No Press – Elisa 97-17: tre concerti unici per festeggiare i vent’anni di carriera

Grandi festeggiamenti per Elisa, una delle voci più amate del panorama musicale italiano, in occasione dei suoi primi vent’anni di carriera: si tratta di tre show unici, uno pop-rock, uno acustico e uno orchestrale che si terranno rispettivamente il 12, il 13 e il 15 settembre all’Arena di Verona.

di Eleonora Montesanti

 

La scorsa settimana siamo stati invitati a una conferenza stampa molto speciale: l’Area Pergolesi di Milano era gremita di giornalisti e operatori musicali impazienti di sapere che tipo di sorprese avrebbe riservato Elisa in un’occasione così importante come il ventennale della sua carriera artistica.

E’ stato subito molto bello accorgersi di quanto fosse emozionata, l’artista friulana, al suo ingresso in sala e, soprattutto, è stato molto bello rendersi conto della passione e dell’amorevolezza con cui Elisa descriveva il suo nuovo progetto: ha deciso di festeggiare in maniera unica e irripetibile, con tre concerti di seguito (tra il 12 e il 15 settembre 2017), uno diverso dall’altro, all’Arena di Verona.

Il primo sarà in veste pop-rock ed Elisa, insieme alla sua band, mostreranno il loro lato più classico ed energico. Il secondo è stato denominato acustico, ma è stato subito chiarito che non si tratta solo di un concerto voce e chitarra, bensì ci saranno richiami soul, etnici, street. Ad accompagnarla sono previsti moltissimi musicisti e alcuni cori. L’ultimo appuntamento è il più inedito e peculiare, poiché Elisa verrà accompagnata da un’orchestra internazionale di quaranta elementi. Avendo alle spalle delle sonorità così importanti, l’artista ha deciso che vale la pena proporre anche alcune delle pietre miliari della musica italiana e internazionale che per lei hanno avuto un particolare significato: da Caruso ad Almeno tu nell’universo, passando per Fly me to the Moon e Amor Mio.

Una delle cose più significative di questo trittico di concerti è il prezzo: l’abbonamento a tutti gli show, infatti, costa praticamente quanto un concerto normale: 80 euro. In un momento storico in cui la musica viene spesso minata da fenomeni quali il secondary ticketing, questa è una scelta bella e coraggiosa. (I biglietti si possono acquistare cliccando qui.)

Come se non bastasse, poi, per agevolare afflusso e deflusso nella città di Verona, sia Trenitalia sia Eventi in Bus offriranno sconti e prezzi particolari, oltre a partenze (in bus) da circa cento città italiane (per informazioni: www.eventiinbus.com e www.trenitalia.com). Lo stesso, ovviamente, vale per gli alberghi (Cooperativa albergatori veronesi e www.fepgroup.it).

Insomma, ancora una volta Elisa si rivela un’artista talentuosa e sensibile, due caratteristiche che la fanno essere sempre straordinaria. 
Vi lasciamo proprio con le sue parole, perché non ne esistono di migliori.

