No New – LeSigarette: “La Musica Non Serve A Niente”

È uscito da pochissimi giorni La Musica Non Serve A Niente, il nuovo album de LeSigarette, un duo romano composto da Jacopo Dell’Abate e Lorenzo Lemme. Il disco, che arriva dopo centinaia di concerti il giro per lo Stivale, vede otto brani nei quali si nota da un lato l’approccio più immediato per quanto riguarda la composizione musicale e, dall’altro, una cura più scrupolosa dei testi rispetto al primo lavoro, “2+2=8”.

 

“La Musica Non Serve A Niente” è uscito da pochi giorni. C’è un fil rouge tra i brani presenti?

Un legame c’è: sono brani che parlano di noi, diretti e personali. Abbiamo scelto di eliminare dall’album brani che trattano di grandi temi e abbiamo preferito la spontaneità e la visione più intima.

Anche questo disco è stato prodotto da N’Etichetta, la metamorfosi del ‘Na Cosetta, noto locale romano e punto di riferimento della scena indipendente italiana. Com’è nata questa collaborazione?

Nel modo più semplice: abbiamo suonato a ‘Na Cosetta due volte e quando eravamo in aria di produrre il nuovo disco Luca ci ha proposto di produrlo insieme a tutti i soci del locale. Una storia semplice, lineare e sorprendente. Da lì in poi abbiamo lavorato per mesi all’uscita e ora finalmente siamo pronti per proporlo dal vivo e capire cosa abbiamo fatto.

“Bicicletta” è il titolo del singolo che ha anticipato l’album, un brano ideale per fermarsi un attimo e rilassarsi.

Sì esattamente, è un brano tranquillo. Raggiungere uno stato di calma è un’impresa, almeno per noi due. Jacopo ha lavorato molto sul testo, all’inizio c’erano elementi di conflitto più chiari, ma col tempo sono stati rimossi e ogni modifica ha portato ad un maggiore senso di pace e rilassatezza. Nel disco è, non a caso, il brano di mezzo che serve anche a riprendere fiato.  “prendo fiato, sdraiato sopra l’erba resto solo. Niente più parole…”

 

 

Le canzoni del nuovo lavoro sono state create in due fasi: avete prima scritto la musica e successivamente i testi. Quale delle due è risultata più ostica?

Sicuramente la seconda è stata più delicata. Scrivere i testi su linee melodiche già cantate e memorizzate ha richiesto una grande attenzione, ma il risultato ottenuto ci sembra sia quello che cercavamo: le parole scivolano via leggere dentro la musica.


I vostri live sono tra i più apprezzati sia dal pubblico che dai direttori artistici dei locali che propongono musica dal vivo. Quale pensate sia il segreto di questo successo?

Il segreto non è uno, ma sono tante piccole cose. Ci vuole equilibrio tra la propria sicurezza e il rispetto per i gusti del pubblico; è tutto molto ovvio per noi perché di concerti tra visti e suonati ne avremo vissuti migliaia. Per fare dei bei live bisogna suonare bene, cantare bene, essere ben disposti col pubblico e con i tecnici. Noi poi ci divertiamo sul palco, scherziamo tra noi e con il pubblico, cerchiamo sempre di creare empatia e ci dà grande gusto suonare e cantare; questi sono elementi essenziali che funzionano sempre. Inoltre abbiamo avuto un po’ di esperienze in gruppi Busker e suonando in strada ci siamo abituati a non preoccuparci di cosa fare mentre si suona, anzi piuttosto a nutrirci del caso e della singola situazione spontanea che nasce ogni volta. Non siamo mai stati grandi amanti dei discorsi preparati o delle scene di grande effetto, tutto quello che diciamo e facciamo esce lì sul palco in quel momento.

C’è un artista con il quale vi piacerebbe collaborare?

Tantissimi, c’è tanta musica e tanta energia in giro. Intanto nel concreto collaboriamo già con Lucio Leoni, poi ci siamo trovati molto bene a fare un brano insieme a Diego degli Underdog per Kahbum, abbiamo anche suonato insieme a Mimosa Campironi che è veramente fortissima e poi ci piace suonare dal vivo “Superman” di Giovanni Truppi e “La Pesca” di Tricarico… poi ci sono davvero tanti altri personaggi che ci stimolano molto.

Domanda Nonsense: a Roma in bicicletta o in motorino?

Se vai di fretta motorino… ma è pericoloso. Però anche in bici non ne parliamo. La mobilità a Roma…ahahah!

 

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.