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No Report – Angelo Trabace porta la sua crisi d’identità a Catania

Il 26 gennaio alla Cartiera di Catania si è tenuto uno spettacolo del tutto insolito, che ha visto al pianobar il ben noto pianista dei Dimartino, Angelo Trabace.

Quante volte lo abbiamo visto fare magie al piano nei live dei Dimartino, quante volte osservandolo ci siamo chiesti come faccia a volare sui tasti, regalandoci uno spettacolo nello spettacolo…di certo però non avremmo mai potuto immaginarlo come attore ai tasti di un pianobar.

Già il titolo dello spettacolo, «Io non so più chi suono — Crisi di identità al pianobar», la diceva lunga su quello che avremmo dovuto attenderci dallo spettacolo, ma al contempo nascondeva la vera identità dello show. Le abilità interpretative del nostro Trabace lo hanno visto passare da un personaggio all’altro, stravolgendo note canzoni, che hanno fatto la storia del pianobar, unendole a brani originali da lui composti, che perfettamente si coniugavano al repertorio e alle personalità dei vari buffi soggetti che si sono succeduti sul palco, personaggi che incontriamo per la strada spesso, anche se saremmo lieti di evitarli.

Chi si aspettava un concerto sarà rimasto certamente colpito da quanto poco ci fosse del classico live e da quanto invece lo spettacolo fosse carico di interpretazione teatrale. L’ora passata in sua compagnia è volata, segno che ci siamo divertiti parecchio.

È stato quasi come se Trabace avesse scelto di raccontarci le sue crisi da pianobar e avesse trovato in noi i terapeuti perfetti per uscire dal suo personale tunnel, fatto di personaggi buffi e grotteschi, in cui riconoscere il peggio del genere umano. Il tutto è stato condito con delle vere e proprie magie al pianoforte, che tutti ci aspettavamo e che non si sono fatte attendere durante la serata.

Credo che uno dei momento più entusiasmanti dello spettacolo sia stato sentirlo cantare le etichette dei vini, che aveva richiesto per l’occasione al bar, ma non è stato da meno sentire gli Afterhours cantati da Al Bano o vederlo scherzare sull’accento calabrese di Cremonini. Verso la fine ci ha fatti sognare sulle note di “Bartali”, rivelandosi un perfetto intrattenitore.

A fine serata, nonostante la pigrizia del giovedì sera che colpisce settimanalmente il pubblico catanese, i fortunati giunti in sala sono andati via con un giudizio strapositivo sullo spettacolo, che ci ha rivelato un artista completo, capace di unire un talento innato al pianoforte a una simpatia trascinante e a una vena interpretativa non comune.

Egle Taccia

 

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!