No New – Molla: alla scoperta della poliedricità della sua musica

Sta girando in lungo e in largo lo stivale presentando il suo “365” in un duo insieme al suo chitarrista, formazione che egli stesso definisce “scasciata”. In questo tour sta unendo le sue due passioni: cantare e suonare la batteria. Ma di chi stiamo parlando? Del pugliese Molla, al secolo Luca Giura. Un artista poliedrico che nella sua musica unisce le mille sfumature della sua anima musicale. Racconti in chiave rock- electro- pop prendono vita nel suo primo album “365”, dove in 12 canzoni parla di sé e delle cose gli piacciono. Il 7 febbraio si esibirà a Casa Sanremo portando il brano “La Notte Sopra Il Mare”, vincitore del concorso “Musica contro le Mafie”, e ritirerà il premio.

 

Molla parlaci di Luca, Luca parlaci di Molla.

Luca ha 33 anni, è un ragazzo dolce, una persona innamorata delle sue 4-5 cose. Si sveglia presto da qualche mese, guarda i programmi musicali e gioca con le sue donne di casa. Molla ha 33 anni, è un pazzo, non sta mai fermo, durante il giorno è sempre alla ricerca del suono giusto, del ritmo giusto, manda mail per suonare, rompe le scatole per far conoscere le sue canzoni…è un vulcano. Ritorna tardi di notte e ha sempre 1000 storie da raccontare.

 

In “365” le influenze musicali sono le più disparate, rock- electro-pop -cantautorato, è così la tua anima musicale?

Esatto è proprio cosi, però credo che poi sia la mia personalità a unirle tutte: anche il brano più “rock” diventa alla Molla caratterizzato con il mio timbro e l’essere così sempre senza un copione. 365 parla di me e infatti in queste 12 tracce ci sono tutte le mie sfumature, i miei ascolti, le cose che mi piacciono e che mi piacerebbe fare.

 

Quali i tuoi i pezzi ai quali sei più legato?

Sono molto legato a “I Nostri Occhi”, una canzone che mi chiedono ai concerti e che mi ha fatto uscire da quella bolla “ok piaccio solo ai miei amici”. Poi sono molto legato a “Barbie 83” perché è stato il mio primo vero singolo accompagnato da un bel videoclip, mentre adesso mi sento molto legato al brano “Lì”.

 

Nel corso di questi mesi stai portando in tour per l’Italia il disco, raccontaci come suona live e qualche aneddoto curioso.

Live suona bene, perché sono canzoni nate per il live, sono nate suonandole a casa, con voce e chitarra o voce e pianoforte e quindi qualsiasi vestito va bene. Adesso sto girando tantissimo in duo, con questa formazione “scasciata” (come la chiamo io). Sono da solo con il mio chitarrista ma ci sono tanti strumenti sul palco e la spinta del pubblico non manca mai. Le mie due grandi passioni, cantare e suonare la batteria, sono presenti. Per quanto riguarda gli aneddoti curiosi, ti racconto del concerto di Vicenza, presso il Bar Astra: ad un certo punto il proprietario blocca il concerto, offre cicchetti a tutti, fa un brindisi per Fidel Castro (morto quel giorno) e fa lanciare a tutti i cicchetti per aria. Noi eravamo là divertiti, spaventati e anche un po’ ubriachi.

 

Su Facebook leggo spesso il tuo “secondo me”, cosa pensa Molla della musica di oggi nel nostro Paese e della situazione dei locali italiani?

Sono positivo, io credo che i posti interessanti ci siano; certo, non sono tutti bellissimi o con il super impianto, ma è l’accoglienza che fa il posto, e sono importanti anche la promozione che si è fatta per l’evento ed il menù che si propone al pubblico che rendono un posto speciale. Ho suonato nei bar ma anche in molti club stupendi come l’Eremo, il Demodè, il Wopa di Parma e tanti altri. Ci sono le location, ci si stringe se serve, magari si chiude un occhio sul cachet e si continua.

 

Puoi dirci qualcosa sulla tua vittoria al concorso “Musica contro le Mafie” e su quello che ti ha portato?

Non mi nascondo, sono un tipo competitivo, quando mi iscrivo a qualche contest musicale e non solo, miro alla vittoria. Mi dà una carica indescrivibile e mi fa credere ancora di più in quello che canto. L’esperienza di “Musica contro le Mafie” è stata stupenda: un contest organizzato benissimo nei minimi particolari, che mi ha dato la possibilità di cantare il mio brano ad alti livelli. Ricordo che durante il soundcheck, salì sul palco il fonico, mi guardò e mi disse: “Io ho capito la tua canzone e la storia che vuoi raccontare”; cambiò il microfono della voce al mio chitarrista, aggiungendo altri microfoni panoramici per la mia batteria, tutto per una canzone di pochi minuti. Adesso non vedo l’ora di cantare la stessa canzone che si intitola “La Notte Sopra Il Mare” a Casa Sanremo il 7 febbraio e alla Casa del Jazz di Roma, l’8 febbraio.

 

Qualche news per i lettori di Nonsense Mag?

Posso anticiparvi che ci saranno tantissime date in tutta Italia, che sto scrivendo nuove canzoni e che presto aprirò alcuni concerti di un grande artista. E che mia figlia inizia a dormire da sola nel suo lettino.

 

Federica Monello

 

 

Autore dell'articolo: Federica Monello

Allegra. Chiacchierona. Amante della musica. Appassionata di scrittura e cultura. Ballerina mancata che si rifà ad ogni party scatenandosi al ritmo di rock, reggae ed elettronica. Laureata in Lettere Moderne a Catania adesso studia Comunicazione e Cultura dei Media a Torino. Osserva, ascolta e rielabora tutto ciò che succede intorno a lei per raccontarlo.