Comincio con il dirvi che mi sento baciata dal cielo più che fortunata, per essere arrivata a questo 2017 facendo ancora musica, vivendo di musica, ascoltando e sentendo ancora tanta tanta tanta musica.
È ancora tra i miei migliori amici sul pianeta Terra e mi aiuta ancora a risolvere un sacco di problemi. A distendere un sacco di nervi. A pensare pensieri che non avrei forse mai pensato. Dà da mangiare alla mia anima le cose più buone del mondo, che vengono da tutto il mondo e forse anche da altre galassie a volte… schegge di universi paralleli bellissimi che si infilano tra le suggestioni delle canzoni.
La mia amica bellissima con i suoi super poteri mi fa ancora tanta compagnia… e… I feel blessed for it. Ma proprio tanto.
E poi ci siete voi e siete ancora lì. Il motivo per cui io posso parlarvi così è che siete ancora lì. E lo so che alcuni sono invece andati via e poi tornati o non sono mai tornati. E so anche che parti di me se ne sono andate e poi sono ritornate o non sono più ritornate.
Ma credo anche che sia tutto giusto così e che non poteva andare in nessun altro modo. Abbiamo tutti seguito le nostre vite e abbiamo fatto quello che potevamo fare in ogni istante che ci ha portato fino a qua.
Sono passati vent’anni da Pipes & Flowers. In questi vent’anni, come io e tanti altri temevamo, al mondo è salita per davvero la febbre e sono successi un sacco di casini e cose per cui essere tristi. Ma anche tantissime per cui essere felici e fieri.
Tra le cose belle che sono successe, mentre a forza di incazzarci e di ridere e di vivere ci sono venute le prime rughe, ci sono le cose che abbiamo condiviso. Quei frammenti di intelligenza superiore che scendeva tra di noi quando l’energia saliva alle stelle, quegli attimi di riflessione e insieme di condivisione talmente intensi e impossibili da raccontare che potevamo solo sentirli addosso, che ci aprivano i sensi, che ci aprivano in due.
Questo viaggio in cui i protagonisti sono la musica, voi e io è la passione della mia vita. La più grande e irrazionale e incontenibile.
Sono fortunata a poterla vivere così intensamente. L’avrei vissuta lo stesso, l’ho sempre saputo. Avrei fatto la parrucchiera, forse, ma avrei suonato in tutti i locali del Friuli come già avevo iniziato a fare.
Non sarei potuta stare lontano dalla musica troppo a lungo.
Invece grazie a voi non ho avuto mai bisogno di pensare a nient’altro che alla mia musica.
Avevo quindici anni quando ho fatto la mia prima audizione, mia madre ha firmato per me il mio primo contratto discografico quando avevo diciassette anni. A diciotto sono partita per l’America e ho registrato il primo album e da allora ho sempre vissuto di musica.
Non ho parole per ringraziare tutte le persone responsabili di questo al di fuori di me… Non so nemmeno se si tratta semplicemente di ringraziare e basta… mi sembra più un sentirsi e un incrociarsi.
Sono felice che ci siamo imbattuti gli uni negli altri e che la vita ci abbia fatto incontrare in questo modo speciale. Quello che mi avete dato in questi anni è immenso, mi viene da piangere se provo a pensarlo. Ora mi sembra di toccare il cielo per questo traguardo che celebreremo, tra poco scoprirete come…
Comunque ora torno nei miei turbinii e mi rituffo nella scrittura, nella preparazione e anche nelle mie insicurezze, non lo nascondo: non credo che avrei scritto canzoni se fossi stata molto sicura di me.
Non credo sia più il caso di nascondere insicurezze e problemi anche profondi e che fanno paura. Io ho sofferto di ansia e ho avuto attacchi di panico molti anni fa, ho parlato con tantissime persone che hanno avuto gli stessi problemi. Come minimo la metà delle persone che conosco ha provato queste sensazioni.
Ogni volta che ne parliamo agli altri ci sentiamo deboli. Ma credo che nel 2017 abbiamo tutti bisogno di evolverci. La fragilità fa parte della sensibilità e i muscoli e i peli sullo stomaco dovrebbero convivere con le parti sensibili e non soffocarle… L’unica evoluzione davvero radicale è quella umana…
La musica, le parole, i pensieri, il tempo che viviamo… sono tutti parte della stessa cellula. Non dobbiamo isolarci e pensare alle cose che facciamo in modo isolato. In questi tempi turbolenti ho bisogno di credere nel potere che ognuno di noi ha di rendere la propria vita speciale per se stesso e per gli altri. In qualsiasi piccolo o grande modo.

Autore dell'articolo: Eleonora Montesanti

Eleonora Montesanti

Nasce nel 1988 e rinasce il giorno in cui si imbatte, per caso, in un concerto degli Afterhours. Ci mette poco a capire che la musica è la sua vita: dopo la laurea in lingue e letterature straniere, Eleonora inizia a scrivere di musica per gioco e, da allora, sono passati 5 anni. L’altra sua passione, infinita e vitale, sono i cani.