No New – Marie and the Sun: il volto nuovo del nu-soul

Marie and the Sun è l’EP d’esordio dei MARIE AND THE SUN, duo ligure – ma torinese d’adozione – composto da Giulia Magnani e Francesco Drovandi. Il loro sound, sospeso tra pop, nu-soul ed elettronica, trova la giusta amalgama tra la passione per la musica black e la sperimentazione, in equilibrio tra la modernità e la tradizione cantautorale italiana.
Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro per conoscerli meglio, a livello artistico e personale.

di Eleonora Montesanti

Iniziamo proprio dal principio: qual è la genesi del vostro nome, Marie and the Sun?
Il nostro nome è nato più o meno in contemporanea con il progetto. Abbiamo iniziato molto presto a esibirci dal vivo e avevamo bisogno di un nome; dopo varie proposte è saltata fuori la possibilità di ‘sottrarre’ il soprannome a un’amica (Mariasole a.k.a. Mary and the Sun). Col tempo ci è piaciuto, si adatta bene all’idea di duo e può assumere molti significati.

Vi ho visti per la prima volta lo scorso anno ad un festival di musica emergente a Torino, _resetfestival. Mi avete colpita per il vostro spirito soul, che si miscela a un certo tipo di sonorità elettroniche e al cantautorato più classico. Come definireste il vostro stile in una frase?
Spezziamo subito una lancia in favore di _resetfestival, una bellissima realtà di musica emergente, che ha creduto in noi fin dall’inizio. Il nostro stile è un tentativo di inserire il nostro modo di scrivere semplice, asciutto e votato all’immagine in un sound pop (in senso internazionale) di derivazione ‘black’.

Marieandthesun_CoverepQuali sono state le ispirazioni che vi hanno accompagnati nel vostro percorso artistico e, nello specifico, durante la creazione del vostro primo lavoro discografico?
Il nostro sound di riferimento è sicuramente la scena Nu soul, un genere che spazia molto, che conta molto sulla contaminazione con l’elettronica e con il jazz, ma che allo stesso tempo non disdegna il pop. In questo ha aiutato molto la collaborazione con il produttore artistico Natty Dub dei Funk Shui Project.

Nel vostro ep d’esordio, Marie and the Sun, c’è un brano, Veleno, che avete scritto insieme a Zibba. Come è stato collaborare con lui?
Abbiamo incontrato Zibba aprendo un suo concerto un paio di anni fa; è stato lui a proporci di andarlo a trovare in studio. È nata subito una bella amicizia e un’ottima intesa musicale. ‘Veleno’ era un brano di cui esistevano la linea melodica e il ritornello, è stato incredibile vedere come Zibba sia riuscito a immedesimarsi nel brano.

Cosa significa per voi stare su un palcoscenico?
Stare sul palco è un po’ l’apice di tutto il lavoro. Tutto il tempo speso a scrivere, provare, arrangiare e anche promuovere la musica, in quel momento hanno la loro massima realizzazione; se tutto ha funzionato come si deve e si riesce ad arrivare al pubblico, le sensazioni che si provano sono incredibili. Sono, crediamo, la ragione principale per cui si fa musica.

Vi va di raccontarci la vostra esperienza col crowdfunding? Trovate sia uno strumento utile per sostenere la musica?
Abbiamo realizzato la nostra campagna di crowdfunding su Eppela, una piattaforma tutta italiana. All’inizio non sapevamo bene cosa aspettarci, ma è bastato seguire qualche consiglio di chi l’ha fatto prima di noi per renderci conto che ci sono moltissime persone disposte a sostenere progetti di musica emergente come il nostro. Abbiamo ricevuto un’ottima risposta e crediamo che sia uno strumento incredibile per i gruppi emergenti e non solo.

Quali sono gli artisti – italiani o stranieri – con cui vi piacerebbe un giorno collaborare? (Potete sognare in grande!)
C’è una giovane artista inglese che seguiamo da anni e che è di grande ispirazione per noi: si chiama Lianne Lahavas. Poter suonare o scrivere con lei sarebbe già realizzare un sogno.

Cosa c’è nel futuro immediato dei Marie and the sun?
Nel nostro futuro immediato c’è un bel concerto il 20/1 all’Amen di Torino, la nostra città di adozione. Non vediamo l’ora di tornare sul palco.

Come vi vedete, invece, da qui a dieci anni?
Questa è una domanda veramente difficile… Sarebbe bello avere 5 album in più e poterli portare in giro per il mondo, no? 

Autore dell'articolo: Eleonora Montesanti

Eleonora Montesanti

Nasce nel 1988 e rinasce il giorno in cui si imbatte, per caso, in un concerto degli Afterhours. Ci mette poco a capire che la musica è la sua vita: dopo la laurea in lingue e letterature straniere, Eleonora inizia a scrivere di musica per gioco e, da allora, sono passati 5 anni. L’altra sua passione, infinita e vitale, sono i cani.