più fatica ad evadere. Credi che la consapevolezza di ciò possa essere considerato già un piccolo passo in avanti?

Credo di sì, ma temo non basti… penso che l’azione e la volontà siano determinati. La canzone non vuole demonizzare niente in particolare di quest’epoca, anche se un filo di preoccupazione e pessimismo nel testo si possono avvertire; è solo una presa di coscienza su come vanno le cose: sviluppo e velocizzazione tecnologica, sentimento di auto-affermazione, iper-connettività… ma purtroppo un inesorabile allontanamento da noi stessi e dalla vita reale.

 

La registrazione in presa diretta in uno studio lontano dalla città quanto e come ha influenzato il risultato finale del disco?

Credo totalmente! Amo le città e in particolare Milano, quella in cui vivo, ma per raccogliere stimoli e dedicarmi alla registrazione di un album sento di avere bisogno di allontanarmi dal ritmo e dai suoni della città. Il fatto di aver registrato in una situazione quasi bucolica direi, ha influito moltissimo su idee e arrangiamenti, stati d’animo e intenzioni. L’idea della “presa diretta” è stata per andare controcorrente rispetto ai tempi, puntando a fissare il mood e l’ispirazione del momento, piuttosto che ottenere un lavoro eccessivamente “pulito e patinato” di post produzione come spesso oggi è di tendenza fare.

 

“Sogni lucidi” vede alla produzione Andrea Viti, ex bassista degli Afterhours. Quanto è stato importante, per la realizzazione dell’album, questo incontro?

Direi essenziale. Senza Andrea questo disco non sarebbe mai esistito così com’è. La sua esperienza e le sue competenze hanno plasmato e dato forma a un insieme di brani scritti di getto, senza che mi fossi dato alcun limite compositivo; andare a “passeggio fra gli stili” può sembrare una cosa interessante, ma spesso si dimostra un limite grosso: avere brani diversi tra loro con una scrittura varia, sopratutto per un album d’esordio come il mio, può confondere chi  ascolta; invece sono contento di come siamo riusciti a trovare una cifra comune, una congiunzione tra le 9 tracce di “Sogni Lucidi” pur senza farlo diventare un concept album.  

 

L’album si chiude col brano “Giuseppe e Anita”, una sorta di celebrazione della storia d’amore di Garibaldi. Com’è nato questo brano?

Sono figure eroiche e affascinanti. Anita Garibaldi è ancora un prototipo di “donna ribelle” e anticonformista ai nostri giorni. È simbolo di emancipazione e rivoluzione, molto in anticipo rispetto al ’68. La madre di Elisa, mia attuale compagna, l’ha sempre definita “una Anita Garibaldi”, per il suo coraggio credo… così un po’ fantasticando, un po’ attenendomi alla storia, mi sono divertito a raccontare il loro amore e la loro unione.

 

C’è un pezzo, durante i live, che ti emoziona particolarmente suonare?

Sento molto tutte le canzoni di quest’album… forse perché dentro a ognuna ci ho messo un pezzo di me. Dipende da come mi sento in un particolare momento, com’è andata la giornata, di che umore sono ecc… Però devo dire che suonare “Sto meglio a Casa” mi procura sempre una certa emozione nei live.

 

 

Intervista di Cinzia Canali.

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.