No New – “Ossa rotte, occhi rossi” per gli Endrigo

Ossa rotte, occhi rossi è il primo full lenght firmato Endrigo, seguito degli Ep “Spara” (2013) e “Buona Tempesta” (2015). Un condensato di brani scritti agli esordi e di altri nati un mese prima di entrare in studio.

Dopo tantissimi live e altrettanti chilometri, l’album racconta tutto ciò che di più o meno positivo si può incontrare sopra e sotto i palchi. Un disco diretto, aggressivo e ironico.

“Ossa rotte, occhi rossi”, pubblicato il 17 marzo per Indiebox Music, è stato prodotto da Andrea Marmorini (Woodworm, La Quiete) e Jacopo Gigliotti (Fast Animals and slow kids).

 

Quando ho letto il vostro racconto riguardo alla foto di copertina ho deciso, tra una risata e l’altra, che la prima domanda doveva per forza essere questa. Parlateci, quindi, del titolo e della copertina del nuovo disco.

Dunque, la foto è stata scattata da un cellulare mentre eravamo fermi a un posto di blocco appena terminato di suonare. Di solito il nostro stato mentale post concerto è poco compatibile con i metodi di valutazione delle forze dell’ordine, e quindi Barba, che è il protagonista della copertina, ha assunto questa specie di espressione tra l’abisso profondo e la totale noncuranza. Qualcuno invece era più allegro ed ha scattato a caso, ed ecco qui la copertina. 

Il titolo ci sembrava un bel riassunto del nostro trascorso insieme, tra cui diversi concerti con il gesso e un po’ di, chiamiamolo così, svago ricreativo.

 

 

Primo full lenght dopo due Ep…possiamo dire che siete diventati artisticamente maggiorenni…

In realtà ci sentiamo più dei bebè. Tutto quello che abbiamo fatto per ora è servito ad arrivare a questo disco, ma il viaggio per noi comincia da qui. Abbiamo ancora la fontanella aperta e siamo pronti a sbattere la testa parecchie volte.

 

Un disco che racconta ciò che si incontra sopra e sotto il palco. Ricordate il vostro primissimo concerto?

Come Endrigo sinceramente no, probabilmente qualcosa a scuola. I fratelli Tura invece ricordano distintamente il loro esordio in prima media con qualche cover dei Green Day e la profonda convinzione di aver fatto un concertone.

 

Il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album si intitola “Straight outta Villaggio Sereno(BS)”. Di cosa parla?

Il Villaggio Sereno esiste davvero ed è una minuscola frazione di Brescia, in cui c’è una cantina che abbiamo abusivamente adibito a sala prove da molti anni. Il pezzo è una specie di mix tra ricordi sfuocati e altre cose mai successe davvero; a voler fare i pomposi si potrebbe riassumere come la convivenza tra l’imbarazzo che generano le proprie radici e l’accorgersi inevitabilmente che faranno sempre parte di sé.

 

 

“Ossa rotte, occhi rossi” è stato registrato alla Casa Vacanze Macchione, in piena campagna, tra Toscana e Umbria. Che esperienza è stata?

Sicuramente ricorderemo i giorni al Macchione come alcuni tra i migliori delle nostre vite. La bellezza di un posto così, pur non essendo uno studio nel senso stretto del termine, è che ti permette di immergerti completamente nel disco e contemporaneamente fare tutt’altro per la maggior parte del tempo. Jacopo e Andrea sono prima di tutto amici e poi anche lavoratori instancabili, e non potevamo chiedere compagni di viaggio migliori. Con noi c’era anche Marco, un amico che non ha espresso parere su nulla e quindi è risultato una compagnia perfetta.

 

Qual è il vostro parere riguardo alle opportunità e al successo che una  parte della scena musicale indipendente (se ancora si vuole usare questo termine) sta riscuotendo negli ultimi anni?

Non può che essere un bene. Ci sono gruppi “indie” completamente pensati a tavolino e gruppi molto sinceri che sono comunque arrivati a fare grandi numeri nonostante partissero senza particolari velleità. Fino a che arrivare a un grande pubblico non significa snaturarsi per piacere, il problema non sussiste, e forse anche in quel caso sono un po’ cavolacci di ognuno alla fine.

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.