No New – “Segui la zattera”, l’avventura musicale dei Giulia’s Mother

Nessuno ha mai avuto un’idea simile. Una vera e propria impresa musicale su uno studio galleggiante, una zattera per la precisione, attraverso il fiume Po. Lo scopo? Registrare i pezzi del loro nuovo album, Here, in uscita a ottobre per INRI. Una settimana circa, dal 26 giugno al 1 luglio. 6 tappe per veder nascere 6 brani e assistere a 6 concerti. Il progetto si chiama Segui la zattera e i folli che hanno dato vita a tutto ciò sono i Giulia’s Mother, ovvero Andrea Baileni (voce e chitarra) e Carlo Fasciano (batteria).

Per ogni attracco una nuova storia in una clip esclusiva realizzata in presa diretta e subito condivisa sui social con l’hashtag dedicato #SEGUILAZATTERA seguendo il quale sarà possibile vivere in tempo reale la traversata della band.

La band attraccherà a: Pavia, Isola Serafini, Boretto, Sermide, Ferrara e Porto Tolle.

 

“Segui la zattera” vi vedrà impegnati in un’impresa musicale mai vista prima. Raccontateci meglio lo sviluppo di questo avventuroso progetto lungo il fiume Po.

Sarà un viaggio, e noi ci immagineremo un po’ pirati, con una vera e propria Ciurma a seguito sul fiume più lungo d’Italia. Lo percorreremo con una zattera costruita da noi e registreremo immersi nella natura 6 brani che faranno parte del nuovo disco che uscirà ad Ottobre.

 

 Da chi è partita questa idea favolosa?

Io e Carlo, con alcuni amici, spesso abbiamo idee bizzarre e questa ci sembrava la più fattibile! Volevamo dare un’ idea di noi e della musica che facciamo utilizzando i social certo ma cercando di andare oltre l’apparenza di una foto, di un post, volevamo provare a rendere più vero ciò che inevitabilmente viene filtrato.

Spesso ci chiedono che tipo di musica facciamo e rispondiamo sempre: musica da viaggio. Abbiamo scelto di raccontarla proprio attraverso un viaggio.

 

 

Addirittura, nell’ultima tappa di questo viaggio, a Porto Tolle, a voi si unirà Federico Clapis per realizzare una speciale scultura da installare sulla zattera a compimento dell’impresa.

Non possiamo parlare molto della sua installazione ma ci piace l’idea che quando arriveremo al mare, gli consegneremo la zattera, e lei diventerà un opera d’arte. E’ molto poetico.

Federico si è mostrato subito entusiasta quando gli abbiamo proposto l’idea e questa cosa ci è piaciuta tanto. Per noi significa molto, perché è la nostra filosofia.

Tanti si fermano a pensare ai problemi ancora prima che ce ne siano. E’ ovvio che organizzare qualcosa del genere comporta mille imprevisti, e noi oggi lo sappiamo bene, ma ce lo aspettavamo, e non eravamo certo pronti ma li abbiamo affrontati mano a mano.

Non si è mai pronti per salire su un palco. Però per esserlo bisogna farlo, sbagliare, e avere la sensibilità e l’intelligenza per migliorarsi.

La nostra avventura vuole anche lanciare questo messaggio. Buttarsi, le cose accadono se le fai accadere e non puoi comunque averne mai il controllo.

In una frase di una canzone diciamo: “Impossible is possible so what is it that exists?”

Ecco.

 

TRUTH è l’inizio di un viaggio… E’ passato un anno. Come sta proseguendo questo cammino?

E’ stato un anno incredibile. Abbiamo conosciuto tante persone, imparato molto e appurato che le persone hanno voglia di ascoltare, e soprattutto di ascoltarsi. Che sia Londra, Edimburgo o Torino.

Questi ultimi mesi abbiamo lavorato molto al disco nuovo e a questa promozione per cercare di far crescere il progetto. 

Abbiamo però molta voglia di scrivere già canzoni nuove, di suonare e costruire qualcosa di bello e duraturo con le persone che ci sono accanto. E per fortuna sono sempre di più. Giulia’s Mother non è un duo. Giulia’s Mother sono tante persone che credono che sia importante creare bellezza, onestamente. Giulia’s Mother siamo io, Carlo, sono le persone che ci aiutano e chiunque ascolti un nostro pezzo.

 

In questo ultimo anno avete fatto tanti concerti, arrivando a suonare anche in Inghilterra, Scozia e toccando palchi importanti come quello del Fringe Festival di Edimburgo. Cosa vi portate dietro da queste esperienze?

Il Fringe è stato incredibile. Sicuramente c’è un’altra cultura del live. Ogni locale è attrezzato, con il fonico dedicato, luci e quant’altro. Basta poco per creare l’atmosfera giusta in un live. Per esempio a Londra e in Scozia ti presentano prima di suonare.

E’ un gesto semplice, che costa zero ma dà importanza alla figura del musicista. In Italia siamo molto indietro.

Ciò nonostante non abbiamo trovato molte differenze nelle persone. Le persone sono persone, ovunque esse abitino. Sentono tutte il bisogno di provare dei sentimenti, di comunicare. E la musica lo fa meglio di qualunque altra cosa.

 

L’esordio con “Truth” è stato accolto positivamente sia dal pubblico che dalla critica. Cosa dobbiamo aspettarci da “Here”?

 In “Truth” ci siamo spogliati. “Here” è un viaggio che continua, è uno specchiarsi. Oggi sappiamo meglio cosa siamo musicalmente e fin dove riusciamo a spingerci. E’ più consapevole, un po’ più rock ma non manca di pause e silenzi che per noi rimangono il punto fondamentale della nostra musica. Lasciare tempo e spazio a chi ascolta per ascoltarsi.

 

Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo ad Andrea e Carlo per questa grandiosa avventura! #seguilazattera #oneriver

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

 

 

 

 

 

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.