No Report – Catania dà spettacolo durante il live degli Zen Circus al Ma

Al suono delle eliche di minacciosi aerei da guerra il 7 gennaio gli Zen Circus sono approdati sul palco del Ma di Catania, nonostante il freddo e la neve che hanno colpito l’isola, ma che non hanno impedito ai loro fan di raggiungerli per questa imperdibile data del “La Terza Guerra Mondiale Tour”, che ha già visto innumerevoli sold out in giro per l’Italia.

Il trio più famoso del rock italiano, nella formazione live vede la presenza di un altro elemento sul palco, Francesco “il maestro” Pellegrini, già con Appino nel suo progetto solista.

Il Ma ha accolto la band stracolmo di gente, mentre il Circo Zen ci regalava un best of dei suoi più grandi successi, a cui si sono aggiunti i nuovi brani de “La Terza Guerra Mondiale”, già cantati a memoria dal pubblico e applauditi come delle super hit. È proprio la title track dell’ultimo album che apre le danze, per essere seguita a ruota da “Canzone contro la natura” estratta dal precedente album.

Il live è un tripudio di effetti scenici e giochi di luce, accompagnati da chitarre potentissime, per la gioia di chi non ne può più dell’invasione delle tastiere e dei synth.

Ci dettano subito la regola dei loro live: “Più voi fate casino, più noi facciamo casino”, regola che Catania ha seguito alla lettera, fino a far impazzire la band sul palco, che li ha riempiti di scherzi e gag, quasi increduli della totale follia scatenatasi intorno a loro, tanto da non farli parlare, da fargli dimenticare per un momento una canzone, da urlare richieste a raffica e da farli divertire come non mai. Una gioia per chi osservava dalle tribune.

Vent’anni” anticipa le parole di Appino, che ci racconta di quando gli Zen erano giovani e facevano delle danze sfrenate, ma ora… “Non Voglio Ballare”. Dopo un omaggio al Maestro Pellegrini, è il momento di “Andate tutti affanculo” e da quel momento il pubblico non si tiene più. È una danza continua, una continua ovazione. Alla faccia di chi vuole vietare il pogo ai concerti, i fan catanesi sono stati un esempio al riguardo. Si sono divertiti, ma senza farsi troppo male, hanno regalato una serata speciale sia a noi che alla band, che sul finale sembrava quasi sbalordita da ciò che stava accadendo.

Arriva il momento della loro speciale dedica alla città natale, “Pisa Merda”, che viene introdotta da un “Se vi diciamo Pisa voi cosa dite? E se diciamo Palermo? In fondo merde siamo un po’ tutti”, pezzo che sul finale prevede un elenco di città che cambia sempre e al quale il pubblico risponde ogni volta con “Merda”. Tutto ha funzionato finchè al grido di “Lampedusa” il pubblico è rimasto silenziosamente compatto, facendo apparire un guizzo di gioia negli occhi della band. Lampedusa è un simbolo troppo importante per essere derisa, anche solo per scherzo.

Il momento forse più emozionante del live si è raggiunto sulle note di “L’anima non conta”, per poi rimanere sorpresi da una cover dei Nirvana “I Just Want to Sleep”, “perché in Sicilia ultimamente ci è preso di fare delle cover”. Sulle note di “Postumia” Appino ci ricorda di domandare ai nostri nonni se questo fosse il futuro che sognavano, prima che sia troppo tardi.

Arriva il momento busker e per ricordare le origini della band, Karim imbraccia la sua washboard e si parte verso un nuovo viaggio con gli Zen.

Il pubblico ormai è ingestibile e mentre Appino cerca di parlare, da sotto intonano “Canzone di Natale”, sovrastandolo completamente. A quel punto Appino per punirli, probabilmente perché in scaletta era previsto altro, scherzosamente si mette a far finta di cantarla al contrario, ma il pubblico continua nei suoi cori con insistenza e alla band non resta altro da fare che arrendersi e regalarcela.

Quando tutto finisce , con “L’egoista”, “Viva” e “Andrà tutto bene”, quasi non ci rendiamo conto che sono passate due ore filate senza neanche la pausa bis, segno di un successo eccezionale e raro, di un delirio mai visto dentro al Ma, di una vera e propria festa.

Le prime file di questo concerto passeranno di certo alla storia. Impossibile che la band dimentichi una serata così.

Report a cura di Egle Taccia

Autore dell'articolo: Egle Taccia

Egle Taccia

Egle è avvocato e appassionata di musica. Dirige Nonsense Mag, scrive per Qube Music e Lamusicarock e ha sempre un sacco di idee strambe, che a volte sembrano funzionare. Potreste incontrarla sotto i palchi dei più importanti concerti e festival d’Italia, ma anche in qualche aula di tribunale!