No New – V.Edo e il suo mondo musicale

 

Edoardo Vergara in arte V. Edo, è un cantautore solare e positivo. E molto propositivo. Propone di guardare oltre la superficie delle cose e inizia a farlo con un album omonimo, che strizza l’occhio a Manu Chao e a sonorità un po’ distanti tra loro, ma messe insieme con grande gusto e stile.
E’ stata Laura De Angelis ad avere il piacere di scambiare quattro chiacchiere con V.Edo, che ha raccontato la sua visione della musica. E non solo.

Il tuo omonimo album d’esordio comprende dieci tracce: qual è l’idea di fondo che lega tra loro le storie che racconti?

Non c’è un’idea di fondo che lega tutti i brani. Sono nove storie diverse, nove incontri con la realtà. Ciò che lega tra loro le storie è la scrittura, il modo di raccontare e di “V.Edere” le cose.

 

Raccontaci qualcosa di te, dei tuoi esordi. Ricordi chi, o cosa, ti ha fatto innamorare della musica?

Innamorare della musica è stato da bambino, quando sentivo la chitarra intorno al fuoco la sera. Mi piaceva l’effetto polveroso che dava all’atmosfera facendo pesare di più le scintille.

 

Come descriveresti le sonorità che caratterizzano il tuo disco?

Le sonorità nel disco direi siano abbaglianti. C’è stata molta libertà nel lavoro sui brani. Molta della loro bellezza è dovuta all’esperienza e al gusto con cui Massimiliano Peri, Pasquale Defina e Roberto Romano hanno suonato.

 

Quali sono gli ascolti fondamentali, quelli che, insomma, hanno avuto un certo peso nella tua formazione artistica?

Mi hanno aperto le orecchie i dischi che mi regalavano gli zii: i Nirvana, i Sonic Youth e i Garbage. Poi passando attraverso i 99 Posse come linea diretta sono andato avanti a carillon con una cassetta di Manu Chao. Da lì in poi non ricordo più con molta consequenzialità gli ascolti….Stravinsky, Bartok, Selecter, Nick Cave. Non penso di avere ascolti che definirei formativi; quello che per me è fondamentale e formativo è sempre il contesto in cui arriva l’ascolto: quando il canto arriva all’orecchio come una sorpresa, come una soluzione o come un imprevisto, allora riesco ad appassionarmi ad una canzone, ad una cassetta, ad un disco o ad una sonorità.

 

Chi ha collaborato alla nascita del disco e in che modo ha influito sul risultato finale?

Il disco nasce da un incontro casuale con Massimiliano Peri. Dopo aver lavorato ad alcuni brani insieme Massimiliano mi ha proposto di contattare Pasquale Defina per produrre il disco. Pasquale ha letto alcuni testi che gli ho inviato e colpito ha deciso di conoscermi. Da questo primo incontro ed entusiasmo è nato poi tutto il progetto di realizzazione del disco, che dopo quasi due anni di lavoro è uscito per Ponderosa music and art. Alle registrazioni hanno partecipato Pasquale Defina, Roberto Romano, Massimiliano Peri, Giorgio Baldi e Davide Prezzo. Gli arrangiamenti sono stati curati da Pasquale Defina e Roberto Romano. La registrazione è stata fatta con uno studio mobile in un locale del paese dove vivo. Taketo Ghoara ha mixato il disco mentre il mastering è stato affidato a Giovanni Versari.

 

Dove potremo sentirti live e chi sono i musicisti che ti accompagneranno sul palco?

Adesso sto suonando accompagnato da Davide Prezzo alla chitarra elettrica, Massimiliano Peri alla batteria, Nicola Bertolini al basso e Davide Salata al sassofono. Ancora non so dove, ma spero ci incontreremo presto.

 

a cura di Laura De Angelis

Autore dell'articolo: Faber