No Report – Carmen Consoli & Friends: A Catania si gioca il mondiale della solidarietà

Carmen Consoli è la dimostrazione di come, nell’era digitale, si possa arrivare a migliaia di persone, mantenendo intatta la propria natura riservata, senza esporsi troppo sui social, montare polemiche o creare hype. Dopo essersi imbattuta in un progetto come Namastè, che aiuta i ragazzi disabili, spesso abbandonati dalle famiglie, è nata dentro di lei la voglia di usare la propria musica per essere d’aiuto a questa realtà, dove le mamme di alcuni sono le mamme di tutti. E lei, che da qualche anno ha scoperto la maternità, si è sentita in dovere di fare qualcosa di più dell’andare a suonare qualche pezzo a questi ragazzi, come le era stato chiesto, ragazzi che correvano il rischio di essere sfrattati dalla villa che da anni li ospita e che sentono come la propria casa. Quella casa gliela voleva comprare. E così, in silenzio, lei che vuole vivere in un mondo migliore, utilizzando gli strumenti di comunicazione tradizionali, come il telefono, ha chiamato a raccolta i suoi amici, perché, per sua stessa confessione, da sola non ce l’avrebbe mai fatta, e ha messo su, giorno dopo giorno, qualcosa di grandioso, qualcosa che Catania, forse, non aveva mai visto, qualcosa che va oltre il semplice concerto di beneficenza: il Carmen Consoli & Friends.

Così, dal nulla, Catania ha scoperto che, dopo mesi in cui l’artista lavorava silenziosamente al progetto, era stata scelta come il luogo dove questo miracolo sarebbe diventato possibile con l’aiuto di tutti. In soccorso di Carmen si sono mobilitati tantissimi artisti amici, nomi del calibro di Elisa, Bandabardó, Mario Venuti, Daniele Silvestri, Samuele Bersani, Max Gazzè, Emma Dante e Marina Rei, che hanno messo su molto più di uno spettacolo, ma un vero e proprio festival di musica, incentrato sulla figura di Carmen, grandissima padrona di casa, che ha avuto l’abilità di lasciare il centro della scena alla musica.

Catania ha risposto con numeri da record, oltre le diecimila presenze, tanto che è stato necessario un cambio di venue, da Villa Bellini a Piazza Duomo, per accogliere tutti.

La musica è stata la protagonista della serata. I brani dei rispettivi repertori sono diventati i brani di tutti. Non credo sia un caso che ad introdurre la serata sia stato proprio “Amore di plastica”, brano con cui Carmen Consoli debuttò a Sanremo nel 1996 e grazie al quale cominciò la sua carriera; penso invece che dietro questa scelta si nascondesse un tributo al suo storico manager, Francesco Virlinzi, uno dei primi a credere in lei e nella rinascita culturale e musicale della città etnea, scomparso da quasi vent’anni. A rafforzare la mia idea, subito dopo, Carmen ha fatto esplicitamente riferimento a un’altra persona molto speciale nella sua vita, suo padre, confidandoci che “sarebbe stato molto fiero della sua città oggi”, frase che ha introdotto la bellissima “Mandaci una cartolina” a lui dedicata. Due brani dal sapore troppo evocativo per essere inseriti a inizio concerto per caso.

Durante la serata l’artista ha parlato poco, forse anche per l’emozione, preferendo far parlare la musica e lasciando molto spazio ai colleghi.

Su quel palco è stato portato un intero mondo musicale. Duetti bellissimi su brani senza tempo. I momenti più emozionanti sono stati sicuramente sulle note di “A modo tuo”, dove due mamme emozionate, Carmen ed Elisa, hanno travolto la piazza; il duetto con Mario Venuti sulla bellissima “Mai come ieri”, colonna sonora di un’estate catanese di vent’anni fa; il duetto con Samuele Bersani su “Giudizi Universali”, dove il coro della piazza era da pelle d’oca; il discorso toccante della Bandabardò, un bellissimo omaggio a Carmen e alla sua umanità.  Sul finale le note di “ ‘A finestra” hanno incorniciato un testo di Emma Dante sulla ricerca della bellezza anche nei momenti e nei luoghi più bui, concluso dall’arrivo degli ospiti che, in perfetto siciliano, hanno cantato le ultime strofe del pezzo, come omaggio alla città. Onore a tutti i musicisti che hanno sapientemente accompagnato questi grandi artisti.

Quello che ci insegna il Carmen Consoli & Friends, è che insieme si può fare tanto, che un piccolo gesto di ognuno di noi può davvero cambiare il mondo e che la musica è uno strumento potentissimo, che non va fermato.

Io non so come si possa sentire un musicista dopo aver compiuto un’impresa simile, ma credo che, le voci emozionate degli artisti e di Carmen, abbiano rivelato l’incredulità e la gioia che avevano nel cuore ieri sera, la consapevolezza di aver compiuto insieme un piccolo miracolo. Speriamo che questo non resti un episodio isolato, ma che dia vita a una bellissima tradizione di solidarietà e di musica.

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia
Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d'Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!