No New – “Just Feel Alright”, il debutto degli Usual

Usual è un progetto musicale nato nel 2015 da un incontro tra quattro musicisti trentini attivi nella scena underground locale: Mathias “Thias” Drescig, Filippo “Pippo” Tonelli, Michele “Michi Zait” Marocchi e Marco “Chetto” Ziliani. Il loro Ep di debutto, uscito a marzo, si intitola Just Fell Alright. 

Li abbiamo intervistati.

 

 

Innanzitutto, come si sono conosciuti gli Usual?

Un po’ per caso, chiamatelo destino o come volete. In realtà la scena trentina non è chissà che cosa e, al momento giusto, abbiamo deciso che la cosa migliore era quella di riunirci in un unico gruppo.

 

Provenite tutti da altre formazioni ed esperienze musicali. Quanto tempo c’è voluto per creare una vera coesione?

In realtà la coesione è stato il motore di tutta la vicenda. Forse perché nelle precedenti esperienze mancava la fiamma, quella che ti porta in sala prove ogni sera. Per noi è stato subito una cosa SERIA. Questa cosa ci ha portato a scrivere i pezzi del nostro Ep, già nelle prime settimane di lavoro, come un bisogno di mettere in musica questa nuova “aria” fresca. Ora stiamo migliorando a prendere tutti i nostri vari stimoli, influenze per incanalarli in una musica nostra, una musica per noi prima di tutto e per la gente.

 

Come suona questo “Just Feel Alright”?

Questo ditelo voi ahah! E’ il nostro biglietto da visita, bene o male, ci potete trovare tutta la nostra spontaneità. Abbiamo cercato di essere il più possibile fedeli a ciò che erano le nostre prime impressioni appena scritti i brani. Pur avendo lavorato molto in pre-produzione sulle strutture, arrivando a distruggere formalmente i brani, è stata la ricerca dei suoni il vero esperimento in studio (ricordiamo il “maestro” Joao Giusti autore dell’elettronica nei brani).

 

 

C’è tanto British Rock nella vostra musica. Ci sono artisti a cui vi sentite particolarmente legati e che hanno influenzato il vostro percorso artistico?

C’è tanto british ma non vogliamo rimanere legati a questo tipo di “etichetta”; sicuramente i nostri ascolti sono molto influenzati dal filone inglese che dai Beatles arriva fino ai giorni i nostri ma in realtà veniamo da percorsi artistici molto diversi tra loro e per questo la nostra musica è anche molto altro.

 

Qual è stata la prima persona a cui avete fatto sentire l’Ep una volta terminato?

La mamma. E gli amici più interessati al progetto. In realtà tanta gente di passaggio al Crono Studio Factory di Vimodrone (MI) già nelle fasi di ripresa sbirciava nella regia e si fermava ad ascoltare il nostro materiale fornendoci consigli, apprezzamenti e/o critiche…questo per dire che le prime persone che lo hanno ascoltato erano tutte “del settore”.

 

Prossimi progetti?

Suonare. Tanto. Girare il più possibile quest’estate e farci conoscere. Stiamo già lavorando ai pezzi del nuovo album e questo ci stimola ancora di più a migliorare e riadattare i nostri suoni live.

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.