No New – Ritmi e colori nel disco d’esordio di Hugolini

Lorenzo Ugolini, aka HUGOLINI, è un musicista, cantautore e operatore culturale di Firenze. HUGOLINI è anche il titolo del suo album d’esordio, uscito a maggio per la BMG Italy. Un disco pop, elettronico e tropicale che prende spunto dai ritmi e dai colori del mondo.

Dopo il “DJSET A KM ZERO TOUR” (dove l’artista, sfruttando le dirette facebook, si connetteva con molti locali italiani dalla cucina di casa sua o da qualsiasi luogo coperto da wifi, dando vita a Dj Set unici), ora Hugolini sta girando il nostro Paese con un tour vero e proprio!

 

È durata dieci anni l’esperienza con i Martinicca Boison. Come hai vissuto questa separazione e com’è nata poi la scelta di iniziare una carriera da solista?

Con i Martinicca Boison ho cantato 4 dischi e suonato tantissimi concerti in Italia ma anche in Germania, Francia e Libano. Ad un certo punto la nostra spinta creativa si è esaurita, così ho deciso di proseguire la mia avventura musicale da solo aggiungendo un’H davanti al mio cognome. Scrivere per me e non per la band mi ha fatto sentire molto più libero nella scrittura dei testi e negli arrangiamenti delle musiche, adesso molto più elettroniche e pop(e un pizzico tropicali!)

 

Anche questo tuo primo disco è stato prodotto da Enrico “Erriquez” Greppi dei Bandabardò. Che sintonia c’è tra di voi dopo tanti anni di collaborazione?

Io ed Enrico siamo amici da tanti anni. La sua musica e soprattutto i suoi consigli mi hanno fatto crescere musicalmente tantissimo e anche questa volta, come era successo in passato con la produzione dei dischi dei Martinicca, è riuscito benissimo nell’intento di ordinare le parti suonate dai vari strumenti e rendere il suono più potente.

 

Potremmo definire questo album multiculturale, si avvertono tanto i suoni brasiliani, ma non solo…

In questo disco ho voluto seguire tutte le mie passioni musicali senza aver paura di rendere il disco troppo eterogeneo: adorando il Forrò brasiliano, lo swing di Boris Vian e gli chansonnier francesi ma anche la musica elettronica nelle sue varie sfaccettature e la musica pop italiana è venuto fuori una specie di giro intorno al mondo in 35 minuti.

 

 

Uno dei pezzi che mi ha più colpita è “La Java del pavone”. Parlaci di questa canzone.

La canzone si ispira a certe letture surrealiste dello scrittore e musicista francese Boris Vian che come dicevo mi ha influenzato molto ma anche al film di Michel Gondry, “L’arte del sogno”, in cui da scene di normalità quotidiana, espressa anche in modo estremamente realista, esplodono delle situazioni surreali.

Il pezzo scritto in forma di Java, una danza popolare francese in ¾, racconta il viaggio in Interrail di due innamorati trentenni: la ragazza porta in viaggio con sé una gabbia con dentro il suo pavone. La gabbia ad un certo punto si apre e succede di tutto: escono piante e animali esotici e il treno inizia a staccarsi dalle rotaie per essere dirottato in Himalaya.

 

Chiude la tracklist “Acquarello”, una cover di Toquinho del 1984. Perché hai scelto proprio questo brano?

Adoro tutta la musica sudamericana: in modo particolare il tropicalismo di Caetano Veloso, Vinicius de Moraes e Toquinho. Mi piace il modo in cui riescono spesso ad essere malinconici e allegri allo stesso tempo, tristi e ballabili, scanzonati parlando di esistenza. Acquerello mette insieme tutte queste cose in modo incredibile e per questo l’ho scelta!

                                          

Cosa ti è indispensabile nella fase compositiva?

La cosa più importante per scrivere una canzone secondo me è avere un soggetto interessante di cui parlare, per questo porto sempre con me un’agenda nella quale mi annoto alcune idee che mi vengono nei momenti più disparati della giornata. Poi con calma a casa mi fermo e sviluppo queste piccole ed embrionali intuizioni.

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.