No New – Il significato di casa per Andrea Fornari

 

Home è il nuovo lavoro di Andrea Fornari, classe 1987, polistrumentista, cantante e compositore torinese. Uscito per Ghost Records a novembre, l’EP presenta cinque brani che esprimono nostalgia e speranza in un mix di indie-modern-folk.

Ho intervistato Andrea a proposito di “Home” e non solo…

 

I brani di questo disco sono stati scritti in una stanza d’albergo, durante il tuo trasferimento da Torino…

Esattamente. Da 2 anni abito in Lussemburgo e durante i primi mesi di questo cambiamento sono nate le prime idee per il disco. Nella stanza d’albergo tutto ha cominciato a prendere forma; ho riempito i primi fogli di carta di testi e musica, cercando di immaginare come i brani sarebbero stati registrati e prodotti successivamente.

 

Il titolo dell’album è “Home”, come se, nonostante tutti i cambiamenti che un trasferimento all’estero comporta, all’interno ci fosse tutto ciò che ti fa sentire a casa, protetto. E’ così?

Penso che ognuno di noi abbia dei forti meccanismi di auto-difesa al proprio interno, meccanismi di “protezione”, a volte possono innescarsi al momento giusto, altre no. Durante periodi di forti cambiamenti alcune delle nostre certezze vengono messe in dubbio, vengono fatte violentemente vacillare. Io fortunatamente ho potuto contare su alcune certezze che non hanno dato segni di cedimento, alcune cose fondamentali che hanno saputo “accompagnarmi” in questo grande percorso di cambiamento. L’album è senza dubbio una piccola casa per me, ci sono persone, sensazioni, odori e suoni che fanno parte della mia vita.

 

Nel primo singolo estratto, “Stormy Water”, accompagnato, tra l’altro, da un bellissimo video girato da Mauro Talamonti, scorgo una sorta di liberazione da tutte le lotte interne ed esterne a cui la vita ci sottopone. Sbaglio?

Non sbagli. “Stormy Water” rappresenta i contrasti e i conflitti che ognuno di noi affronta quotidianamente nella vita. Con noi stessi, con le persone che ci stanno intorno. Ma la musica che accompagna tutto questo credo sia positiva, a tratti rilassante, “liberatoria” appunto. Mauro Talamonti è riuscito alla perfezione a tradurre in immagini il significato della canzone.

 

In “Woman”, ma in generale nell’intero disco , si avverte un profondo lavoro di ricerca, mimetizzato, però, dalla semplicità dei suoni. Credo sia una delle caratteristiche vincenti di questo lavoro.

Il disco è stato interamente prodotto e realizzato in casa, il lavoro di ricerca sulla scrittura, sui suoni e gli arrangiamenti è stato intenso. E’ un disco sincero che suona in maniera sincera, prodotto con le difficoltà che realizzare un lavoro di questo tipo in casa comporta. Ma il fatto di trovarmi tra le mura di casa è stato anche uno stimolo e fonte d’ispirazione; il suono dello “snare” della batteria di “woman”, ad esempio, è un asse da stiro che viene chiuso un po’ più violentemente del solito.

 

Da Torino, città che gode di una fortissima scena musicale, al Lussemburgo. Soddisfatto della scelta?

Torino è una città fantastica 🙂

Scherzi a parte, io vivo a Lussemburgo città, un posto di cui si conoscono solo alcuni aspetti. In realtà è anche una città multiculturale dove si ha la possibilità di incontrare persone provenienti da ogni parte del globo e tutti parlano senza problemi minimo tre lingue. E’ un posto ricco di opportunità e iniziative, inoltre sono al centro dell’Europa, a pochi km dalle più importanti capitali europee, questo è uno stimolo in più per me e la mia musica indubbiamente. Il richiamo di Torino a volte è forte devo ammetterlo, ho sempre amato la mia città, credo che abbia un’atmosfera unica al mondo.

 

Cantautore e polistrumentista. Come ti sei avvicinato alla musica?

Ho avuto la fortuna di crescere in una casa dove la musica era sempre presente e sin da piccolo ho potuto relazionarmi con svariati strumenti, in svariati modi, anche quelli più selvaggi e inadeguati in effetti 🙂 ma il fatto di poter provare, sentire, toccare con mano corde e tasti ha scatenato subito in me una gran voglia di imparare musica, di dedicarmi alla musica. Il momento più significativo è stato forse quando mio fratello (maggiore) ha cominciato a prendere lezioni di chitarra. Come tutti i fratelli più piccoli dovevo assolutamente imitarlo quindi cercavo di ripetere e emulare quello che lui suonava. Per scriver canzoni invece ci è voluto molto più tempo, molta più fiducia in quello che stavo facendo; suonare e scrivere sono due cose stupende ma che richiedono livelli di consapevolezza differenti.

 

Se vi va di ascoltare live il talento di Andrea, vi ricordo che suonerà il 19 febbraio all’ Upcycle di Milano.

fornarijpg

 

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali
Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l'Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.