No New – Tanta voglia di raccontarsi nel primo Ep omonimo di Mèsa

Classe 1991, nata a Roma, ma con una buona dose di Sicilia nel sangue, lei è Federica Messa, in arte Mèsa. A gennaio è uscito il suo primo Ep omonimo tra rock, pop e un’esigenza primaria di raccontarsi.

A voi l’intervista a questa giovane cantautrice della quale, ci auguriamo, sentirete parlare ancora e ancora.

 

Di cosa parlano queste nuove canzoni?

Sono canzoni che ho scritto in un momento in cui avevo bisogno di dire delle cose a qualcuno che non voleva ascoltarmi e quindi le ho dette a me stessa. In realtà sono soprattutto prese di coscienza riguardo i limiti delle cose e la bellezza della scoperta di questi limiti. Soprattutto i limiti che noi stessi abbiamo sono molto belli. “E non pensare di poter dare più di quello che puoi dare” dice Giovanni Truppi.

 

 In “La colpa” ci si assume la responsabilità dei propri errori per poi ricominciare a vivere più forti di prima. Lanci sicuramente un messaggio positivo, quello di concedersi comunque e sempre un’altra occasione…

Sì, esatto. Fare degli errori significa capirsi di più e quindi nel migliore dei casi crescere. E crescere, anche se ci diciamo sempre di no, è bello perché si è sempre più consapevoli di come siamo fatti e quindi secondo me si convive meglio con se stessi. “La colpa” è un pezzo molto positivo perché io mi perdono i miei errori, perdono chi mi ha fatto soffrire e mi ricongiungo con me stessa individuo indipendente dal resto del mondo.

 

 

Dopo vari anni in band anglofone hai iniziato una carriera da solista. Come sei giunta a questa decisione?

Non è stata una decisione, direi..il gruppo con cui suonavo si è sciolto ma io continuavo a scrivere canzoni e a volerle cantare.

 

Cosa ti ha spinta a tornare alla tua lingua madre e quindi a comporre in italiano?

Ho fatto una scuola che si chiama Officina Pasolini dove per 6 mesi sono stata a parlare di musica e a suonare tutto il giorno tutti i giorni. Lì mi sono avvicinata al cantautorato italiano e quindi ho deciso di provare a scrivere in italiano e ho capito che, nonostante i miei ascolti sono e in fin dei conti rimangono anglo-americani, dire le cose nel modo a me più familiare forse mi permette di dirle nel modo più “giusto” possibile.

 

Hai suonato per un anno in solitaria, soprattutto a Roma. Quanto è stata rilevante questa esperienza nella composizione dell’Ep?

 In realtà per nulla perché le canzoni dell’EP le ho scritte tutte prima di iniziare a suonare per i locali di Roma; forse sarà una esperienza rilevante per le prossime canzoni! Sicuramente comunque fare serate da sola mi ha permesso di acquisire maggiore determinazione perché quando stai da solo a fare una cosa, qualsiasi essa sia, secondo me cazzeggi di meno di quanto non faresti in compagnia.

 

Prossimo obiettivo da raggiungere?

 Fare un disco bello.

 

 

Intervista a cura di Cinzia Canali

Autore dell'articolo: Cinzia Canali

Cinzia Canali

Cinzia Canali nasce a Forlì nel 1984. Dopo gli studi, si appresta a svolgere qualunque tipo di lavoro, ama scrivere e ha la casa invasa dai libri. La musica è la sua passione più grande. Gira da sempre l’Italia per seguire più live possibili, la definisce la miglior cura contro qualsiasi problema.