No New – “Ogni parola suona” nella vita di Piermattei

 

Anticipato dal singolo Meno male, a settembre 2016 è stato pubblicato, per Irma Records, il primo album, Ogni parola suona. Lui è Andrea Piermattei, musicista pescarese. Un disco, nato anche grazie alla collaborazione del chitarrista Stefano Campetta, dalle atmosfere pop/folk la cui peculiarità sta sicuramente nei testi, ben curati e diretti.

L’Ep di Andrea Piermattei è stato inserito nel progetto Mi Sento Indie, promosso da Radio Coop, IRMA Records, M.E.I. e Librerie Coop, che ha come obiettivo quello di individuare e premiare l’innovazione e la creatività di nuovi artisti.

 

 

Abbiamo fatto qualche domanda a Piermattei.

 

Colpisce il tuo saper giocare con le parole. “Ti sei per caso iscritta poi a quel corso per ricordarti di me?” canti per esempio in “Mascalese”. E’ un dono naturale?

Grazie mille per il complimento. Forse sì e forse no, nel senso che ho iniziato a scrivere molto presto. Da piccolo avevo questo quadernino in cui scrivevo dei miei racconti a volte completamente folli e surreali. Grammaticalmente però a volte erano un disastro. Durante la scuola media ho deciso di prendere più seriamente questa mia passione e mi sono messo a studiare la scrittura a testa bassa. Ricordo il primo “8” ad un tema come il giorno spartiacque nella mia vita artistica 😀

 

Di cosa parla “Bellinzona”?

Alla fine di una relazione incontri molte persone prodighe di consigli non richiesti. Con gli anni ho capito che l’unica cosa che puoi fare, almeno finché ne soffri, è chiudere e sparire. Tante persone mi dicevano cosa fare, io pensavo solo a scappare lontano. Bellinzona mi sembrava un buon rifugio, non molto lontano e dal nome appropriato. E’ rimasta comunque una destinazione metaforica. Quando alcuni brutti ricordi si affacciavano, io correvo mentalmente lì.

 

L’ironia che ti appartiene sa rendere leggeri anche brani che in realtà nascondono stati d’animo più malinconici…

Anche se è una risposta banale, penso che l’ironia sia l’arma di autodifesa più grande che abbiamo a disposizione. Credo fermamente che si possa scherzare su ogni cosa. Sono alto 1.69, perdo i capelli da quando avevo 20 anni, se non fossi autoironico probabilmente sarei già morto.

 

Quanto conta l’attività live nella composizione dei tuoi pezzi?

La scrittura dei brani sinceramente non tiene molto conto dei live, sono troppo istintivo per poterci pensare. Quello che ne tiene conto semmai è l’arrangiamento e in questo il lavoro che faccio con Stefano Campetta è fondamentale.

 

 

Una volta terminato di ascoltare “Ogni parola suona” si è colti da quell’ottimismo che ti aiuta a prendere la vita con un po’ più di filosofia. Era un tuo obiettivo?

Davvero? Sinceramente è la prima volta che me lo dicono. Non saprei, non penso avessi un obiettivo principale. Volevo fare un disco pop questo si, mantenendo estrema coerenza con un certo stile di scrittura dei testi. Mi piaceva l’idea di raccontare cose anche un po’ più profonde vestendole in modo più semplice e forse diretto. Come dico sempre, se una persona si prende la briga di ascoltare quello che scrivo e lo fa suo o lo interpreta in qualche modo, per me è già un regalo gigantesco.

 

Cos’è per te la musica?

Sopravvivenza.

 

Intervista di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.